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Unicef e Save the Children: rilasciare i bambini soldato in Somalia

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Milizie armate a Mogadiscio - foto Getty images

"I bambini sono vittime del conflitto e, secondo testimonianze dirette, sono stati anche presenti in misura notevole come combattenti nei recenti scontri". UNICEF e Save the Children chiedono che tutti i bambini arruolati con gli eserciti o i gruppi armati vengano immediatamente smobilitati o rilasciati dai centri di detenzione se prigionieri. Entrambe le agenzie chiedono al Governo federale di transizione e alle istituzioni somale di compiere i passi necessari per garantire che i bambini siano adeguatamente accuditi e riunificati alle loro famiglie in totale sicurezza e senza discriminazioni.

UNICEF e Save the Children esprimono grave preoccupazione per i rapporti secondo cui bambini e donne somali sono fra le vittime degli attacchi aerei e i campi per gli sfollati vengono bombardati. Le due agenzie temono che con la chiusura dei confini del Kenia siano aumentati i pericoli per i somali in fuga, e riferiscono che, mentre i bambini continuano a essere in assoluto i più esposti a rischi, sono pervenute notizie di alcuni bambini colpiti da proiettili vaganti, mentre altri rischiano di essere reclutati per combattere nelle truppe dei vari signori della guerra ri-emergenti. Ciò è inaccettabile ai sensi di qualsiasi norma militare e civile, dicono le due agenzie.

Anche se la prospettiva di un governo centrale apre possibilità, il paese deve affrontare sfide immense che bloccano le prospettive di un futuro stabile e sicuro per i bambini. La preoccupazione delle due agenzie è aggravata dal fatto che la situazione di conflitto limita molto l'accesso degli operatori umanitari, sia per raggiungere le popolazioni a rischio con i soccorsi, sia per monitorare la gravità delle violazioni dei diritti dell'infanzia.

Il Rappresentante UNICEF in Somalia, Christian Balslev-Olesen, ha dichiarato che "Ogni prolungamento del conflitto in Somalia contribuirebbe a compromettere i modesti progressi compiuti dai somali negli ultimi 15 anni con il sostegno della comunità internazionale".

El Khidir Daloum, Direttore per il paese di Save the Children, ha detto "I bambini in Somalia, e in particolare al Sud, soffrono per le conseguenze di una triplice crisi umanitaria: siccità, inondazioni e ora il conflitto. Se la situazione non si stabilizza rapidamente, nessuno potrà garantire la sicurezza dei bambini somali; altri verranno separati dalle loro famiglie, resi orfani e esposti al rischio di abusi e abbandono".

La scuola è la chiave per il recupero dei bambini somali. Ma con oltre 65-70 mila sfollati a causa dei combattimenti in corso e della persistente insicurezza, anche la frequenza scolastica è in grave calo.

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