Renzi a capo dei PIGS

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Matteo Renzi - Foto: Ilquotidianoitaliano.it

Con le ossa rotte. Ogni contrattazione che un paese del sud-Europa fa con l'Europa o con la Troika ne esce con le ossa rotte.

L'ultimo, in ordine di tempo, è il Portogallo. Ha appena confermato di rimanere a destra con il neo eletto Marcelo Rebelo de Osusa perchè è stato il più virtuoso tra i PIGS (Portogallo – Italia – Grecia e Spagna), nell'applicare le ricette neoliberiste di privatizzazione e taglio di costi sociali. Asfaltando i meno abbienti. Meno scuole pubbliche, meno ospedali e trasporti privatizzati. La destra ha contrattato con l'Europa le condizioni del passato e futuro rigore. Lo ha fatto, purtroppo, in solitaria; pagando pesantemente.

Ma è questa “contrattazione face2face” che va evitata in quanto indebolisce il malato già debole. Ciò riguarda tutti i PIGS. Soluzione: anzichè viverci come paesi di serie B, paesi poveri, perchè non reagiàmo con politiche comuni? Le questioni in agenda non sono più nazionali ma, come minimo, europee o, nel nostro caso, sudeuropee. Si potrebbe “sortirne assieme”. Molti i punti in agenda comune: diritti civili, banche, immigrazione, geopolitica, troika, corruzione.

Diritti civili. Tutta Europa va verso la direzione dell'apertura. Nei cattolici PIGS le destre fanno traballare i governi. Potrebbero dire si alle unioni civili ma non possono certo avventurarsi nell'adozione a coppie dello stesso sesso facendo di fatto saltare tutti gli equilibri politici;

Banche. Abbiamo tutti pagato profumatamente prima la riunificazione delle due Germanie (un promemoria per la cancelleria) e poi il salvataggio della Grecia che significava la sovraesposizione di banche francesi e tedesche verso Atene. Lisbona, Madrid e Roma non erano così esposte ed adesso sentirci fare le prediche virtuose dall'Europa di mezzo...francamente....

Immigrazione. Sin tanto che gli immigrati sbarcavano nelle coste dei PIGS l'Europa che si affaccia nel mari del nord sonecchiava. L'inghilterra russava. Quando però i migranti iniziarono a risalire capillarmente verso nord ecco che si sono tutti risvegliati dal lungo sonno pronti a riversare miliardi ad Erdogan o a mettere in discussione Schengen (trattato di libera circolazione). Austria, in primis. 

Geopolitica. I PIGS sono storicamente portati a dialogare con il Mediterraneo; dal Medio Oriente ad oltre lo stretto di Gibilterra. Non solo il paese di Vasco de Gama ma Spagna, Italia e Grecia sono paesi di esploratori, turisti, pescatori e commercianti. Noi abbiamo bisogno come il pane di pace nel Maghreb ed in Medio Oriente per continuare a trafficare. I vichinghi del nord Europa hanno altre mete ed altri lidi. Dal Baltico al Mare del Nord.

Troika. Il Portogallo è uscito dalla crisi contrattando 78 miliardi di prestiti con la Troika e privatizzando qualsiasi cosa; comprese le storiche funicolari di Lisbona. Ciò significa fame. Della Grecia abbiamo detto a sufficienza. Non possiamo permetterci, avendo problemi comuni, non contrattare in futuro soluzioni comuni. Sarebbe una “macelleria messicana” per le popolazioni più povere d'Europa.

Corruzione. Le classifiche di Trasparency International punta annualmente il dito contro i PIGS ove dilaga la tangente. I paesi nordici, invece, come Danimarca, Finlandia e Svezia sembrano essere incorruttibili. Prendiamone atto atrezzandoci. Ed agiamo di conseguenza. Roma, per esempio, se vuole fare un passo in avanti, non può simulare Copenaghen ma Madrid si. Se riuscisse a ridurre la corruzione a livelli spagnoli avrebbe un aumento dello 0,6% del PIL. Di questi tempi.... Sul come fare, basta sedersi e confrontarsi.

Matteo Renzi mostra, non a caso, sempre più insofferenza verso Berlino e Bruxelles. Ma lo fa da solo credendo di far ancor parte della favoletta del G8 che poco conta al tempo dei BRICS (Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica). Deve invece riconoscere e ponderare “ciò che realmente è” smettendola di cercare alleanze tra i borghesi (tra chi sta meglio) ma tra gli offesi, tra i “figli di un dio minore”, tra i PIGS.

Insomma, a Bruxelles ci considerano i fratelli poveri? Se andiamo ognuno per proprio conto a contrattare “condizioni di sopravvivenza” risulteremo perdenti e sempre più poveri; se creiamo, al di là delle appartenenze politiche, un tavolo parallelo, senza vergogna, che rappresenti il 20% della finanza ed il 25% della popolazione potremmo ottenere condizioni più favorevoli. Senz'altro lo stesso rispetto che si deve a Berlino.

Suggeriamo d'intraprendere la stessa strada che intraprese De Gasperi per tessere prima la CECA e poi la CED mettendo attorno allo stesso tavolo i paesi fondatori. Noi dobbiamo mettere attorno al tavolo i sud d'Europa ed iniziare a tessere una rappresentanza comune. O vogliamo rimanere in panciolle ad aspettare i diktat altrui? 

Fabio Pipinato

Sono un fisioterapista laureato in scienze politiche. Ho cooperato in Rwanda e Kenya. Rientrato ho curato la segreteria organizzativa dell'Unip di Rovereto. Come primo direttore di Unimondo ho seguito la comunicazione della campagna Sdebitarsi e coniato il marchio “World Social Forum”. Già presidente di Mandacarù sono oggi presidente di Ipsia del trentino (Istituto Pace Sviluppo Innovazione Acli) e CTA Trentino (Centro Turistico Acli) e nel direttivo di ATAS. Curo relazioni e piante. 

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