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Struttura, organismi, bilancio e potere di veto dell'Onu

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L'organizzazione delle Nazioni Unite ha 191 membri. Gli organi fondamentali dell'Onu sono l'Assemblea generale, il Consiglio di sicurezza, il Consiglio fiduciario, il Consiglio economico e sociale, la Corte penale internazionale e il segretariato. Accanto a questi organismi ci sono le agenzie specializzate, i fondi e diversi istituti di ricerca (che svolgono anche ruoli di intervento e consulenza). Le agenzie sono organismi come la Fao, l'Ilo, l'Unesco e la Who (che si occupano rispettivamente di cibo e agricoltura, lavoro, scienze e cultura, salute); i fondi sono strumenti di intervento diretto quali l'Unhcr (rifugiati) il Wfp (distribuzione di cibo), l'Unicef (infanzia), Undp (programma di sviluppo). Esistono comitati regionali, commissioni per i popoli indigeni, programmi per la lotta all'Aids (Unaids) e un comando militare.

Le Nazioni Unite e tutte le agenzie che da queste dipendono spendono circa 10 miliardi di dollari all'anno (molto meno di quanto non si spenda in armamenti). Il bilancio regolare dell'Onu viene finanziato attraverso le donazioni dei suoi membri, il primo contribuente sono gli Stati Uniti, seguiti da Giappone e Germania (che anche per questo chiedono un seggio nel Consiglio di sicurezza), Gran Bretagna, Francia e Italia. Tutti i donatori son terribilmente indietro con i pagamenti. La cifra di credito che l'Onu vantava nei confronti dei donatori era di 441 milioni di dollari nel 2003 (pari al 31% del bilancio regolare). Dal '90 in poi il bilancio delle operazioni militari dell'Onu - fuori dal budget regolare - è esploso, passando dai 346 milioni di dollari del '90 ai 1989 del 2000 (1066 nel 2003).

Potere di veto e proposte di riforma del Consiglio di sicurezza

La possibilità di bloccare qualsiasi azione dell'Onu, il diritto di veto, è lo strumento che rende potenti i membri permanenti del Consiglio di sicurezza - organismo il cui funzionamento è regolato dal capitolo V della Carta delle Nazioni Unite. Allo stato attuale i membri che hanno diritto di veto sono Cina, Francia, Gran Bretagna, Russia e Stati Uniti. Tra 1946 e 2004 il veto è stato posto 257 volte, spesso si è trattato di impedire l'ingresso di un nuovo membro. Per 42 volte le potenze mondiali hanno bloccato con il veto la nomina di qualche segretario generale - ma lo hanno fatto durante riunioni chiuse e non è possibile sapere chi ha bloccato questo o quel candidato. Nei casi restanti (257), il record lo ha stabilito l'Urss (e la Russia) con 122 veti, seguita dagli Stati Uniti (80), la Gran Bretagna (32), la Francia (18) e la Cina 5 (una volta lo fece Taiwan per impedire l'ingresso della Mongolia, dal 1972 nel Consiglio c'è la Repubblica popolare).

Nella bozza di risoluzione presentata da Kofi Annan il 5 agosto scorso sono contenute alcune raccomandazioni intese a rendere il Consiglio uno strumento efficace per prevenire "genocidi, crimini di guerra, pulizia etnica e altri crimini contro l'umanità"; per fare questo "si invitano i membri del Consiglio ad astenersi dall'uso ripetuto del potere di veto loro concesso". Come quasi sempre, la risoluzione è vaga, ma l'invito è di quelli che non piacciono ai cinque Paesi che godono del privilegio di poter impedire all'Onu di muoversi. Nelle tre proposte di riforma del Consiglio presentate per la 60esima sessione (dal G4, da Uniting for consensus e dall'Unione Africana) la questione del diritto di veto viene posta in tre maniere differenti: l'Unione africana chiede 6 nuovi membri permanenti (e 5 non permanenti) distribuiti equamente tra tutti i continenti, a tutti i permanenti accorda il diritto di veto; la proposta di Uniting for consensus, di cui è membro non secondario l'Italia, è quella più soft e prevede venti nuovi membri elettivi, parte dei quali rieleggibili, una maggioranza di 15 su 25 per l'approvazione delle risoluzioni e nessun diritto di veto per i membri aggiuntivi; la proposta più forte, - ma molto debole in termini di consensi da parte di Cina, Usa e Russia - chiede di allargare il Consiglio a sei permanenti e quattro non permanenti, rimandando la questione del veto a una discussione, che pure è prevista nel testo di risoluzione che il G4 presenta.

Tratto da Liberazione.it

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