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Tavola della pace: grave l'intolleranza contro Famiglia Cristiana

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Sbarco di migranti in Italia

La 'Tavola della pace' e la rivista 'Nigrizia' hanno espresso solidarietà a Famiglia Cristiana per le "pesanti espressioni di intolleranza rivolte da alcuni esponenti del governo" al direttore del settimanale in seguito ai recenti editoriali nei quali il settimanale cattolico ha denunciato la "finta emergenza sicurezza" e le recenti politiche del governo.

"Caro Direttore - scrive Flavio Lotti, coordinatore della Tavola della pace - voglio esprimere, a Lei e a tutta la redazione di Famiglia Cristiana, la mia sincera solidarietà per i pesanti insulti che Le sono stati rivolti. Essi rivelano preoccupanti atteggiamenti di intolleranza che indeboliscono la nostra democrazia e violano gli stessi diritti alla libertà di opinione e di informazione". "Condivido pienamente le vostre preoccupazioni e riflessioni sulla grave condizione in cui versa il nostro paese e sulle altrettanto gravi responsabilità di chi ci sta governando. Nessuno può sottovalutare l'allarme lanciato anche dal Suo giornale. Un'ondata di politiche discriminatorie accompagnate da un linguaggio e da campagne mediatiche che spargono violenza, tensioni e insicurezza sta alimentando una preoccupante serie di violazioni dei fondamentali diritti umani sanciti innanzitutto nella nostra Costituzione" - continua Lotti. "L'impegno contro la miseria, l'impoverimento e l'emarginazione di tante persone e famiglie, dentro e fuori il nostro paese, deve essere messo al primo posto dell'agenda politica italiana. Ringrazio il Suo giornale per averlo detto, ancora una volta, in modo chiaro e inequivocabile" - conclude il coordinatore della Tavola della pace.

Anche la rivista 'Nigrizia' esprime solidarietà a Famiglia Cristiana per gli attacchi subiti in questi giorni, da esponenti dell'attuale maggioranza. "Evidentemente ribellarsi alle campagne anti migranti e alle ossessioni securitarie, che stanno sancendo la normalità dell'abnorme in questo paese, comporta essere messi al bando. E 'manganellati' da chi ha una certa confidenza storica con quello strumento" - commenta il mensile dei missionari Comboniani. "Un governo che promette tante libertà, ma che soprattutto tante se ne prende, fa fatica ad accettare che l'informazione, specie se cattolica, non sia prona ai suoi desideri" - continua la nota di Nigrizia. "A colpi di demagogia e di procurati allarmi, questa maggioranza sembra colta dalla smania di igiene totale. Ha rotto ogni argine etico, militarizzando il paese, rottamando i diritti umani dei più deboli e trasformando il povero in una persona penalmente responsabile della propria miseria". "E chi applaude a questa politica repressiva è lo stesso che ha trasformato l'impunità in valore, la furbizia in uno stile di vita e il sotterfugio in una prassi" - sottolinea Nigrizia.

In un corsivo che apparirà nel prossimo numero di 'Famiglia Cristiana', il settimanale cattolico esprime diverse preoccupazioni sulla politica del Governo Berlusconi ritornando sulla norma sulle impronte ai rom, che definisce "una trovata sciocca e inutile". "Abbiamo definito 'indecente' la proposta del ministro Maroni sui bambini rom - si legge in un'anticipazione - perché da un lato basta censirli, aiutarli a integrarsi con la società civile in cui vivono marginalizzati, ma dall'altro bisogna evitargli la vergogna di vedersi marcati per tutta la vita come membri di un gruppo etnico considerato in potenza tutto esposto alla criminalità".

E proprio la questione delle impronte porta l'editorialista Beppe Del Colle a ricordare le persecuzioni a danno delle minoranze: "Quella foto del bimbo ebreo nel ghetto di Varsavia con le mani alzate davanti alle Ss è venuta alla memoria come un simbolo. Per questo il Parlamento di Strasburgo e il Consiglio europeo hanno protestato". Cinado quindi la rivista francese 'Esprit', che ha scritto che "gli italiani sono incredibilmente duri contro i romeni e gli zingari" commenta: "Speriamo che non si riveli mai vero il suo sospetto che stia rinascendo da noi sotto altre forme il fascismo". Proprio questa sottolineatura ha sollevato le critiche dagli esponenti della maggioranza che ha accusato il settimanale di essere "cattocomunista" e di "toni fascisti".

In un precedente editoriale, 'Famiglia Cristiana' aveva puntato il dito contro il "Paese da marcapiede" nel quale - dopo vari contrasti tra Maroni e La Russa - "sui marciapiedi delle città arrivano i soldati, stralunati ragazzi messi a fare compiti di polizia che non sanno svolgere (neanche fossimo in Angola), e vengono cacciati i mendicanti senza distinguere quelli legati ai racket dell'accattonaggio da quelli veri". "La verità è che 'il Paese da marciapiede' i segni del disagio li offre (e in abbondanza) da tempo, ma la politica li toglie dai titoli di testa, sviando l'attenzione con le immagini del "Presidente spazzino", l'inutile "gioco dei soldatini" nelle città, i finti problemi di sicurezza, la lotta al fannullone" - sottolineava l'editoriale.

Va ricordato che 'Famiglia Cristiana' nei mesi scorsi è stata tra i primi a evidenziare "l'indecente proposta razzista" del ministro Maroni nel prendere le impronte digitali ai bambini Rom. "Perché non c'è la stessa ostinazione nel combattere la criminalità vera in vaste aree del Paese? Rende meno, forse, politicamente?" - aveva chiesto il settimanale cattolico nel denunciare che "stiamo assistendo al crepuscolo della giustizia e alla nascita di un diritto penale straordinario per gli stranieri poveri". [GB]

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