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Italia: positiva la nuova direttiva per i minori richiedenti asilo

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Minori 'invisibili'

Importanti novità sul fronte della protezione dei minori stranieri non accompagnati richiedenti asilo sono state introdotte dalla "Direttiva in materia di minori stranieri non accompagnati richiedenti asilo" emanata nei giorni scorsi dal Ministero dell'Interno e dal Ministero di Grazia e Giustizia. In particolare la Direttiva stabilisce che all'arrivo in frontiera, il minore, di fronte all'espressa volontà di chiedere asilo, venga subito affidato alle strutture del Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (SPRAR) e non a una struttura qualsiasi come finora è accaduto. Il Sistema di Protezione, infatti, oltre ad avere una quota di posti che ogni anno vengono destinati alle categorie vulnerabili, ha competenza per seguire il minore aiutandolo nella difficile fase di inserimento in un contesto culturale nuovo e diverso.

"L'assunzione da parte delle Istituzioni del dovere di informazione e di adeguata assistenza nella presentazione delle domande per richiedere lo status di rifugiato ai minori richiedenti asilo sono punti di forza" - commenta Save the Children. Una delle principali problematiche che i minori stranieri incontravano fino ad oggi, arrivando in Italia dopo essere sfuggiti a persecuzioni o conflitti armati, consisteva proprio nella totale mancanza di informazioni circa i propri diritti, con il conseguente rischio di essere respinti alla frontiera.

Al contrario, dall'entrata in vigore della direttiva, tutti i pubblici ufficiali e gli esercenti pubblici servizi, sia sul territorio che in frontiera, che vengano a contatto con un minore straniero non accompagnato devono fornirgli, in forma adeguata alla sua età e con l'assistenza di un mediatore culturale o interprete, tutte le informazioni sulla sua facoltà di chiedere asilo e invitarlo a esprimere la propria opinione al riguardo. Inoltre, i servizi del Comune che ha preso in carico il minore devono assisterlo nella presentazione della domanda di asilo, in collaborazione con gli organismi competenti. Provvedimento quest'ultimo che, auspicabilmente, dovrebbe ridurre il numero delle domande rigettate perché non adeguatamente istruite.

"Questi elementi possono costituire una reale opportunità per l'accesso dei minori stranieri non accompagnati alla procedura d'asilo e al riconoscimento dello status di rifugiato" - ha dichiarato Carlotta Sami, Direttore Programmi di Save the Children Italia. "E' doveroso per le Istituzioni impegnarsi affinché tale gruppo di minori, arrivato nel nostro paese dopo numerose avversità, vi trovi degli operatori competenti, in grado di informarli e assisterli. E' altresì necessario però - conclude Carlotta Sami - che gli operatori ricevano la formazione adeguata per poter svolgere questo compito e che vengano affiancati da mediatori culturali e da personale in grado di fornire assistenza legale. Solo in tal modo la direttiva non rimarrà lettera morta, ma sarà un efficace strumento per supportare i minori stranieri non accompagnati nella procedura per ottenere l'asilo e il conseguente permesso di soggiorno anche dopo il compimento dei diciotto anni".

Da un'analisi dei dati in possesso del "Servizio Centrale del Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati" risulta che sul territorio di alcuni Comuni Italiani, già oggi, fino al 50% dei minori stranieri non accompagnati provengono da paesi cosiddetti "a rischio", quali in particolare l'Afghanistan e i paesi del Corno d'Africa, e sono di conseguenza potenziali richiedenti asilo. [GB]

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