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Mondo: popoli indigeni minacciati dal Botswana alla Siberia

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Popolazioni indigene del Brasile protestano contro le celebrazioni ufficiali

Oggi, 9 agosto, è la "Giornata Onu per i popoli indigeni". Ma mentre il mondo celebra la ricorrenza, dal Papua al Brasile, dal Botswana al Bangladesh, sulle tribù del pianeta si scaglia una terribile ondata di assassinii e attacchi violenti - informa Survival International."Atroci atti di violenza vengono perpetrati contro i popoli più vulnerabili del mondo, la cui esistenza è già minacciata dal furto delle loro terre e dalla distruzione del loro stile di vita. Troppo spesso, i responsabile dei crimini commessi contro i popoli indigeni non vengono consegnati alla giustizia"- commenta Survival mentre chiede che si posta fine a queste atrocità. Intanto in Siberia 200 mila indigeni sono gravemente minacciati dalla prospettiva della privatizzazione dei boschi russi - denuncia l'Associazione per i Popoli Minacciati.

In luglio l'esercito indonesiano ha attaccato il villaggio Pyramid dei Lani sugli altopiani di Papua. I soldati, dopo aver tagliuzzato il volto e il corpo di Petto Wenda; hanno cosparso la testa dell'uomo di benzina e gli hanno dato fuoco. "Non ci si sarebbe mai aspettati che potesse sopravvivere" - commenta Survival. Altri due uomini sono stati feriti a colpi di pistola e ora sono scomparsi nella giungla, dove il resto del villaggio si è nascosto. All'inizio dell'anno, nel villaggio di Nggweyage l'esercito e la polizia hanno assassinato un leader tribale, un bambino e un anziano. Poi hanno bruciato case e chiese. Circa 6.500 persone hanno abbandonato i loro villaggi. Troppo spaventati per uscire dai nascondigli, almeno 50 di loro sono già morti di fame, stenti e malattie.

Il 26 giugno scorso in Brasile, un indiano Guaran㭀 è stato colpito a morte dai sicari assoldati dagli allevatori: l'assassinio è avvenuto solo poche ore dopo che l'uomo e il suo popolo avevano rioccupato la terra da cui erano stati sfrattati trent'anni fa. Il 30 giugno due Indiani Truká sono stati uccisi da un poliziotto dello "squadrone della morte", e un anziano leader Guajajara è stato assassinato il 10 giugno da uomini che si ritiene lavorino per i coltivatori di soia che hanno occupato la sua terra. Nel frattempo, i disboscatori che hanno invaso il territorio degli Indiani Rio Pardo sparano contro la tribù, una delle popolazioni incontattate più a rischio del paese.

In giugno, i guardaparco governativi Botswana hanno torturato sette Boscimani Gana e Gwi, accusandoli di aver cacciato senza permesso. I Gana e Gwi dipendono dalla caccia ma il governo li ha sfrattati dalle loro terre del Kalahari Centrale e ha proibito loro la caccia di sussistenza. Una delle vittime, Letshwao Nagayame, ha raccontato: "Ci hanno picchiato brutalmente. Credo che volessero ucciderci... Le guardie mi hanno schiacciato il pene e i testicoli, mi hanno picchiato e preso a calci mentre un altro uomo mi spezzava le nocche stritolandole per terra con i piedi".

In Siberia 200 mila indigeni sono gravemente minacciati dalla prospettiva della privatizzazione dei boschi russi - denuncia l'Associazione per i Popoli Minacciati (APM) che sottolinea come "la nuova legge per i boschi che il parlamento russo, la Duma, dovrà votare il prossimo 19 settembre non deciderà solo il destino delle foreste russe, ma di conseguenza deciderà anche e soprattutto della sopravvivenza o meno di circa 40 popoli indigeni". La nuova legge dovrebbe suddividere i boschi in lotti che dovrebbero essere venduti all'asta al miglior offerente. I nuovi proprietari acquisirebbero il diritto allo sfruttamento dell'area per 99 anni. "Per gli indigeni, che costituiscono la fascia di popolazione più povera, questo equivarrebbe a una catastrofe. I boschi con la loro ricchezza di legname, selvaggina, funghi e bacche costituiscono la base vitale dei popoli indigeni" - nota APM. Gli Evenchi, Jacuti, Nenzi e molti altri vivono tradizionalmente di caccia, pesca, allevamento di renne e raccolta di bacche selvatiche. Il legname è il loro materiale di costruzione più importante e spesso l'unica fonte di riscaldamento.

Molti dei quasi 400 milioni di indigeni nel mondo appartenenti a circa 5000 popoli soffrono le conseguenze della globalizzazione e delle privatizzazioni indiscriminate di ciò che una volta era loro proprietà collettiva. La "Giornata mondiale dei Popoli Indigeni' è stata indetta nel 1994 dalle Nazioni Unite. [GB]

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