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Servizio civile: dopo i tagli nuovo bando in vista

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Una delle operazioni di servizio civile all'estero

Il 23 giugno scorso è scaduto il bando per il servizio civile. Un bando al centro di accese e particolari polemiche. Le difficoltà del bilancio pubblico statale ha comportato ingenti tagli ai fondi disponibili per l'avvio dei nuovi volontari. Storici enti si sono visti diminuire drasticamente o azzerare totalmente il numero dei volontari. 45.147 i volontari che il bando consentirà di avviare a fronte di 75.343 possibili nel caso tutti i progetti finanziati fossero stati finanziati.

Moltissimi progetti sono stati poi accreditati ai cosiddetti "service", enti ed associazioni che hanno avuto un ruolo di "intermediazione" per conto soprattutto di enti pubblici. La loro presenza ha diminuito drasticamente gli accreditamenti a disposizione anche di molti enti storici che registrano ora gravissime difficoltà con la carenza di volontari avviabili. Telefono azzurro, la storica associazione in difesa dei diritti dei bambini, si è ritrovata senza nessun volontario del servizio civile. L'anno scorso i volontari avviati erano 160.

L'AIC, Associazione Italiana Ciechi, ha visto notevolmente diminuire il numero dei progetti approvati. L'anno scorso erano 1694, quest'anno sono scesi a soli 295. Per denunciare le gravissime difficoltà che questo comporterà il 29 giugno scorso ha promosso una manifestazione di protesta a Roma, sotto Palazzo Chigi, insieme all'Ente Nazionale Sordi. Situazione simile per l'Anpas che da 2900 è scesa a 900 accreditamenti.

Mao Valpiana del Movimento Nonviolento, storico ente dell'obiezione di coscienza che si è visto rifiutare tutti i progetti presentati, ha dichiarato che si rivolgerà al Presidente della Repubblica Napolitano. Sardegna Solidale, network di oltre 172 associazioni sarde, l'anno scorso è riuscito ad avviare al servizio civile ben 180 ragazzi. Quest'anno si è vista azzerare i suoi progetti e ha deciso di ricorrere al Tar del Lazio.

Tra i più attivi nella protesta sicuramente p. Angelo Cavagna del GAVCI, altro ente che si è ritrovato con l'azzeramento dei volontari del servizio civile. Il missionario dehoniano ha proposto a tutti gli enti che si trovano nella stessa situazione del GAVCI di in una protesta comune. Per rendere più incisiva la sua protesta ha poi lanciato un digiuno a giorni alterni.

Solo l'Arci Servizio Civile, che invece si è visto confermati tutti i progetti ed anzi ha visto incrementare notevolmente i propri accreditamenti, sembra uscire dal coro. Il ministro della Solidarietà Sociale Paolo Ferrero, registrate le proteste e le polemiche, ha annunciato che subito dopo l'estate ci sarà un nuovo bando straordinario per consentire ad altri 30.867 giovani di essere avviati al Servizio civile.

Nel 2000 la legge 331 sospendeva il servizio militare obbligatorio. Modifiche successive hanno portato la sospensione a valere per i nati dopo il 1985. Ma in realtà la leva non è stata abolita del tutto e quindi la possibilità dell'obiezione di coscienza per chi rifiuta le armi è ancora possibile. Questa la tesi del che ha lanciato una campagna per promuovere l'obiezione di coscienza tra coloro che attualmente non sono stati chiamati, in ragione della loro età o di rinvii, alla leva.

Sul sito dell'associazione è disponibile un modulo (in pdf) da compilare e spedire per dichiararsi obiettori ed obiettrici. Il modulo, debitamente compilato, va inviato per raccomandata semplice al proprio Comune di residenza, all'Ufficio Leva del Distretto di Competenza, al Comitato Consultivo per la Difesa Civile Non Armata e Non violenta presso l'Ufficio Nazionale per il Servizio Civile e alla Lega Obiettori d!i Coscienza.

Varie sono le ragioni che hanno spinto il GAVCI a considerare la leva come tutt'ora vigente. In primo luogo perché l'art 52 della Costituzione italiana permetterebbe al legislatore di farla ripartire con una semplice legge ordinaria. In secondo luogo perché non è stata abolita, ma solo sospesa. Infatti la legge prevede che l'arruolamento obbligatorio può avvenire in caso di stato di guerra o di una grave crisi internazionale. Tanto è vero che persiste per i Comuni l'obbligo di tenuta e aggiornamento delle liste di leva.

Nel lanciare la campagna il GAVCI ricorda che chi è stato obiettore verrebbe assegnato alla Croce Rossa o alla Protezione Civile. E si domanda, cosa accadrebbe per gli altri? La legge prevede che possano fare la propria dichiarazione entro 15 giorni dalla data dell'arruolamento. Nei casi previsti nei quali la leva può essere riattivata, essa avverrebbe con semplice decreto del Presidente della Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei Ministri. Una procedura più rapida e meno "garantista" di una legge ordinaria. Si rischierebbe quindi che sarebbe molto difficile in momenti simili dichiararsi obiettori ed obiettrici. Per questo viene consigliato di inviare sin d'ora la propria dichiarazione scritta di obiezione di coscienza.

di Alessio Di Florio

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