Le associazioni al Governo: ecco come fermare il gioco d'azzardo in 7 mosse

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Non basta ridurre il numero delle slot machine. "Si deve puntare a ridurre il consumo di gioco d'azzardo", spiega mons. Alberto D'Urso, presidente della Consulta nazionale antiusura, che ha organizzato il 5 settembre  a Milano il convegno "Istituzioni e azzardo in Italia". Convegno durante il quale alcune delle realtà associative più impegnate nel contrasto del gioco d'azzardo si sono confrontate con il sottosegretario all'Economia Pierpaolo Baretta e il suo Piano di riforma del settore. Piano che punta a una riduzione del 30% delle slot machine presenti in Italia (da 400 mila scenderanno a 265 mila) e al dimezzamento in tre anni dei punti di offerta del gioco. "Il problema è che non si toccano le videolottery, che sono capaci di incassare dieci volte di più di una slot machine -aggiunge mons. D'Urso - e tante altre tipologie di giochi d'azzardo".

La Consulta nazionale antiusura, Caritas Ambrosiana e Fondazione San Bernardino, hanno sintetizzato in sette punti le richieste delle associazioni al Governo e al Parlamento. Il primo è quello di "ridurre il consumo", riducendo anche le videolottery e ponendo tetti massimi per ciascuno giocatore. Inoltre, "la pubblicità del gioco d'azzardo va rapidamente estinta in maniera assoluta". Terzo, Comuni e Regioni devono poter decidere sulla dislocazione delle sale da gioco e degli altri punti di offerta (bar, circoli, tabaccai ecc). A questo proposito, le sale da gioco devono essere accessibili in qualsiasi momento al personale delle Azienda sanitarie che si occupano di contrasto e cura delle dipendenze. Non solo, nelle sale da gioco deve essere proibito il consumo di alcol e fumare.

Quinto punto, "l'articolo 14 della legge antiusura va esteso rapidamente anche alle persone fisiche, a cominciare dalle vittime di usura connessa alla dipendenza da gioco d'azzardo". Quasi ogni anno viene introdotto un nuovo gioco, sia fisico che on line: le associazioni chiedono che sia stabilita "una moratoria integrale di ogni tipo e struttura di nuovi giochi d'azzardo". Infine, siano messi a disposizioni di Comuni, Regioni, Asl, cittadini e ricercatori tutti dati sui flussi di denaro "scorporati per tipologia, provincia e città".

A breve la Conferenza unificata Stato Comuni, voterà la proposta del Piano di riforma del Governo. C'è il sì dei Comuni, espresso oggi dal sindaco di Bergamo Giorgio Gori a nome dell'Anci. Se anche le Regioni lo sosterranno, il Governo avrà il via libera politico e istituzionale per realizzarlo. "Lo consideriamo solo un primo passo che non ci convince fino in fondo aggiunge mons. D'Urso -. E ci teniamo a ribadire che il dibattito e la riflessione non devono finire qui. Lo Stato deve rinunciare al ruolo svolto finora di biscazziere e tornare a tutelare i suoi cittadini". 

Da Redattoresociale.it

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