La rinascita di Monte Verità

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Foto: Labissa.com

Nell’Europa centrale, o mitteleuropa, il turbinoso progresso scientifico, l’industrializzazione travolgente ed i relativi sommovimenti sociali del secolo passato, spingevano coloro che avevano la possibilità di scegliere -artisti, scrittori, filosofi, politici - a trovare soluzioni di vita alternative. Le risposte furono di vari tipi: il socialismo con la successiva evoluzione verso il comunismo, l’anarchia e la ricerca di valori alternativi, di modi di vita differenti, di sogni utopistici alla riscoperta del romanticismo, del buddhismo, dell’induismo e della teosofia. Sul Monte Verità di Ascona, in Canton Ticino, nasce, agli inizi del passato secolo, un luogo di incontro, di cultura, all’insegna del dialogo e dell’interscambio di idee, di pensieri, di teorie, nel confronto tra intellettuali di diversa matrice: un microcosmo di creatività e ingegno, dove si impostarono utopie fondamentali. Accanto a chi era mosso da spirito ideologico, a Monte Verità, si incontrava la crème dell’Intellighentia anticonvenzionale ed inquieta di inizio secolo e quindi intellettuali come Carl Gustav Jung, Otto Gross, André Gide, Hermann Hesse, Thomas Mann, Paul Klee, e moltissimi altri.

Dal 1933 Jung darà vita ad una intensa attività culturale in Monte Verità organizzando incontri (gli Eranos, dal greco società, associazione attraverso partecipazione) e convegni a livello mondiale relativi alle più disparate tematiche.

La collina di Ascona ed i suoi dintorni presenta così, con Monte Verità, un potenziale enorme di utopie abbozzate e di ideologie vissute in questa regione. Attraverso una forte immigrazione di idealisti nordici, Ascona e il Verbano diventarono, verso il 1900, l’antipodo della città, il contra-mundus del “ritorno alla natura”, in un sud considerato senza problemi. Un paradiso contrapposto ai conflitti nati dall’urbanizzazione, dall’industrializzazione, dalla tecnicizzazione e dall’ormai inevitabile rivoluzione proletaria, contro il capitalismo imperante.

Da Pietroburgo fino a Londra, da Malmo fino a Graz, sono confluiti ad Ascona gli individui che Emil Szittya così enumera nel sottotitolo del suo libro “Il gabinetto di curiosità” 1932: “incontri con avvenimenti strani, vagabondi, scellerati, artisti, pazzi mistici, stranezze sessuali, socialdemocratici, sindacalisti, comunisti, anarchici, politici” ai quali si potrebbero aggiungere i teosofi, i riformatori della vita, gli psicologi, gli psicanalisti freudiani e gli junghiani, i rappresentanti della nuova danza, i profughi, che le più disparate motivazioni storiche ed individuali spingono su questa collina proclamata ormai MONTE VERITA’.

La fondazione Eccles di Ascona, attualmente, ha nei suoi intenti l’obiettivo di riattivazione e rilancio del fermento culturale di Monte Verità, che ha subìto una battuta d’arresto dagli anni 60. La fondazione Eccless è attualmente in trattativa con l’Amministrazione Comunale, con le Università ed il Governo Cantonale per poter far rinascere le attività a partire da un simposio filosofico relativo al concetto di Etica e con il trasferimento e la ricollocazione della biblioteca di Jung a Monte Verità. Jung, attraverso gli Eranos, permetteva a studiosi specialisti di trasmettere il loro sapere evitando sterili saccenterie, ovvero stimolando la discussione, la partecipazione al dialogo e alla conversazione collettiva, dopo ogni incontro. Da questa esperienza si vuole partire per far riemergere il contesto culturale e di interscambio di Monte Verità, attraverso iniziative interdisciplinari in riferimento ai concetti utopici dei suoi primi pensatori, in una realtà di incontro tra persone e personaggi politici, culturali, artisti in un luogo al di fuori di logiche settarie o di esclusione del “diverso”, ma un nuovo piccolo mondo ideale, politico, interreligioso, di confronto ideativo, sviluppo creativo, arricchimento interiore, accrescimento culturale tra pensieri, idee, prospettive, visioni della realtà differenti: un luogo-non-luogo microcosmo di idee e fucina attiva di neo-utopie.

Laura Tussi

Docente, giornalista e scrittrice, si occupa di pedagogia nonviolenta e interculturale. Ha conseguito cinque lauree specialistiche in formazione degli adulti e consulenza pedagogica nell'ambito delle scienze della formazione e dell'educazione. Collabora con diverse riviste telematiche tra cui PressenzaPeacelinkIldialogoUnimondo, AgoraVox ed ha ricevuto il premio per l'impegno civile nel 70esimo Anniversario della Liberazione M.E.I. - Meeting Etichette Indipendenti, Associazione Arci Ponti di Memoria e Comune di Milano. Autrice dei libri: Sacro (EMI 2009), Memorie e Olocausto (Aracne 2009), Il dovere di ricordare (Aracne 2009), Il pensiero delle differenze(Aracne 2011), Educazione e pace (Mimesis 2012), Un racconto di vita partigiana - con Fabrizio Cracolici, presidente ANPI Nova Milanese (Mimesis 2012), Dare senso al tempo-Il Decalogo oggi. Un cammino di libertà (Paoline 2012), Il dialogo per la pace. Pedagogia della Resistenza contro ogni razzismo (Mimesis 2014), Giovanni Pesce. Per non dimenticare (Mimesis 2015) con i contributi di Vittorio Agnoletto, Daniele Biacchessi, Moni Ovadia, Tiziana Pesce, Ketty Carraffa. Collabora con diverse riviste di settore, tra cui: "Scuola e didattica" - Editrice La Scuola, "Mosaico di Pace", "GAIA" - Ecoistituto del Veneto Alex Langer, "Rivista Anarchica". Promotrice del progetto per non dimenticare delle Città di Nova Milanese e Bolzano www.lageredeportazione.org e del progetto Arci Ponti di memoria www.pontidimemoria.it. Qui il suo canale video.

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