Italia: le prime bandiere nere di Goletta Verde

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Goletta Verde - Foto: : Golettaverde.it

È salpata la scorsa settimana Goletta Verde, la storica imbarcazione di Legambiente, che ogni estate realizza un attento monitoraggio sullo stato di salute del mare e dei litorali italiani. Giunta al suo ventisettesimo anno di attività, la Goletta, che visiterà in 26 tappe tutte le coste dello Stivale fino al 14 agosto, è partita quest’anno da Imperia coinvolgendo ed informando i cittadini e le amministrazioni sull’abusivismo, l’inquinamento, le trivellazioni petrolifere, le aree da proteggere, le rotte delle grandi navi e la mancata depurazione delle acque, “un pericolo sanitario e ambientale che affligge ancora una grossa parte del nostro territorio costiero - ha spiegato l’equipaggio della Goletta prima di salpare gli ormeggi - visto che il 30% delle acque di fogna viene ancora scaricato in mare e nei fiumi senza essere opportunamente depurato”. Proprio a questo serve il monitoraggio scientifico condotto dai biologi di Goletta Verde, “ad individuare ed evidenziare le zone più colpite dall’inquinamento microbiologico direttamente causato dagli scarichi abusivi”.

Ed i primi verdetti, in questo campo, non sono stati confortanti. Dopo aver assegnato la Bandiera Nera al porto turistico di Caltagirone, Goletta Verde ha bocciato anche il mare di Imperia. “Oltre a essere l’unico capoluogo di provincia italiano a non avere un depuratore in funzione - hanno comunicato ricercatori e volontari dell'equipaggio - abbiamo rilevato, attraverso vari prelievi di acqua marina in prossimità delle foci di fiumi e torrenti, dati tutt’altro che positivi” trovando “livelli batteriologici ben oltre la norma, odori sgradevoli, acqua torbida di limo, fanghi e resti di piante acquatiche secche” nei pressi della foce di alcuni fiumi. In alcuni casi “la presenza di batteri di Escherichia Coli nell’acqua è stata superiore a quanto consentito dalla legge al pari di quella di Enterococchi intestinali”.

Ma non solo di inquinamento si sta occupando il viaggio del veliero di Legambiente. Quest’anno, infatti, i riflettori di Goletta Verde saranno puntati in modo particolare sull’abusivismo edilizio e sui numerosi ecomostri presenti lungo le coste d’Italia. Una situazione, denuncia Legambiente, che ogni anno diventa sempre più drammatica. Secondo i dati nazionali del Centro Ricerche Economiche e Sociali di Mercato per l’Edilizia e il Territorio (Cresme), infatti, solo nel 2011 sono stati commessi nel nostro Belpaese del cemento ben 25.800 nuovi abusi, pari al 13,4% del totale costruito. “Il viaggio della Goletta Verde servirà anche a denunciare queste illegalità - ha spiegato la direttrice di Legambiente Rossella Muroni - dopo decenni di denunce, di battaglie legali e di campagne di sensibilizzazione. Molti degli ecomostri segnalati da anni sono ancora in piedi e il rischio è proprio quello di farci l’abitudine”. Tutti problemi che Legambiente ha già documentato anche nell’edizione 2012 del Rapporto Mare Mostrum, il dossier annuale che fornisce una sorta di inventario degli abusi compiuti in Italia ai danni del mare e delle coste, in base ai dati forniti delle Forze dell’ordine e delle Capitanerie di porto.

Non a caso all’Elba, secondo approdo della campagna il 27 e il 28 giugno, Goletta ha promosso un blitz contro la cementificazione delle coste dell’Isola e un brindisi a Procchio per festeggiare l’annunciato abbattimento in settembre del famigerato ecomostro della località dopo anni di denunce, battaglie e dossier che hanno visto in prima fila proprio l'associazione del cigno verde. Ma nell’Arcipelago toscano, perla del Tirreno, oltre alla de-cementificazione, la qualità delle acque è rimasto il tema più attenzionato dagli esperti biologi della Goletta, in un’area che dal 1982 aspetta la realizzazione di un’area marina protetta, ma che ha vissuto nel 2012 un’incedibile serie di incidenti: dal disastro della Concordia al Giglio, allo sversamento di fusti tossici al largo di Gorgona e di Montecristo, all’incagliamento della nave panamense con equipaggio turco a Sant’Andrea, tutti puntualmente denunciati anche da Greenpeace. 


Così a quasi 2 mesi dall’approdo conclusivo di Trieste alcune “bandiere nere” sono state già assegnate dagli ambientalisti, non tanto alle località balneari, ma ad alcuni impuniti “pirati del mare”. “I pirati del mare non sono solo delle pittoresche suggestioni dei libri di storia - ha affermato Stefano Ciafani, vice presidente nazionale di Legambiente -. Le cinque bandiere nere che abbiamo già consegnato sono il lato peggiore di un modello di fare economia e politica che tarda a scomparire e che continua ad impattare negativamente sull’ambiente e sulla qualità della vita dei cittadini”. Bandiera nera, quindi, a Francesco Bellavista Caltagirone, l’imprenditore a capo di un impero nel mondo delle costruzioni coinvolto nei progetti dei porti turistici a maggior impatto ambientale lungo tutta la penisola; a Corrado Passera, Ministro dello Sviluppo Economico che ha riattivato le procedure per la ricerca e l’estrazione di petrolio dai fondali marini e a Raffaele Lombardo, governatore della Regione Sicilia, che ha assecondato la proposta di messa in sicurezza dei tratti di costa in erosione, ma che in realtà prefigura la “svendita” ai privati delle spiagge siciliane. Infine due bandiere meritano anche la Costa Crociere e la Grimaldi Lines: la prima proprietaria della Costa Concordia, la nave che ha fatto naufragio all’isola del Giglio e ha evidenziato inadempienze e procedure sbagliate non solo da parte del Comandante, ma anche del gruppo stesso; la seconda con l’eurocargo Venezia, che in una giornata di mare in tempesta ha perso nei pressi dell’isola di Gorgona, nel Parco nazionale dell’Arcipelago toscano, due semirimorchi con un carico di 224 fusti tossici contenenti ciascuno 200 kg di cobalto e monossido di molibdeno, per 45 tonnellate totali di rifiuti altamente inquinanti.

“Con Goletta Verde [oggi arrivata in Sardegna] nei prossimi mesi - ha concluso Ciafani - andremo all’arrembaggio di altri pirati del mare puntando i riflettori sulle cattive politiche ambientali”, in difesa del nostro immenso patrimonio marino e costiero e con l’impegno e l’entusiasmo che si rinnovano ogni estate per diffondere informazione sulla qualità delle acque e per socializzare l’impegno ambientalista a difesa dei beni comuni. A noi non resta che augurare a Goletta Verde e al suo equipaggio un “buon mare”, segnalando tempestivamente a SOS Goletta eventuali scarichi o sostanze sospette nel Mare nostrum.

Alessandro Graziadei

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