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MSF: Chagas una 'malattia dimenticata' di cui muore una persona ogni ora

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In occasione del sesto Congresso Europeo di Medicina Tropicale e Salute si è concluso ieri a Verona, Medici Senza Frontiere ricorda che ogni ora una persona muore colpita dal morbo di Chagas, soprattutto tra le popolazioni più povere dell’America Latina. Per far fronte a questa situazione MSF sottolinea l’importanza di inserire, nei paesi dove la patologia è endemica, il trattamento dei pazienti affetti dal morbo nelle strutture sanitarie di base. Inoltre MSF insiste sulla necessità di sviluppare nuove e più efficaci metodologie di diagnosi e trattamento. A 100 anni dalla scoperta del morbo di Chagas, agire è un dovere.

Ogni giorno il Chagas uccide 14mila persone e si stima che i malati siano tra i 10 e i 15 milioni. La malattia, causata dal parassita Tripanosoma cruz, per anni può essere asintomatica. Tuttavia, durante la fase cronica della malattia un terzo dei pazienti sviluppa seri problemi di salute soprattutto a livello cardiaco e dell’apparato digestivo che possono condurre alla morte. “Uno dei principali problemi che abbiamo è che per anni i malati non hanno sintomi, perciò non sanno di aver contratto la malattia e dunque non si sottopongono alle cure. Il rilevamento dei casi è essenziale per trattare le persone infettate”, spiega Nines Lima, esperta di Chagas per MSF.

Nonostante sia una malattia potenzialmente letale, il Chagas fa parte delle malattie in gran parte dimenticate dai governi, dalla comunità internazionale e dai programmi di ricerca e sviluppo. Per citare un esempio, attualmente si utilizzano due farmaci per trattare la malattia, il Benznidazole e il Nifurimox, entrambi risalgono a più di 35 anni fa e non furono pensati per ricerche direttamente legate al Chagas. Nonostante i medicinali siano efficaci sui neonati in fase di allattamento, tra gli adolescenti e gli adulti la percentuale di cura raggiunge circa il 60-70%. Inoltre, sui pazienti più anziani ci sono elevate possibilità di sviluppo di effetti collaterali dovuti ai farmaci.

L’esperienza di MSF in Bolivia, il Paese con la più elevata diffusione della malattia, mostra come gli effetti collaterali al Benznidazole sono tre volte più forti negli adolescenti tra i 15 e i 18 anni piuttosto che sui bambini con età inferiore ai 5 anni. “Gli strumenti che abbiamo qui non sono ideali per trattare la malattia, la nostra esperienza sul terreno ha dimostrato che gli effetti collaterali sono comunque gestibili e che è realmente possibile trattare i pazienti. Chiediamo nuove strumentazioni per trattare il morbo di Chagas. Tuttavia, mentre verranno sviluppate le metodologie di cura, è necessario aumentare il numero di persone che possono avere accesso alla diagnosi e al trattamento - spiega Nines Lima, aggiungendo - nei Paesi endemici, includere la cura del Chagas nell’assistenza sanitaria di base permetterebbe ai malati di avere più facilmente accesso a trattamenti salvavita.”

Il sesto Congresso Europeo di Medicina Tropicale e Salute si à svolto in concomitanza con la Prima Conferenza Mediterranea sulla Migrazione e la Salute nei Viaggi. Anche se il morbo di Chagas è originariamente una malattia diffusa nell’America Latina, sempre più casi si stanno registrando in Europa, negli USA e in Giappone. “Da quando il Chagas ha raggiunto i paesi sviluppati, i governi e la comunità scientifica stanno rivolgendo più attenzione alla malattia. Questa opportunità deve essere colta sia per risolvere il problema nei paesi in cui il virus è presente sia per salvare dall’oblio milioni di persone che vivono nei paesi endemici" - conclude Gemma Ortiz, responsabile della campagna Chagas di MSF

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