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Ong: dati Ocse sugli aiuti confermano 'cifre gonfiate'

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Aiuti in Sierra Leone

"L'allarme lanciato nei giorni scorsi sui dati "gonfiati" per l'Aiuto Pubblico allo sviluppo è stato confermato dalle tabelle ufficiali presentate ieri dall'Ocse". Luca de Fraia, direttore della Policy di ActionAid International, commenta così le statistiche fornite ieri mattina dall'Ocse (Organizzazione per la cooperazione e lo Sviluppo economico).

All'inizio di marzo il Ministero degli Affari Esteri aveva comunicato alla Commissione europea lo 0,24% poi la scorsa settimana il Mae aveva annunciato che l'impegno italiano nella cooperazione aveva raggiunto lo 0,29% dell'Aps/Pil. "Come é possibile trovare un milardo di dollari in un mese? I dati Ocse confermano i nostri sospetti: 1,6 miliardi di dollari, praticamente un terzo della cifra dichiarata dal Mae - continua Luca De Fraia - derivano dalla cancellazione del debito di Iraq e Nigeria e più di un miliardo di dollari dagli arretrati non pagati negli ultimi anni alla banche e fondi di sviluppo, tra cui la banca mondiale. Questo significa che al netto delle una tantum che spariranno nel 2006 la percentuale di Aps/Pil dell'Italia si aggira ancora sullo 0,15%, ben al di sotto degli impegni presi in sede europea che puntano ad un 0,51% nel 2010".

"Senza un cambiamento di rotta forte, l'Italia potrebbe essere dichiarata "insolvente" nei confronti della comunità internazionale", spiega il direttore della Policy di ActionAid International. "C'è bisogno di un New Deal tra politica e cittadini, per superare nei prossimi cinque anni la condizione attuale di Grande Depressione che sta attraversando la cooperazione italiana".

A pochi giorni dalle prossime elezioni politiche ActionAid International, in un rapporto dal titolo "Visione 2010", ha incalzato i leader politici, rivolgendo loro una domanda strategica per tutti i cittadini interessati alla lotta alla povertà: "Siamo alla vigilia di una nuova legislatura: quale sarà il contributo italiano alla Lotta alla Povertà nel 2010?". Il rapporto analizza le risposte della politica, fotografando l'azione italiana nei primi cinque anni dall'approvazione degli obiettivi del Millennio, con lo sguardo ai prossimi cinque anni.

Nel suo rapporto, ActionAid International propone un ricetta per il nuovo corso. "C'è bisogno subito di una forte inversione di tendenza da parte degli attori politici - conclude Luca De Fraia - altrimenti l'Italia rischia di rimanere al palo: siamo ancora troppo lontani dagli altri paesi europei e sono ancor più lontani gli impegni che il Paese si è assunto con la Dichiarazione del Millennio. Già nei primi giorni del nuovo governo ci aspettiamo cambiamenti radicali nell'approccio alla cooperazione".

Va inoltre ricordato che il Governo Berlusconi aveva deciso di azzerare i "contributi volontari" dell'Italia alle cinque principali agenzie dell'Onu (Unicef, Acnur, Fao, Oms e Unpd) tanto da la reazione dello stesso Segretario generale dell'Onu, Kofi Annan. Nei giorni scorsi, il Ministero degli Esteri ha deciso di deliberare "una prima tranche di contributi volontari. [GB]

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