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Ue: critiche le Ong per il sì alla 'direttiva sui rimpatri'

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Migranti senza documenti - foto: OW

"Profonda amarezza", preoccupazione e critiche per l'approvazione al Parlamento Europeo avvenuta ieri della "direttiva sui rimpatri". La esprimono numerose organizzazioni internazionali, associazioni e organizzazioni non governative.

L'Alto Commissario Onu per i diritti umani, Louise Arbour, ha chiesto ai Paesi europei di non applicare le nuove norme e di ratificare invece la convenzione delle Nazioni Unite sui diritti dei lavoratori immigrati. Nel corso di una conferenza stampa, la Arbour ha sottolineato "la difficoltà di far progredire i fondamentali principi della protezione dei diritti individuali" ed ha espresso rammarico per la "resistenza dell'opinione pubblica" a non voler considerare l'idea che gli immigrati illegali hanno gli stessi diritti degli altri all'interno della società.

Amnesty International afferma che il testo approvato rischia di abbassare gli standard dei diritti negli Stati membri e non garantisce il rimpatrio dei migranti irregolari in condizioni di sicurezza e dignità. Il testo della direttiva, inoltre, contiene deboli previsioni in materia di controllo giudiziario sulla detenzione amministrativa; infine, prevede deroghe specifiche alle condizioni di detenzione in quegli Stati membri che si trovino ad affrontare cosiddette "situazioni di emergenza". Nei giorni scorsi la Segretaria generale di Amnesty, Irene Khan aveva chiesto di bocciare la direttiva. Con un comunicato Amnesty sollecita ora gli Stati membri che applicano standard più elevati a non usare questa direttiva come pretesto per abbassarli.

Critiche vengono anche dall'Ong Save the Children che in un comunicato sottolinea come la direttiva "non include garanzie sufficienti per i minori non accompagnati e quelli che fanno parte di un nucleo familiare" e non stabilisce "procedure adeguate per il rimpatrio dei minori stranieri non accompagnati che ne tutelino il superiore interesse, come sancito dalla Convenzione Onu dei diritti dell'infanzia e dall'adolescenza". Save the Children chiede agli Stati membri che renderanno esecutiva la direttiva di tenere in debita considerazione la Convenzione sui Diritti dell'infanzia e dell'Adolescenza, in particolare per quanto concerne l'obbligo di fornire protezione e assistenza ai minori non accompagnati presenti nell'Unione Europea.

"Il Parlamento Europeo, piegandosi alla volontà del Consiglio, ha approvato senza apportare neppure un emendamento, una direttiva sui rimpatri forzati che, anche se priva di un immediato effetto vincolante, potrebbe costituire ulteriore stimolo per molti paesi, come l'Italia, nella direzione di un ulteriore inasprimento delle normative e delle prassi in materia di respingimento, espulsione e detenzione amministrativa" - commenta MeltingPot, l'osservatorio per la promozione dei diritt idi cittadinanza.

In particolare la direttiva consente agli stati membri di estendere il periodo di detenzione amministrativa per i migranti irregolari fino a 18 mesi, una prescrizione che in alcuni paesi come l'Italia appare in stridente contrasto con il dettato costituzionale che stabilisce limiti precisi. Inoltre la direttiva crea regole processuali diverse per i migranti irregolari, consentendo di abolire l'effetto sospensivo del ricorso. Quindi prevede l'espulsione ed il trattenimento dei minori non accompagnati così come delle famiglie con minori in violazione delle convenzioni internazionali che proteggono i diritti dei minori comunque, quale che sia il loro status legale. Prevede, inoltre, il divieto di reingresso di cinque anni creando così le condizione per un riprodursi incontrollabile della clandestinità.

"Ma soprattutto, l'aspetto più allarmante della direttiva, sul piano delle relazioni internazionali, consiste nel fatto che si apre per la prima volta la possibilità di deportare migranti irregolari nei paesi di transito, ai quali l'Unione Europea si impegna a corrispondere ingenti somme per blindare le frontiere meridionali e per la successiva deportazione verso i paesi di provenienza, sempre che questa si possa stabilire. Si legittima così un ignobile mercato di esseri umani" - nota MeltingPot. [GB]

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