Quando la terra è “condivisa”

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Foto: Labsus.org

Rita vive nella provincia di Bari, ha 33 anni, due figli e un marito disoccupato. Questa giovane donna è impegnata da maggio a dicembre nella raccolta delle ciliegie e nell’acinellatura, taglio e imballaggio dell’uva. Durante l’inverno, invece, va a raccogliere le arance spostandosi in un’altra provincia

La sua non è una vita facile: «Mi alzo alle 4 del mattino e rientro a casa fra le 12.30 e 14.30. Il pomeriggio torno al lavoro, tranne da ottobre in poi perché fa scuro presto. Quando torno a casa non so da dove iniziare: devi cucinare, devi pulire e aiutare i bambini a fare i compiti. Non hai proprio la forza di seguire i figli; ti rendi conto che crescono e tu non riesci ad aiutarli. Hai solo voglia di dormire e appena ti stendi nel letto ti vengono i sensi di colpa. Spero di non finire come le colleghe più anziane, perché mi spaventa vedere come si sono ridotte. Io vorrei solamente un lavoro più adatto a una mamma, e un lavoro per i mesi invernali.» Rita vorrebbe più tutele sul lavoro e nella cura dei figli. «Vorrei un aiuto per i miei figli, come il tempo prolungato a scuola. Per il più piccolo, una baby-sitter o un asilo che apre presto, per lasciarlo. E vorrei non stare così male a causa del lavoro. Mentre lavoro le mani e le braccia si bloccano. Anche quando torno a casa, mentre dormo, sento un formicolio alle mani. E la paga è bassa».

Questa testimonianza è raccolta nella ricerca “Donne, madri, braccianti” realizzata nel 2017, che si inserisce nel progetto Cambia Terra di Action Aid Italia. Il progetto, a partire da dicembre 2016 contribuisce ai processi di inclusione sociale e riduzione della povertà delle donne braccianti nei Comuni di Bari, Adelfia, Noicattaro e Rutigliano. Un importante impatto sul territorio è consistito nella firma del Patto per l’amministrazione condivisa dei beni comuni“La buona terra: legami di prossimità” che prevede la collaborazione fra l’amministrazione comunale di Adelfia, 15 donne braccianti del progetto Cambia Terra, Action Aid, diverse associazioni attive sul territorio e le due parrocchie del paese con l’obiettivo di attivare la comunità cittadina per creare sistemi di welfare locale in grado di contrastare lo sfruttamento delle donne braccianti. Il Comune di Adelfia ha così aderito al Regolamento sulla cura condivisa dei beni comuni  promosso da Labsus, in applicazione dell’articolo 118 della Costituzione, sperimentando un modello di amministrazione condivisa tra istituzione locale e cittadinanza, di beni comuni tanto materiali quanto immateriali: il contrasto alle forme di povertà e di esclusione sociale, la sperimentazione e l’ampliamento dei servizi pubblici, la cura di spazi pubblici abbandonati attraverso la costruzione del Giardino Condiviso. 

Grazia Moschetti, Referente territoriale per Bari di Action Aid Italia spiega: «Due anni fa abbiamo iniziatoa lavorare sui servizi sociali per le donne in agricoltura nell’area del sud-est barese, zona dove l’agricoltura in usa i sistemi più avanzati della Puglia. Ci siamo resti conto che il livello di strutturazione sociale non è comparabile a quello produttivo e che lo sfruttamento lavorativo delle donne braccianti è molto diffuso».Secondo i dati sul lavoro sommerso in agricoltura della Direzione regionale del lavoro, nel 2013 in Puglia risultavano in nero la metà dei lavoratori delle aziende sottoposte a ispezione, e il 54% dei casi di irregolarità si registrava nella provincia di Bari, dove il salario generalmente ammonta alla metà di quello previsto dai contratti. In questo contesto, le donne lavoratrici hanno la peggio: la condizione occupazionale e previdenziale è inferiore a quella maschile e le infrastrutture sociali non offrono un adeguato supporto in termini di servizi di conciliazione vita-lavoro. Inoltre, la presenza, irrisoria, di contratti a tempo indeterminato e la quasi totalità di contratti stagionali ha delle conseguenze importanti sull’accesso a misure di welfare come il sussidio disoccupazione agricola, malattia, infortunio, maternità. Nell’area metropolitana di Bari ben il 39% dei lavoratori (più di 15mila persone) è escluso dal diritto alle prestazioni a sostegno del reddito, con conseguenze economico-sociali rilevanti, soprattutto se a esserne coinvolte sono le lavoratrici (ricerca “Donne, madri, braccianti” di Action Aid, 2017).

In questo contesto, continua Grazia Moschetti di Action Aid Italia: «Con 15 donne braccianti agricole di Adelfia abbiamo cercato di capire come il welfare potesse incidere sulle loro condizioni di vita. Tra le esigenze è emersa forte la necessità di prolungare la durata del centro estivo per bambini, previsto fino a luglio, a tutto il mese di agosto, che è il mese più duro per le lavoratrici in agricoltura, quando escono alle 5 del mattino e rientrano nel tardo pomeriggio. Con il Patto di amministrazione condivisa promosso con Labsus ed il Comune di Adelfia, tra le varie attività realizzate è stata data una risposta a questa esigenza. Il Centro estivo, aperto ad agosto e con orari flessibili a partire dalle 5 del mattino, è stato gestito grazie alla collaborazione di nove associazioni locali, che hanno qualificato il tempo dei bambini – 15 bambini dai 3 ai 12 anni – con attività e laboratori. È stato realizzato un servizio di asilo nido per i bimbi dai 3 ai 5 anni e li abbiamo aiutati, attraverso dei laboratori di racconti e fiabe, ad esprimere alcuni disagi dovuti alla mancanza della mamma che non è in casa per molte ore della giornata. Con i bimbi piu grandi è stato inoltre realizzato un laboratorio sulla dignità del lavoro agricolo, con giornate nei campi». 

Adelfia è un paese di poco meno di 20mila abitanti in provincia di Bari: è in questa piccola realtà che le condizioni di vita delle donne braccianti sono state portate da una dimensione privata femminile(le donne storicamente lavorano in agricoltura in queste aree) ad un’azione collettiva di corresponsabilità.

Il Patto di amministrazione condivisa ha attuato un vero e proprio welfare di comunità, fornendo dei servizi sociali per le donne braccianti e responsabilizzando la cittadinanza nel suo complesso. Dopo il termine del Patto (valido da luglio a novembre 2017), questo processo è entrato stabilmente nelle politiche pubbliche del Comune. L’idea di Action Aid Italia ora èdi far avanzare questa buona pratica anche in altre aree della Puglia e a livello nazionale, dove l’associazione è attiva con azioni di lobbying presso istituzioni e aziende. 

Lia Curcio

Sono da sempre interessata alle questioni globali, amo viaggiare e conoscere culture diverse, mi appassionano le persone e le loro storie di vita in Italia e nel mondo. Anche per questo, lavoro nella cooperazione internazionale con il ruolo di comunicazione ed ufficio stampa per una Ong italiana. Parallelamente, mi occupo di progettazione in ambito educativo, interculturale e di sviluppo umano. Credo che i media abbiano una grande responsabilità culturale nel fare informazione e per questo ho scelto Unimondo: mi piacerebbe instillare curiosità, intuizioni e domande oltre il racconto, spesso stereotipato, del mondo di oggi.

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