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Roma: presentato il rapporto 'Italiani nel mondo' 2006

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da Terre di Mezzo - Immigrazione

"Far uscire il più possibile questi fratelli dall'anonimato e scongiurare nei loro confronti una imperdonabile e dannosa perdita di memoria". Affonda le radici nel lungo impegno della Chiesa italiana per l'emigrazione - come sottolineato dal direttore generale della Fondazione Migrantes mons. Piergiorgio Saviola nella premessa al volume - il Rapporto Italiani nel Mondo 2006, presentato ufficialmente ieri 4 ottobre a Roma dalla Migrantes, che ha realizzato la ricerca in collaborazione con un Comitato promotore - Acli, Inas-Cisl, Mcl e i Missionari Scalabriniani - e che si è avvalsa dei contributi di studiosi in Italia e all'estero coordinati dal Dossier statistico Immigrazione Caritas/Migrantes.

Ventitré gli autori che hanno collaborato. Ma ad essi ne vanno aggiunti molti altri che hanno fornito un loro contributo mettendosi in contatto da tutto il mondo: istituti di studio degli Usa e del Canada, centri di studio dell'America Latina, istituti di ricerca del Madagascar, studiosi e universitari tra cui australiani, tedeschi e spagnoli - riporta Emigrazione notizie.

Un Rapporto che rappresenta "un vecchio sogno" della Migrantes - per usare le parole di don Domenico Locatelli, direttore dell'ufficio per la pastorale degli emigrati italiani - e che arriva ad una ventina di anni di distanza dalle indagini del Ministero degli Esteri "Aspetti e problemi del lavoro italiano all'estero" e "Comunità italiane nel mondo".

Trecentocinquantadue pagine che espongono - con linguaggio semplice e lineare per aiutare nella comprensione anche i lettori che non sono "del ramo" - il significato e le implicazioni di quel grande fenomeno sociale che è stata la nostra emigrazione. Una ricerca a tutto tondo, dunque, quella appena presentata (dopo le anticipazioni fornite nel corso di un convegno nel luglio scorso); una indagine che punta a offrire risposte positive al senso di appartenenza degli emigrati, risvegliando nello stesso tempo, e forse soprattutto, un maggiore interesse nella società italiana, della quale gli italiani nel mondo sono ormai davvero cittadini a pieno titolo, dopo l'ingresso dei loro 18 eletti nelle Assise della Camera e del Senato.

E un riscontro confortante dell'interesse crescente che le nostre comunità all'estero riscuotono negli italiani in patria, al di là degli "addetti ai lavori", lo si è avuto proprio alla presentazione del Rapporto, con una sala dell'Associazione Stampa Estera in Italia così affollata da sorprendere, piacevolmente, gli stessi organizzatori dell'incontro. Introdotto da Delfina Licata del Dossier Statistico Immigrazione Caritas/Migrantes che, dopo avere rivolto un commosso pensiero a mons. Luigi Petris, "testimone di grande valore" dell'emigrazione italiana, scomparso nove mesi fa, ha sottolineato l'importanza di un'analisi sull'emigrazione italiana "realizzata insieme da chi è emigrato e da chi è in Italia" poiché "ascoltare le voci dirette dei protagonisti è uno degli obiettivi che ci siamo posti come redazione per accostarci a questo tema nel modo più obiettivo possibile".

Delfina Licata, ringraziato anche il personale della Farnesina e del Ministero dell'Interno per la professionalità e la disponibilità dimostrate nell'elaborare i dati necessari al lavoro di redazione del Rapporto, ha auspicato che "si arrivi sempre di più, dopo tanti mesi di ripulitura e limatura, ad avere un data base che rispecchi fedelmente la realtà quantitativa dei nostri connazionali all'estero". In quanto "solo una conoscenza fedele e quanto più corrispondente alla realtà, può portare alla costruzione delle migliori interrelazioni tra chi vive in patria e chi ne è, invece, lontano".

E' spettato a Franco Pittau, coordinatore scientifico del Rapporto e con sulle spalle una lunga esperienza di emigrato, illustrare i punti salienti e le particolarità della ricerca. nella quale sono messi a disposizione tutti i numeri aggiornati sugli italiani all'estero: i cittadini sono 3.106.251 secondo quanto risulta dall'AIRE ma considerando anche gli Schedari Consolari il loro numero sale a circa 3,5 milioni ("probabilmente si potrà arrivare a 3 milioni e mezzo quando si accerterà se le centinaia di buste ritornate indietro lo sono state solo a causa di indirizzi sbagliati"). E "anche per perfezionare questo archivio servirebbero tempo e risorse, quelle che scarseggiano sempre più a sostegno degli interventi da attuare in emigrazione" - ha detto Pittau.Comunque sia più di tre milioni di cittadini italiani nel mondo non davvero pochi anche se "già l'anno prossimo sarà più elevato il numero dei cittadini stranieri in Italia".

Altra Fonte: Migra, Osservatorio trentino sulla discriminazione degli immigrati nel lavoro.

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