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Roma: ieri giornata per il Darfur, Usa annunciano possibile ritorno delle Ong

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Il manifesto della giornata

Un migliaio di persone ha partecipato ieri al Colosseo a Roma alla "Giornata mondiale per il Darfur". L'iniziativa, promossa dall'associazione 'Italians for Darfur' - a cui hanno aderito fra gli altri Amnesty International, Articolo 21, Tavola della Pace e parlamentari di maggioranza e opposizione - ha voluto richiamare l'attenzione sulla martoriata regione sudanese dove dal 2003 è in corso una guerra civile che ha causato almeno 300mila morti e 2,7 milioni di sfollati. All' incontro hanno partecipato decine di rifugiati darfuriani che hanno raccontato la guerra e il loro drammatico esodo.

Una crisi umanitaria aggravata dopo l'espulsione lo scorso marzo di 13 ong internazionali ordinata da da Khartoum dopo che la Corte Penale Internazionale dell'Aia (Cpi) ha spiccato un mandato di arresto contro il Presidente sudanese Omar al Bashir per crimini di guerra e contro l'umanità. Anche a Londra alcune centinaia di profughi del Darfur hanno dimostrato davanti all’ufficio del Primo ministro chiedendo di far pressione sul governo sudanese perché revochi l’espulsione dal paese delle organizzazioni umanitarie straniere, accusate di spionaggio.

Antonella Napoli, presidente di 'Italians for Darfur', ha ribadito la richiesta di intervenire al più presto nella regione sudanese sottolineando to la necessità che le Ong siano sostituite da altre capaci di garantire le stesse capacità di aiuto, e non da Ong sudanesi, come annunciato da Khartoum, perchè non in grado di far fronte ai bisogni della popolazione sfollata. Secondo a un rapporto dell'Onu, l'espulsione di ong come Oxfam, Care International, Medici senza Frontiere e Save the Children, ha messo fine ai programmi speciali di alimentazione destinati a migliaia di bambini affetti da grave malnutrizione e alle donne in stato di gravidanza, mettendo a rischio anche le cure sanitarie e i ripari per centinaia di migliaia di persone. "Se il governo di Khartoum e le Nazioni Unite non riusciranno a colmare tali lacune, circa 1,1 milione di persone oggi dipendenti dagli aiuti alimentari non riceveranno più le loro razioni di cibo a partire dal mese di maggio" - ha detto la presidente di 'Italians for Darfur'.

Al riguardo, alcuni giorni fa il Presidente della commissione Affari Esteri del Senato statunitense, John Kerry, al termine dell'incontro con il vicepresidente sudanese Ali Osmane Mohammed Taha, ha annunciato che gli aiuti umanitari per il Darfur dovrebbero riprendere almeno parzialmente. L'inviato statunitense Scott Gration avrebbe concordato con le autorità sudanesi le modalità per sostituire le 13 organizzazioni umanitarie internazionali espulse dal Paese lo scorso marzo. Le autorità sudanesi hanno accettato di autorizzare le attività di nuove organizzazioni straniere, a condizioni che venga impiegato personale locale. Da parte sua, l'inviato statunitense aveva promesso a Khartoum una graduale sospensione delle sanzioni economiche imposte al Sudan nel 1997 dall'allora Presidente Bill Clinton, e poi rafforzate dalle successive amministrazioni. [GB]

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