Unimondo cambia. Ma rimane lo stesso

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Cambiare si può – Foto: facebook.com

Carissimi lettori di Unimondo. A nome della Fondazione Fontana Onlus, di cui Unimondo è un progetto strategico da alcuni anni, vi comunico la nomina del nuovo Direttore. Sostituirà Fabio Pipinato (oggi impegnato su altri fronti ma che continuerà a far parte della squadra) a cui va il nostro enorme ringraziamento per questi anni di instancabile attività, anni di grande crescita e di sviluppo per il nostro progetto. Al suo posto da oggi ci sarà Piergiorgio Cattani, già capo redattore del sito, giornalista e attento osservatore delle dinamiche politiche e sociali nazionali e internazionali. Piergiorgio vive anche l’esperienza della disabilità. Con la sua energia intellettuale riesce a trasformare le sue difficoltà in punti di forza e ha la capacità di guardare al mondo da angolature diverse; con lui Unimondo continuerà sulla strada intrapresa e, almeno così pensiamo, si arricchirrà di nuove sensibilità. A Piergiorgio i nostri migliori auspici per il nuovo incarico, a voi lettori il nostro grazie per la fedeltà e l’attenta partecipazione.

Pierino Martinelli

Direttore Fondazione Fontana Onlus

È con intensa trepidazione che mi accingo a scrivere il mio primo articolo come direttore di Unimondo. L’inattesa nomina a questo importante incarico, un investimento per cui non posso non ringraziare la Fondazione Fontana e tutti i suoi membri, mi spinge a continuare con maggiore impegno la mia attività al servizio di un progetto, quello di Unimondo, in costante crescita come lettori, collaboratori, fan su facebook, contatti con altre organizzazioni nazionali e internazionali.

Continueremo nel solco di una tradizione consolidata. Attenzione ai nostri grandi temi: ambiente, diritti umani, sviluppo (sostenibile e alternativo), politica. Già, la politica. Siamo a un mese dalle elezioni nel nostro paese, “elezioni regionali” le ha chiamate qualcuno in quell’unica nazione che è ormai il mondo intero, globalizzato e interdipendente. Unimondo è di parte. Rivendica di essere di parte. Ma non di partito. Prendiamo posizioni chiare, senza avere paura di scontentare qualcuno. Tuttavia non ci leghiamo a nessuno schieramento. Certo, il populismo e l’impresentabilità della destra italiana come almeno si è presentata negli ultimi anni ci spingono chiaramente a stare dalla parte opposta, come l’arretratezza culturale e la chiusura xenofoba di certi partiti per troppo tempo al governo del paese sono incompatibili con la nostra sensibilità. Non solo, sono fuori dalla storia. Eppure la paura dell’altro, la logica dello scontro e l’incapacità di immaginare scenari nuovi - che però possono mettere in discussione alcune consolidate certezze -sono ancora in grado di attirare il consenso dei cittadini.

Rispetto agli anni scorsi, quando l’opposizione al berlusconismo si trovava unita da una sola parte, oggi il quadro è più frastagliato e ci sono almeno due poli, quello rappresentato da Bersani e quello da Monti, che raccolgono almeno parte della nostra sensibilità. Alcuni simpatizzanti di Unimondo militano in questi due campi, altri ancora nell’area riunita intorno ad Ingroia: crediamo che in tutte queste coalizioni ci siano candidati meritevoli di sostegno e di attenzione.

Le notizie di questi ultimi giorni riguardo all’acquisto degli F35 da parte dell’Italia ci confermano nella nostra analisi. Salutiamo con grande soddisfazione l’apertura di Bersani all’ulteriore riduzione di questo costosissimo e inutile programma di guerra. Certo, poteva pensarci prima, al momento del voto, come ha fatto notare Flavio Lotti della lista Ingroia: attenzione però, ridurre tutto a strumentali polemiche elettorali fa perdere forza e credibilità alla campagna no F35. Ovunque ci sono contraddizioni. Nella coalizione di Monti, che pure ha voluto i cacciabombardieri, ci sono onorevoli, come Pezzotta, che sono stati capaci di dire no in Parlamento. Unimondo vuole abbattere certi steccati per privilegiare il raggiungimento dei nostri obiettivi.

Noi ci comporteremo come ci siamo sempre comportati, parlando delle idee, denunciando le situazioni inaccettabili, evidenziando le realtà positive, criticando o approvando senza però mai aver paura di dire la nostra verità, di affermare ciò che a noi sembra giusto.

A livello giornalistico continueremo lungo la strada intrapresa. Apertura al mondo, con una visuale rivolta ai sud del mondo, dove si vedono meglio le scintille di futuro. Ma faremo anche molta attenzione al mondo arabo, alla Cina e ai paesi emergenti: prima di tutto per capire insieme i mutamenti epocali in atto, poi per cercare di condizionarne l’esito. Lo faremo con collaboratori giovani ma comunque esperti, con corrispondenti dai cinque continenti, con fiducia, attenzione ed entusiasmo. Sempre con il nostro stile, partendo dal basso, dall’impegno delle organizzazioni non governative, dalle piccole notizie ignorate dai circuiti internazionali ma che donano speranza per un mondo meno ingiusto e più unito.

Piergiorgio Cattani

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