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Rimini: un meeting poco chiaro

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Dal 23 al 29 agosto avrà luogo alla Fiera di Rimini il 30° meeting di Comunione e Liberazione. Il meeting, ormai dal 1980, si propone come luogo per la “costruzione della pace, della convivenza e del bene comune”.

Senza polemica alcuna Unimondo vorrebbe contribuire allo svolgimento del tema in quanto concordiamo con l’accattivante titolo: la conoscenza è sempre un avvenimento. Iniziamo, quindi, a conoscere gli sponsor del meeting. Si dividono in tre categorie: main, official e institutional (principali, ufficiali e istituzionali).

Tra i primi c’è Finmeccanica. La compartecipata statale è tra le dieci maggiori industrie militari al mondo. Dal sito di Finmeccanica apprendiamo che l’industria di casa si è appena aggiudicata 3 dei 9 miliardi di euro stanziati dal governo per la costruzione di 112 caccia euro fighter mentre è in atto una campagna per frenare la folle spesa. La notizia viene data nell’Home Page della compartecipata tra i visi dei bambini di colore per la raccolta fondi per il progetto Mwana Simba.

Nel depliant del meeting di Rimini distribuito nelle chiese italiane si nota che a fianco del logo di Fimeccanica vi è il logo di BOMBARDIER. Si. Proprio così. Maiuscolo e Grassetto. Trattasi di una delle più importanti global transportation company al mondo. Direzione generale in Canada, 70.000 impiegati in 66 paesi e 5 continenti. Costruisce Tav ed aerei, per intenderci. No. Non solo “civile”. Tra i suoi fiori all’occhiello c’è un importante ramo d’azienda per fornire intelligence per la cooperazione militare. Il MAT – Military Aviation Training; per esempio. Questo programma è usato presso la NATO Flying Training in Canada (NFTC) uno dei centri di addestramento piloti da combattimento più noti al mondo. Ma si sa. Business è business e tra i clienti dell’holding vi sono anche paesi ad alta violazione dei diritti umani come gli Emirati Arabi.

Il terzo importante “main partner” è Intesa san Paolo. Secondo l’ultima relazione del Presidente del Consiglio al Parlamento italiano il gruppo s’è aggiudicato il secondo posto tra le banche italiane che commerciano armi con 851 milioni – a cui andrebbero aggiunti anche gli 87 milioni della Cassa di Risparmio di La Spezia –, per lo più relativi a "programmi intergovernativi". Dati in apparente contraddizione con le dichiarazioni di due anni fa, in cui il gruppo, proprio per "dare una risposta significativa a una richiesta espressa da ampi e diversificati settori dell'opinione pubblica che fanno riferimento a istanze etiche" annunciò di sospendere "la partecipazione a operazioni finanziarie che riguardano il commercio e la produzione di armi e di sistemi d'arma pur consentite dalla legge 185/90".

In seconda linea, tra i partner ufficiali, si nota la presenza di Nestlè, la company svizzera denunciata ripetutamente sia da Unicef che OMS (organizzazione mondiale della sanità) per il suo marketing a favore del latte in polvere nei paesi privi di acqua potabile. Il marchio appare vicino a quello del lotto che sta diventando una vera iattura per le famiglie italiane meno attrezzate culturalmente che sperperano i propri risparmi nelle ricevitorie. Infine l’Eni che, secondo Amnesty International, ha violato i diritti umani nel delta del Niger e che, inoltre nello stesso paese fa ancora uso del gas flaring come denunciato dalla fondazione culturale responsabilità etica.

La redazione di Unimondo augura al meeting di Rimini il massimo successo, in continuità con la sua storia auspicando solo maggiore attenzione nella scelta dei “compagni di strada”. Per citare il discorso di Giovanni Paolo II° a Rimini “Si finisce così per pretendere che ciò che è tecnicamente possibile sia di per sé anche eticamente buono”.

Fabio Pipinato

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