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Migranti: Cpt, Minerva ha 'violato la disciplina associativa'

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diritti e Cpt - da Melting Pot

Durissima presa di posizione oggi da parte dell'assemblea regionale di Legacoopsociali del Friuli-Venezia Giulia nei confronti della Coop. sociale che ha vinto l'appalto per la gestione del Centro di permanenza temporanea di Gradisca d'Isonzo. La Coop. Minerva ha violato la disciplina associativa, non solo per aver partecipato ad un appalto dopo la decisione contraria di Legacoopsociali, ma anche perchè non risulta essere in regola con l'applicazione del Contratto Collettivo di Lavoro, con la retribuzione salariale ed ha violato perfino l'invocata tutela del diritto al posto di lavoro, con la non applicazione delle norme sul passaggio di appalto, in occasione della recente perdita della gestione di strutture per l'handicap. Inoltre, l'assemblea delle Cooperative sociali del FVG ha sferrato un pesantissimo attacco contro quella parte del movimento cooperativo che ha accusato in questi ultimi giorni il movimento che si oppone al CPT di Gradisca.

"Non accettiamo inoltre la criminalizzazione del movimento contro il Cpt -si legge in una nota ufficiale diramata in queste ore-, che viene anche da alcuni ambienti cooperativi. Anche se noi ci muoviamo nella concretezza del servizio sociale ed abbiamo una identità politica pluralistica, non possiamo non vedere come il nostro lavoro quotidiano sia in radicale contrasto con l'esistenza di luoghi di reclusione per persone deboli ed innocenti".

Annunciata, altresì, la costituzione di un apposito gruppo di lavoro (formato al termine dell'assemblea odierna) da parte del movimento cooperativo per "una iniziativa pubblica di chiarificazione della realtà dei Cpt, da realizzarsi insieme ad associazioni umanitarie come Amnesty International, Consorzio Italiano di Solidarietà, Emergency, Coordinamento Nazionale delle Comunità di Accoglienza ed altre" che verranno contattate nei prossimi giorni.

Di seguito il comunicato integrale ed ufficiale diramato dall'Assemblea regionale di Legacoopsociali del Friuli-Venezia Giulia, riunitasi stamane a Udine.

NO AL CPT.
SI AL DIRITTO AL LAVORO: DA UN'ALTRA PARTE.

Si è riunita questa mattina ad Udine l'assemblea regionale di Legacoopsociali del Friuli-Venezia Giulia, con all'ordine del giorno - fra i vari temi - l'apertura del Cpt per persone extracomunitarie a Gradisca d'Isonzo, in provincia di Gorizia.

L'associazione, che già in ottobre aveva invitato le coop aderenti a non partecipare alla gara d'appalto bandita per la gestione del Cpt, ha riconfermato la sua posizione: siamo contro tutte le istituzioni totali (manicomi, orfanatrofi, ed ogni altro luogo di reclusione per persone svantaggiate), Cpt in testa.

Le Cooperative Sociali sono nate proprio dalla chiusura dei manicomi, iniziata nella nostra regione a Gorizia ed a Trieste quarant'anni fa, e conclusasi nel decennio trascorso con la chiusura dell'ultimo grande manicomio pubblico superstite in Italia, quello di Sant'Osvaldo ad Udine. La Cooperazione Sociale ha affermato il suo ruolo nella realizzazione di esperienze di salute ed integrazione sociale nel territorio e nell'inserimento lavorativo delle persone svantaggiate.

La legge che regola la Cooperazione Sociale recita infatti: "Le cooperative sociali hanno lo scopo di perseguire l'interesse generale della comunità alla promozione umana e all'integrazione sociale dei cittadini attraverso: a) la gestione di servizi socio-sanitari ed educativi; b) lo svolgimento di attività diverse - agricole, industriali, commerciali o di servizi - finalizzate all'inserimento lavorativo di persone svantaggiate." Nulla a che vedere con un luogo dove vengono rinchiuse, in condizioni inumane, persone innocenti che ricercano lavoro ed opportunità nel nostro Paese e spesso fuggono da guerre, persecuzioni, stupri.

Il diritto al lavoro non può essere confuso con la disponibilità a lavorare in istituzioni che privano dei diritti e della dignità la persona umana. Il diritto al lavoro non può essere disgiunto dalla corretta applicazione dei Contratti di Lavoro, dal diritto all'equo salario, dal lavorare per politiche attive per promuovere e tutelare i diritti di tutte le persone, compresi gli stranieri extracomunitari. Chi si comporta diversamente non è una Cooperativa Sociale.

Quanto alla Coop Minerva, assegnataria dell'appalto, riteniamo che essa abbia violato la disciplina associativa. Non solo per aver partecipato ad un appalto dopo la decisione contraria di Legacoopsociali: Minerva inoltre non risulta essere in regola con l'applicazione del Contratto Collettivo di Lavoro, con la retribuzione salariale ed ha violato perfino l'invocata tutela del diritto al posto di lavoro, con la non applicazione delle norme sul passaggio di appalto, in occasione della recente perdita della gestione di strutture per l'handicap.

Non accettiamo inoltre la criminalizzazione del movimento contro il Cpt, che viene anche da alcuni ambienti cooperativi. Anche se noi ci muoviamo nella concretezza del servizio sociale ed abbiamo una identità politica pluralistica, non possiamo non vedere come il nostro lavoro quotidiano sia in radicale contrasto con l'esistenza di luoghi di reclusione per persone deboli ed innocenti.

Ci impegnamo infine per la realizzazione, demandata ad un'apposito gruppo di lavoro formato al termine dell'assemblea odierna, da parte del movimento cooperativo di una iniziativa pubblica di chiarificazione della realtà dei Cpt, da realizzarsi insieme ad associazioni umanitarie, come Amnesty International, Consorzio Italiano di Solidarietà, Emergency, Coordinamento Nazionale delle Comunità di Accoglienza ed altre che contatteremo nei prossimi giorni.

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