Un milione di profughi di guerra. Ma dove?

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In Italia il Consiglio dei Ministri ha approvato un decreto legislativo che recepisce la direttiva 2001/55/CE e mette l'Italia alla pari con gli altri stati membri dentro una strategia concordata che contempla misure necessarie in caso di afflusso massiccio di sfollati. Ma quale impatto migratorio avrà la guerra sull'Europa? Secondo il bollettino del programma "MigraCtion Europa" edito dal CeSPI, la pianificazione dell'Alto Commissariato per i Rifugiati si è basata finora su un target indicativo di 600.000 persone. Ma lo stoccaggio di cibo alle frontiere, avviato dal Programma alimentare mondiale (PAM), riguarda un numero ben più elevato di persone. A metà febbraio il vertice interagenzie delle Nazioni Unite faceva previsioni di 1,5-2 milioni di profughi, la maggioranza dei quali si riverserebbe sull'Iran, la Giordania e la Turchia. Come reagiranno i paesi confinanti? Soprattutto la Turchia, con la decisione di "invasione tecnica" nell'Iraq del nord per allestire strutture di accoglienza per gli sfollati, viola sostanzialmente il divieto di refoulement enunciato dall'articolo 33 della Convenzione di Ginevra. Il Comitato parlamentare Schengen-Europol-Immigrazione ha previsto che in Europa potrebbero giugere 1.200.000 profughi iracheni.

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