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Italia: la prima campagna di raccolta fondi che non ti chiede un Euro

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Dal 1 marzo 2012 la Lira andrà definitivamente in pensione. Le stime però dicono che ce ne sono ancora molte in circolazione. Dove sono queste lire? Quanti sono gli italiani che conservano ancora degli esemplari della vecchia moneta? E soprattutto, come far tornare a vivere virtuosamente nel tempo la lira nonostante l’annunciata uscita di scena? Ecco una soluzione che ci ricorda come l’ultima Lira potrebbe essere quella più solidale.

“L’ultima lira. Una buona azione non costa nulla” è, infatti, uno degli slogan coniati per promuovere una vasta campagna di raccolta delle Lire italiane prima che perdano definitivamente il loro valore a fine febbraio 2012. Promossa da Prosolidar (il Fondo nazionale del settore del credito per progetti di solidarietà), insieme a Biblioteca Vaticana, Emergency, Terre des Hommes e Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (Unhcr), la campagna si pone l’obiettivo di invitare tutti gli italiani a donare fino al 31 gennaio 2012 le proprie Lire per finanziare importanti progetti di solidarietà e cultura.

Un’iniziativa unica che non insegue solo degli spiccioli, ma un vero e proprio tesoretto. Secondo una stima della Banca d’Italia ripresa dall’Unhcr, mancano all'appello, cioè al cambio con l'euro, “ben 2.500 miliardi di lire cioè 1,3 miliardi di euro, soldi che fra qualche mese non sarà più possibile commutare”. Fra tutti i tagli di banconote in Lire sono decisamente al primo posto quelle da mille con 196,2 milioni di pezzi equivalenti a ben 196 miliardi di Lire, seguite dai circa 12 milioni di pezzi dei biglietti da 100 mila per un totale di 1.190 miliardi di Lire. Anche per i tagli da 500 mila Lire i numeri sono considerevoli: ne risultano in circolazione 300 mila pezzi per un valore di 150 miliardi di Lire. A fine agosto 2009, sempre secondo i dati Bankitalia circolavano ancora 40,6 milioni di pezzi per le 10 mila; 30,9 milioni di pezzi per le 5 mila e 21,6 milioni per il taglio da 2 mila Lire.

Così, anche se negli anni il processo di rientro in banca è rallentato e fra il 2009 e il 2010 si è registrata addirittura una vera e propria frenata, tanto da far ipotizzare che all'ultima chiamata di fine febbraio 2012 saranno molte le banconote che mancheranno all'appello, le aspettative degli ideatori sono alte. “Ad oggi, presso ciascuna delle 55 tesorerie provinciali della banca d’Italia - ha spiegato Unhcr - si cambiano Lire per 2 mila Euro al giorno. Con questo ritmo, quindi, alla scadenza si arriverebbe a convertire poco più di 10 milioni di Euro: una parte irrisoria rispetto alle Lire potenzialmente disponibili, ma importantissima per il foundraising della campagna” e per le quali Prosolidar, nato con una intesa bilaterale nel 2005 e alimentato in modo paritetico da aziende e lavoratori, ha immaginato un nuovo destino virtuoso lanciando la campagna “L'ultima lira”.

“L'obiettivo è ambizioso - ha sottolineato Edgardo Iozia presidente di Prosolidar - con L'Ultima Lira vogliamo raccogliere il maggior numero possibile di fondi per realizzare importanti progetti di solidarietà e cultura in Italia e in altre parti del mondo. Siamo convinti che l'iniziativa sarà accolta favorevolmente da tutti coloro che vorranno concedere una seconda vita virtuosa alla vecchia moneta, consentendole di essere, per l'ultima volta, un mezzo fondamentale per aiutare chi ha bisogno”. In questo modo con un’alleanza forse inedita, ma certamente vincente e quanto mai opportuna, la vasta gamma dei bisogni dell’umanità, a cui la solidale campagna cerca di recare aiuto, viene a comprendere anche il sostegno a un’istituzione culturale come la Biblioteca Vaticana.

Con i capitali recuperati dalle Lire dormienti, infatti si potrà dare vita a cinque iniziative che i promotori avvieranno nel 2012. La prima è promossa dalla stessa Prosolidar e punta a costruire un “Centro verde urbano” a Napoli, restituendo alla città i beni confiscati alla criminalità organizzata. Si creerà così un sistema di orti urbani che porterà nuove opportunità di lavoro e un approvvigionamento di cibo fresco per la comunità. Mentre in una villa di Posillipo sequestrata anni fa a un boss della camorra e affidata all’associazione Libera e alla cooperativa Orsa Maggiore, si terranno corsi di formazione su stili di vita sostenibili, giardinaggio e agricoltura urbana. La Biblioteca Vaticana, invece, attrezzerà l’antico Salone Sistino per farne una nuova sala di lettura, favorendo così l’accesso ai numerosi studiosi provenienti da tutto il mondo e ampliando la consultazione dei preziosi volumi custoditi. L’associazione umanitaria Emergency utilizzerà le Lire per sostenere il Centro pediatrico di Bangui che nella Repubblica Centrafricana (Paese nel quale la speranza di vita è di soli 44 anni e il tasso di mortalità infantile è di 115 decessi ogni 1.000 nati vivi) cura i bambini fino a quattordici anni, svolgendo anche un’attività di educazione igienico-sanitaria rivolta anche alle famiglie. Terre des Hommes fornirà cibo, cure mediche, sostegno psicologico e protezione dalle violenze a oltre 3 mila bambini attraverso le “Case del Sole”: centri dedicati all’infanzia presenti in Namibia, Mozambico, Costa d’Avorio, Bangladesh, Palestina, Ecuador e Haiti. L’Unhcr, infine, fornirà aiuti umanitari alla popolazione somala, colpita dalla peggiore carestia degli ultimi 60 anni e teatro di un drammatico esodo: dall’inizio dell’anno oltre 118 mila somali sono fuggiti in Kenya e 96 mila hanno trovato rifugio in Etiopia. Per loro saranno acquistate provviste di latte terapeutico per i bambini e kit medici composti da bende, garze e antibiotici.

Ma come sarà possibile inserire le proprie Lire in questo circuito virtuoso? “Semplice - ha concluso il presidente del Prosolidar a nome di tutte e cinque le realtà che beneficeranno della raccolta fondi - basta recarsi in banca, entro il 31 gennaio 2012, portando con sé le Lire dimenticate in una busta. Ci si potrà rivolgere a uno dei circa 18.000 sportelli bancari che in tutta Italia fanno capo a Intesa Sanpaolo, UniCredit Group, Monte Paschi di Siena, UBI Banca, Banco Popolare, BNL-BNP Paribas, Banca Popolare di Sondrio e Banca del Piemonte”.

Insomma, possiamo lasciarle appese dentro una cornice, dimenticate in un cassetto o in una vecchia giacca, oppure conservarle in attesa che il loro valore numismatico cresca. Ma possiamo anche fare una scelta intelligente e solidale, diversa rispetto a quella di nostalgici e collezionisti, per far tornare a valere come e più di prima questo pezzo di carta e di storia italiana. Cosa aspettiamo allora a frugare nei cassetti? Del resto come dice Vincenzo Bellini dalle 5 mila Lire riprodotte sul sito de L’ultima Lira questa è “La prima campagna di raccolta fondi che non ti chiede un Euro”.

Alessandro Graziadei

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