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Ue: la direttiva 'uccelli' inapplicata in Italia

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Nuove oasi per gli uccelli selvatici in sette dei dieci nuovi Stati membri dell'Unione Europea: lo comunica la Commissione Europea ricordando che Polonia, Slovacchia, Malta, Lituania, Lettonia, Estonia e Cipro si stanno così adeguando alla Direttiva 79/409/CEE sulla conservazione degli uccelli, obbligatoria per i Paesi entrati nell'Unione Europea.

Ma la LAV ricorda che, dopo ben 25 anni dalla firma, l'Italia non ha ancora integralmente recepito ed applicato tale Direttiva: ancora una volta l'UE bacchetta il nostro Paese sulla tutela della fauna.

"E' la conferma che la politica esercitata da Governo e Regioni in questi anni è decisamente fallimentare e pone a rischio soprattutto le popolazioni migratorie - dichiara Ennio Bonfanti, responsabile "fauna" della LAV -, patrimonio della comunità internazionale. I Ministri dell'Ambiente e delle Politiche Agricole, on. Matteoli e on. Alemanno, hanno una grossa responsabilità perché hanno favorito forme di caccia selvagge e massicce e si sono fatti promotori di proposte di legge sulle "deroghe" per la caccia ai migratori protetti o per la liberalizzazione selvaggia della caccia, come il noto "testo Onnis" approdato alla Camera. In più i due Ministeri non sono intervenuti per bloccare i provvedimenti regionali che, in barba alla Direttiva 79/409/CEE, hanno promulgato calendari venatori sulla caccia di specie a rischio o in periodi maggiori rispetto a quelli dettati dalle normative statali e comunitarie".

In proposito la LAV denuncia che Governo e Regioni hanno già avviato le procedure per la "spartizione", nella prossima stagione venatoria, delle quote di fringuelli e peppole (piccoli uccelli canori protetti dall'UE) da ammazzare: in nome del "federalismo alla cacciatora", la Conferenza Stato-Regioni sarà chiamata ad approvare la ripartizione delle quote delle due specie protette. Grazie alla contestatissima legge Berlusconi-La Loggia n.221 del 2002, infatti, alle Regioni sono stati affidati poteri in materia di "deroghe" per la caccia anche di specie (fino ad oggi) protette dalla Direttiva 79/409/CEE.

Nella passata stagione venatoria 2004-2005, grazie a questa procedura 3 milioni (!) di fringuelli sono stati assegnati a 6 regioni (Lombardia 685.260 fringuelli; Veneto 437.400; Umbria 298.890; Marche 262.440; Liguria 204.120; Toscana 874.800; Calabria 233.280) e 60mila peppole a 2 regioni (Lombardia 36.600; Veneto 23.400). Milioni di migratori, più piccoli della stessa penna usata per scrivere queste cifre, saranno impallinati in nome della "polenta e osei".

"Auspichiamo che il Governo abbandoni questa politica 'calibro 12' e che i nuovi Governatori regionali, recentemente eletti, attuino una inversione di marcia a tutela del patrimonio faunistico - conclude Bonfanti -; in ogni caso la LAV proseguirà ad impugnare presso la Commissione Europea e la Corte di Giustizia UE tutti i provvedimenti statali o locali in materia venatoria che violino il diritto comunitario".

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