Notizie

Archivio Notizie

Se facciamo a metà voto Tremonti. Promesso!

Stampa

Il ministro Giulio Tremonti

Umberto Bossi, prima di Pontida, aveva promesso di ridurre a metà i parlamentari. Insomma ridurre i componenti del parlamento italiano “tanto quanto” il congresso Americano. Da 1.000 a 500. La proposta è durata un paio d'ore e poi è sparita dall'agenda. A Pontida non se n'è più parlato.

Il bilancio della Camera dei deputati è di 1,269 miliardi di euro. L'onorevole Antonio Borghesi (Idv) propose lo scorso anno una mozione per eliminare almeno il vitalizio che spetta ad ogni parlamentare per almeno una legislatura e proponeva di versare i contributi maturati nei rispettivi organi previdenziali al fine di rendere i parlamentari “un po’ più uguali” agli altri cittadini. Un parlamentare, infatti, ha diritto ad un vitalizio con una sola legislatura (o molto meno) mentre un operaio deve sgobbare 40 anni in fabbrica. Hanno votato si all'abolizione 22 parlamentari ed hanno votato no 498.

Tremonti, oggi, ha capito che il paese non accetterà una manovra da 45 miliardi se la politica non vorrà tentare una qualche riduzione e prevede, quindi, il livellamento remunerativo dei compensi pubblici tra dipendenti italiani ed europei. Le auto blu non potranno essere sostituite. Gli arei blu saranno riservati solo alle 4 cariche più alte dello Stato. Niente telefono, ufficio o auto di servizio per chi scade da incarico pubblico. Nemmeno pensione o vitalizio, escluso il Presidente della Repubblica. Si tagliano le dotazioni finanziarie a Senato Camera e organi costituzionali. Ma anche autorità indipendenti. Tagli in arrivo anche ai finanziamenti ai partiti, alle spese elettorali che dovrebbero essere erogate in proporzione alla durata della legislatura. Il documento non specifica quanto. Noi diamo un'indicazione: metà.

Delle 110 Province se ne richiede da tempo l'abrogazione. Sia da destra che da sinistra. Poi, immancabilmente, non se ne fa nulla. Un'indicazione di massima? Metà. Fissiamo un tetto di abitanti e procediamo prima di rischiare il default greco. Lo stesso dicasi per le Comunità montane, molte delle quali sono in riva al mare o per i comuni che non hanno un numero di anime sufficiente per aprire un negozio alimentari. Il municipio lo diamo alle onlus in modo da incentivare la partecipazione. A cascata se tagliamo a metà i parlamentari possiamo fare bene e meglio con metà consiglieri regionali, provinciali, comunali, dirigenti, diarie o gettoni di presenza cercando di riconiugare volontariato, politica e passione. Non è cosa di poco conto. Si taglierebbe anche il livore, l'accidia, le gelosie che ogni campagna lascia sul terreno. Tipiche di un dopoguerra.

Ma v'è un altro capitolo del bilancio dello stato sul quale dobbiamo / possiamo agire. La Difesa. Nel paese che conta parimenti comandanti e comandati (600 generali e ammiragli, 2.660 colonnelli e decine di migliaia di altri ufficiali) dobbiamo ridurre a metà i “più alti in grado” che vanno in pensione, i circoli ufficiali, i benefit. Pur rispettando gli impegni internazionali sotto l'egida dell'onu dobbiamo archiviare la spesa di 15 miliardi di euro per 131 bombardieri F35.

La nostra “spesa militare”, come ci ricorda Pietro Salvato, ci colloca all’ottavo posto della graduatoria mondiale davanti a paesi come la Russia (19,4 miliardi), Arabia Saudita (19,3 miliardi), Corea del Sud (15,5 miliardi) e India (15,1 miliardi). Si. Ma l'India conta un miliardo di persone. La spesa militare pro-capite italiana è di 478 dollari (valore che scaturisce dal seguente rapporto: spesa militare/ popolazione), più elevata di quella di nazioni come il Giappone (spesa militare pro-capite di 332 dollari) o la stessa Germania (spesa militare pro-capite di 411 dollari). Questi dati risultano ancor più significativi se la spesa militare italiana viene correlata con la spesa percentuale per lo stato sociale. Alle politiche sociali, infatti, la Gran Bretagna destina il 6,8% del Pil, la Francia il 7,5% e la Germania l’8,3%, mentre l’Italia sfiora il 2,7%. In definitiva, pur rimanendo complessivamente invariata nel tempo rispetto al Pil, la spesa militare italiana presenta una spesa militare pro-capite di gran lunga superiore a quella di altre nazioni del G8 (tra cui Giappone, Germania e Canada).

Secondo quando riportano Massimo Paolicelli e Francesco Vignarca nel loro libro “Il caro armato. Spese, affari e sprechi delle Forze Armate italiane” nel 2010 il nostro Paese ha previsto di spendere in spese militari qualcosa come 23 miliardi di euro. La struttura delle nostre Forze Armate, secondo quando prevede il cosiddetto Nuovo Modello di Difesa, è profondamente cambiata rispetto agli anni passati. Tra le righe, scopriamo che gli arsenali non conoscono crisi. Nei prossimi anni è previsto l’acquisto di costosissimi “sistemi d’arma”: dalla già acquistata portaerei Cavour (1,3 miliardi di euro), alle fregate FREMM (5,6 miliardi di euro) sino ai 131 cacciabombardieri Joint Strike Fighter (13...anzi 15....ed ora 16 miliardi di euro). Per non parlare poi delle vicende controverse legate alle servitù militari ed il destino degli immobili della Difesa. Vere e proprie voragini. Dai facciamo a metà. Avete già tagliato del 70% il Servizio Civile. Abbiate il coraggio di tagliare di almeno il 50% anche la Difesa. Se lo fate voto Tremonti. Promesso!

Fabio Pipinato
(direttore di Unimondo)

Ultime notizie

Ridateci il pirata Watson! In attesa di estradizione il fondatore di Sea Shepherd

27 Maggio 2012
Il 12 maggio 2012 Paul Watson presidente e fondatore di Sea Sheperd, un’organizzazione che dal 1977 cerca di porre fine al massacro della fauna negli oceani, è stato arrestato in Germania in seguit...

Clean up the Med: c’è un Mare nostrum da ripulire!

26 Maggio 2012
C’è un Mare nostrum da difendere e proteggere. Per questo anche quest’anno Legambiente ha organizzato “Spiagge e Fondali Puliti”, la campagna dedicata alla pulizia e alla difesa della spiaggia in p...

MSF: stop al linguaggio “bellico” sull’immigrazione

25 Maggio 2012
Da otto anni “Medici senza frontiere Italia” elabora un rapporto sulle crisi umanitarie e sanitarie globali dimenticate dai media del nostro paese. Quest’anno l’attenzione è stata focalizzata sul t...

“Volontari della conoscenza”: nonni e adolescenti uniti da internet

24 Maggio 2012
Le statistiche ci dicono che il rapporto tra la popolazione anziana e l’utilizzo degli strumenti informatici sta subendo grandi trasformazioni con gli over 65 sempre più connessi alla rete. Il prog...

Rapporto Istat: la questione femminile è ancora aperta

24 Maggio 2012
La fotografia dell’Italia 2012 che ha dato l’Istat nel suo consueto rapporto statistico annuale è piena di ombre: calo del potere di acquisto dei redditi, disuguaglianze sociali e territoriali, aum...