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Teano: “Per una comune Italia”

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Giuseppe Garibaldi e Vittorio Emanuele a Teano - Immagine: Partecipiamo

Il 26 Ottobre del 2010 ricorrono i 150 anni dal celebre incontro tra Garibaldi e Vittorio Emanuele che segnò il passaggio del Mezzogiorno nel Regno d’Italia, guidato dalla famiglia Savoia. Ieri a Teano si è concluso un incontro, preceduto da tre giorni di intensi dibattiti e confronti, sui valori vecchi e nuovi che ci uniscono, per arrivare a sottoscrivere un nuovo Patto tra gli italiani. Ne riportiamo il decalogo e l’auspicio:

1 ) Ad ogni giovane che abita in Italia deve essere consentito di completare gli studi, di avere un lavoro e un reddito minimo. Una equa e razionale organizzazione sociale dell’economia può e deve farsi carico del futuro delle nuove generazioni.

2 ) Ogni singolo individuo deve essere libero di esprimere la propria soggettività nei suoi molteplici aspetti, biologici, di luogo e culturali. Una civiltà della convivenza è come un caleidoscopio che ricompone sempre nuove e meravigliose visioni del mondo.

3 ) Va posta fine ad ogni violenza, discriminazione, prevaricazione sulle donne, a partire dall’interno della famiglia. La cura delle relazioni umane e la conservazione dei beni comuni non possono essere affidate solo alla donne, ma sono responsabilità di tutte e tutti.

4 ) Ad ogni donna e ad ogni uomo deve essere data la possibilità di svolgere un lavoro utile e creativo, che procuri da vivere e realizzi le sue capacità . Il lavoro schiavo, servile o comunque coatto e mercificato offende la dignità umana e non serve al progresso della società.

5 ) La funzionalità degli ecosistemi, la biodiversità, la fertilità e la sicurezza del suolo e delle acque sono precondizioni invalicabili per qualsiasi attività umana. Anche alla natura vanno riconosciuti diritti: il mondo è unico e chi fa male alla Terra fa male anche agli esseri viventi che la popolano, umani compresi.

6 ) Acqua e agricoltura contadina, cultura e paesaggio, fonti energetiche e ogni altro bene comune avuto in eredità dalle generazioni che ci hanno preceduto devono essere accessibili per tutti e per tutte e gestiti per il bene di tutti e di tutte. A partire dalle amministrazioni locali è possibile reinventare una pratica gestionale delle risorse comuni finalizzata a tenere distante l’avidità degli usurpatori e dei saccheggiatori e a promuovere invece relazioni sociali solidali e cooperanti. I beni comuni per essere di tutti non devono diventare patrimonio di nessuno.

7 ) Va sostenuto il movimento di condanna e di opposizione alla piaga dell’economia criminale in tutto il paese, al Sud come al Nord, nei campi come nelle banche, nelle carceri come nei consigli di amministrazione delle società di capitale. Una nuova borghesia mafiosa sta conquistando spazi crescenti fin dentro le istituzioni politiche.

8 ) La democrazia è il primo bene comune. Ma perché sia così è necessario che le assemblee elettive riprendano autorevolezza, siano cioè effettivamente rappresentative di tutte le culture politiche presenti nel paese e che possano esercitare poteri cogenti nei riguardi dei gruppi proprietari dell’economia e della finanza. Le leggi elettorali vigenti amputano la rappresentanza; le leggi che (de)regolano l’economia rendono impossibile il libero esercizio della sovranità popolare.

9) Democrazia è partecipazione. Il federalismo di cui ha bisogno il Paese è quello che sposta la sovranità in basso, che ampia gli spazi collettivi, che decentra le decisioni, che promuove la condivisione e la solidarietà tra le popolazioni. Per questo pensiamo ad una Italia fondata sui Comuni, sui Municipi , e sulle loro libere aggregazioni, piuttosto che su un neocentrismo regionalista.

10) L’informazione televisiva, nella odierna società dei consumi e della comunicazione, rappresenta la più potente arma di manipolazione di massa. Chiediamo la piena autonomia della TV pubblica dai partiti e il suo controllo da parte di un comitato eletto, scelto tra le migliori figure intellettuali del paese.

“Con tutte le sue contraddizioni noi riteniamo che l’Unità d’Italia sia un valore in sé. Centocinquanta di storia hanno prodotto un profondo interscambio di culture,di storie, nel nostro paese. Le popolazioni del sud, del centro e del nord si sono fuse attraverso milioni di matrimoni misti, e la lingua italiana è oggi largamente praticata dalla stragrande maggioranza della popolazione. Le popolazioni del sud hanno dato un grande e prezioso contributo alla ricchezza economica e culturale di questo paese che deve essere riconosciuto.
Noi riteniamo che questa nostra Italia può ancora salvarsi se capisce che deve rifondare il suo patto sociale su altre basi valoriali e culturali.
A questo fine abbiamo costituito il Comitato pro Teano, per organizzare un evento che segni, non solo simbolicamente, la svolta culturale che auspichiamo”.

www.versoteano.it

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