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La settimana della legalità
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Manifestazione di Libera
La settimana che è appena iniziata sarà particolarmente significativa per la memoria del Paese. Il 16 marzo, infatti, ricorre il 32° anniversario del rapimento di Aldo Moro e della strage di via Fani; il 19 marzo è l’anniversario della morte di Guido Galli, magistrato di Milano ucciso trent’anni fa da un commando di Prima Linea, ed è anche l’anniversario della morte di Marco Biagi, assassinato a Bologna nel 2002 dalle nuove BR. Infine il 21 marzo ricorre la quindicesima Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime delle mafie.
Tali ricorrenze, a proposito di attacchi alla magistratura, costituiscono un patrimonio importante per la cultura della legalità ed è proprio da questa consapevolezza che verranno realizzati alcuni eventi che animeranno, tra le altre, anche la città di Trento.
Il tutto inizierà con l’esposizione a Giurisprudenza di una mostra dal titolo “Vite per la legalità” con il gruppo di lavoro che ha dato vita al libro Sedie Vuote. Gli anni di piombo dalla parte delle vittime. La mostra sarà composta da 21 pannelli ed intende ricordare la vicenda di quattro uomini che hanno perso la vita nell’esercizio del loro lavoro per l’affermazione della giustizia e la difesa della legalità. Si tratta di due magistrati, Emilio Alessandrini e Guido Galli, uccisi dal gruppo terroristico di Prima Linea rispettivamente nel 1979 e nel 1980; e di due avvocati, Fulvio Croce – ucciso dalle Brigate Rosse nel 1978 per aver accettato di difendere le BR nel processo di Torino – e Giorgio Ambrosoli – assassinato da un sicario assoldato da Michele Sindona nel 1979. Sono quattro figure emblematiche dell’impegno per la legalità nel nostro Paese, e per questo ad essi sono state dedicate due aule del Palazzo di Giustizia di Trento: la prima, a Galli e ad Alessandrini, nel novembre 2009; la seconda, a Croce e Ambrosoli, verrà dedicata con una cerimonia che si svolgerà il 20 marzo prossimo, alle 10 del mattino.
La mostra intende mettere in luce non solo la vita di coloro che sono stati colpiti proprio per il loro impegno in difesa della legalità ma anche il contesto sociale e storico nel quale sono maturati quegli omicidi, dedicando proprio a “quel tempo” alcuni pannelli specifici.
Nel pomeriggio del 16 marzo, giornata in cui è stato rapito Aldo Moro, la figlia Agnese assieme ad Alfredo Bazoli, la cui mamma ha perso la vita in Piazza della Loggia a Brescia animeranno un incontro pubblico dal titolo Memoria e Diritto: un percorso.
Il 18 marzo, ore 20, Libera Trentino Alto Adige organizzerà una fiaccolata della memoria e dell’impegno. Il giorno seguente, ore 20.30, vi sarà un dibattito, a Palazzo Geremia, su Fulvio Croce e Giorgio Ambrosoli.
Ed è con le parole quanto mai attuali del figlio Umberto Ambrosoli, tratte dal libro “Qualunque cosa succeda” che vogliamo chiudere questa settimana: “…per quanto la società affini le proprie regole per contrastare i soprusi, come in una sorte di evoluzione darwiniana anche chi di queste regole vuole aggirare si affina creando sistemi più articolati per affermare se stesso e i propri interessi. Senza la coscienza dei singoli che scelgono di rispettare le norme e con esse la convivenza civile, le leggi da sole non bastano a salvare una società. In questo contesto, al di là delle collocazioni cronologiche, Giorgio Ambrosoli, la sua storia, le sue scelte restano un monito – speranza o vergogna – contro l’elusione della regola, a scapito del bene comune e in favore dell’interesse particolare: che sia di una persona, di una categoria, di un gruppo o di un partito. Una sorpresa per gli scettici, convinti che, raggiunta un determinata posizione di “potere”, non possano darsi pratiche oneste e conformi al dovere. Uno sprone per i rassegnati che davanti alle illegalità diffuse a ogni livello pensano di poter solo dire “questo è il sistema, cosa vuoi possa farci io”. Una smentita per i cinici che abdicano alla propria responsabilità e rinunciano alla libertà in nome dell’adeguamento a un certo stile di potere, nella convinzione che non sia possibile desiderare altro e che tutti aspirino a fare come loro”.
Fabio Pipinato
P.s.: Ai funerali di Giorgio Ambrosoli, il 14 luglio 1979 nella chiesa di San Vittore a Milano, non ha presenziato nessuna autorità di governo e nessuna autorità in rappresentanza del governo. Presenti invece il governatore della Banca d’Italia, Paolo Baffi, i giudici Viola, Urbisci, Galati e numerosi altri magistrati milanesi.






