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Simona Atzori al Festival di Sanremo. Forza e coraggio

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La pittrice e ballerina Simona Atzori - Foto: UnimondoFacebook.com

Questa sera, in prima serata, la nostra ambasciatrice Simona Atzori sarà special guest della 62^ edizione del Festival di Sanremo.

Ballerina e pittrice di fama internazionale, danzerà su musiche dei Nirvana, accompagnata dal violinista anglo-tedesco David Garrett, e sulle coreografie di Ezralow. “Ho cercato di dar corpo - spiega il coreografo - a una frase che una volta mi ha detto Vittoria Ottolenghi, “la danza è la forma d’arte più vicina all’amore”. E il direttore artistico, Gianmarco Mazzi, sottolinea che la Atzori é stata scelta “perché è un simbolo di coraggio e di forza“.

Simona è ambasciatrice della Fondazione Fontana che opera in Kenya a Nyahururu a favore del Saint Martin.

Il suo primo viaggio ha prodotto un bel video dal titolo Le mani degli altri. L’arrivo in Kenya fu in occasione del secondo anniversario di Effatha, una casa d’accoglienza per disabili adulti nata sullo spirito de l’Arche di Jean Vanier.

In quell’occasione, dopo aver danzato per e con loro, Simona disse: “la parola Kenya mi ha attratto. Sono arrivata senza nessuna aspettativa. Sapevo che mi sarei messa nelle loro mani. E così è stato. Ho respirato qui a Saint Martin un modo di pregare che nella mia vita non ho mai vissuto perché è qualcosa di speciale; di vero. Ove la preghiera è unita alla vita. Credo sia questo il modo in cui ho sempre percepito la preghiera; quello di essere vicino a Dio con la mia storia. Non credo vi sia niente di più powerfull, di più potente. Ma una cosa mi ha colpito: come operava il Saint Martin. Non è quello di andare ad aiutare, a salvare i più bisognosi ma è quello di aiutare le comunità a vivere con la propria dignità ove l’aiuto è reciproco. Come in una famiglia”.

Il secondo viaggio è stato svolto pochi giorni fa; alla vigilia del Festival di Sanremo. Lo testimonia un video reportage in 9 puntate dal titolo: con i piedi per terra. Ve lo raccontiamo a flash.

Il primo giorno Simona visita il carcere di Rumuruti e prova dare un significato alla parola “libertà”. “Essere libero è una condizione in cui puoi fare ciò che ti pare quando è possibile” afferma il capo dei secondini. “Parlare, lavorare, pensare, senza chiedere niente a nessuno” aggiunge un detenuto mentre un altro sottolinea che “quando sono arrivato non sapevo nulla, ma ora sono un artigiano...sto bene!”

Il secondo giorno la nostra ambasciatrice partecipa all’ “Open day sulla disabilità” a Muchungui, una località lontanissima da Nyahururu, e alla presenza di tantissimi giovani, ma soprattutto disabili con le loro famiglie.

Il 29 gennaio Simona ha tagliato il nastro all’inaugurazione ufficiale della casa di Bethania, in un quartiere residenziale di Nyahururu. È stata accolta con calore da centinaia di persone che occupavano le numerose sedie e panchine disposte lungo la strada attigua il nuovo centro.

Il giorno seguente Simona incontra e danza con i genitori dei ragazzi disabili. Ci dice. “ l’esser qui da senso; il mio senso è doppio; soprattutto il mio senso è reale”.

L’ultimo giorno di gennaio vede Hamos, già ragazzo di strada, come protagonista che partecipa ad un workshop tenuto da Simona, Giusy Sprovieri e Mariacristina Paolini.

Il primo giorno di febbraio viene trascorso a Talitha Kum. Qui il più piccolo ospite si chiama Brian e ha cinque anni ed il maggiore invece è William e ha già superato i diciotto. Fanno parte della stessa famiglia, enorme e accogliente. È quella di Talitha Kum, il centro aperto nel 2005 dal St. Martin a Nyahururu, che oggi ospita 63 bambini e ragazzi sieropositivi.

Il penultimo giorno di permanenza Simona incontra i beneficiari ed i volontari di Saint Martin dopo un viaggio non proprio confortante.

L’ultimo giorno si torna nel carcere di Nyahururu e Simona saluta la comunità. Una comunità che opera a favore di bambini con disabilità, la promozione della azione nonviolenta, i ragazzi e le ragazze di strada, coloro che sono affetti da Aids, problemi d’Alcol ed abuso di droghe. A supporto di tutti questi programmi è stato istituito un fondo di microcredito.

A dire il vero non è la prima volta della “nostra presenza” al Festival della canzone italiana. Nell’anno di passaggio di millennio, in occasione della campagna Sdebitarsi per la cancellazione del debito estero dei paesi poveri nostro testimonial fu Bono degli U2.

Non solo, quindi, donne cofanetto come Ivana Mazrova o Belem Rodriguez ma anche e soprattutto ambasciatrici come Simona Atzori. Vi aspettiamo. In prima serata. Forza e coraggio.

Fabio Pipinato

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