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Tavola Pace/Rete Disarmo: portaerei Cavour verso Haiti, decisione incomprensibile

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La portaerei Cavour - Foto: Marina Militare

"Una decisione incomprensibile che suscita numerosi interrogativi". Così la Tavola della pace e Rete italiana disarmo in un comunicato congiunto giudicano la decisione del Governo italiano di inviare la portaerei Cavour a Haiti.

Nei giorni scorsi il sito di Unimondo con due lunghi articoli aveva portato all'attenzione diversi aspetti poco chiari del "battesimo operativo" e del "silenzio tombale del mondo politico" sull'iniziativa governativa. Oggi le due maggiori reti del pacifismo italiano - la Tavola della pace raduna un'ampia gamma di associazioni nazionali e territoriali italiane, mentre Rete disarmo è il coordinamento di trenta associazioni delle società civile nazionale - riprendono e approfondiscono diversi interrogativi sollevati.

Il comunicato a firma dei due coordinatori, Flavio Lotti (Tavola della pace) e Francesco Vignarca (Rete disarmo) solleva infatti numerose e precise domande sull'iniziativa denunciando che - al di là della diffusione mediatica - "l’intera operazione è circondata da scarsissime informazioni ufficiali". "Il Ministro della Difesa e il Parlamento chiariscano subito obiettivi, modalità, tempi e costi della missione" - esordisce il comunicato.

"Trattandosi di un’operazione di notevole rilevanza nazionale e internazionale - prosegue la nota - ci saremmo aspettati una precisa informazione sia sull’effettiva necessità dell’impiego della portaerei e sulle modalità e tempistica della missione: affermare che lo scopo della missione è quello di “fornire una base d’appoggio per le squadre di operatori italiani e di altri Paesi partner presenti” ci appare infatti alquanto riduttivo".

Le due associazioni chiedono quindi spiegazioni "sulla effettiva necessità della portaerei Cavour e l’approvazione della sua missione". "Da quale organismo è pervenuta all’Italia la richiesta di inviare una portaerei? - domandano. "Finora il Ministro della Difesa, La Russa ha parlato solo di “operazione congiunta con il Ministero della Difesa brasiliano” senza specificare la necessità e l’origine di tale richiesta".

Domandano quindi chiarimenti "sulle modalità d’impiego e la tempistica dell’operazione". "Le dichiarazioni alla stampa del Ministro della Difesa in merito sono state alquanto vaghe" - denunciano. "Il Ministro La Russa ha parlato di “missione di aiuto a tutta la popolazione, ma in particolare ai bambini orfani” (Adnkronos 16 gennaio). Nessuna dichiarazione in merito alle effettive modalità operative e alla tempistica della missione" - sottolineano le due associazioni.

Inoltre chiedono trasparenza "sui costi della missione e il loro sostegno". E puntano l'attenzione sulle "dichiarazioni alquanto singolari" rilasciate alla stampa da La Russa. "Ci riferiamo - nello specifico - alle dichiarazioni secondo cui “la missione ad Haiti si può svolgere grazie anche alla collaborazione di aziende che hanno contribuito a sostenere i costi alleviando anzi quasi annullando la necessità di risorse aggiuntive”. Nel merito - ha aggiunto il Ministro - “Le aziende saranno in grado di coprire il 90% dei costi dell’operazione e si tratta di società come Finmeccanica, Fincantieri, Eni, molte di queste che lavorano con il militare e che hanno realizzato questa nave” (Agi, 19 gennaio).

"A cosa si riferisce il Ministro - domandano Lotti e Vignarca - quando parla di “coprire i costi”? In merito chiediamo che venga prevista un dettagliato resoconto sia al Parlamento che alla cittadinanza. "La sponsorizzazione privata di una “missione umanitaria” promossa dal Ministero della Difesa che coinvolge mezzi e personale militare è una assoluta novità che necessita la massima trasparenza" - sostengono le due associazioni.

Il comunicato chiede perciò "al Ministro della Difesa e al Parlamento di fare immediata chiarezza sull’intera vicenda". "Ad Haiti - conclude la nota - si continua a morire. E noi dobbiamo essere rapidi, concreti ed efficaci. Non possiamo immaginare che il Governo italiano agisca in questa tragedia con altri fini".

Nei giorni scorsi anche Pax Christi denunciava con un comunicato che "i tecnici della lobby industrial–militare adducono tante ragioni per giustificare l’opportunità" dell'invio della Cavour per soccorrere i terremotati"."Non possiamo nascondere il timore che questa operazione - sponsorizzata dalle grandi aziende che lavorano con il militare e che hanno realizzato questa nave - diventi più un’operazione di facciata, utile più al mondo militare che alla popolazione di Haiti. Non dimentichiamo che l’Italia oggi è il secondo Paese al mondo per esportazione di armi, con somme da capogiro, rispetto a quelle insignificanti investite nella cooperazione". E tutto questo - conclude Pax Christi - mentre il Governo italiano sta continuando a stanziare fondi al programma per l'acquisizione di 131 cacciabombardieri F35-JSF per un ammotare complessivo di quasi 15 miliardi di euro". [GB]

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