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Italia: la associazioni ambientaliste protestano contro i tagli alle rinnovabili

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Energie rinnovabili - Foto: ©GreenMe.it

“Il Governo Berlusconi getta la maschera con un attacco senza precedenti alle fonti rinnovabili. Con la proposta di Decreto legislativo che verrà presentata domani (oggi per chi legge) dal Ministro Romani si vogliono fermare l’eolico, il solare, e le biomasse in Italia per dare spazio al nucleare”. Lo ha affermato ieri Rossella Muroni, direttore generale di Legambiente, partecipando alla conferenza stampa davanti al Ministero dello sviluppo economico convocata da un folto gruppo di associazioni ambientaliste e dell’industria delle rinnovabili tra cui Legambiente Greenpeace, Wwf, Fondazione per lo sviluppo sostenibile, Kyoto Club, Ises, Anev, Aper, Assoenergie futuro, Assosolare.

La preoccupazione è che il taglio degli incentivi e le limitazioni alle rinnovabili potrebbero realmente creare problemi al mercato internazionale bloccando finanziamenti e progetti per le energie da fonte alternativa. Legambiente ha analizzato nel dettaglio i contenuti della proposta di Decreto in attuazione della direttiva 2009/28/CE, che il ministro Romani presenterà oggi al Pre-Consiglio dei Ministri, che bloccherebbe inesorabilmente lo sviluppo delle energie rinnovabili in Italia: per il solare fotovoltaico il Decreto prevede un tetto a 8.000 MW, dopo il quale è previsto lo stop a qualsiasi incentivo.

“Un limite incomprensibile, pari al fotovoltaico installato nel solo 2010 dalla Germania che ha così superato i 18.000 MW installati complessivamente puntando, in poco tempo, a raddoppiare questi obiettivi per raggiungere i target previsti dall’Unione Europea al 2020” - sottolinea Legambiente. “Per l’eolico il taglio sarebbe retroattivo del 30% per gli incentivi in vigore nonostante l’Unione Europea abbia stabilito il divieto a qualsiasi intervento retroattivo proprio perché toglierebbe certezze agli investimenti delle imprese nel settore”. Il decreto prevede inoltre quello che Legambiente definisce “un fallimentare sistema di incentivi con aste per i nuovi impianti. Invece di ripensare gli attuali sistemi di incentivo, o copiare i migliori sistemi in vigore nei Paesi dove le rinnovabili stanno crescendo, si vuole introdurre in Italia il sistema delle aste che ha fallito in tutti i Paesi in cui è stato introdotto”.

Ma non è tutto. Il decreto preveder anche lo “stop ai regolamenti edilizi comunali e alle leggi regionali che spingono le rinnovabili in edilizia”. Il decreto, infatti, prevede il divieto di indicazioni “diverse o superiori” a quelle previste nel testo per le fonti rinnovabili in edilizia, con la conseguenza che i Comuni e le Regioni che già sono intervenute, in alcuni casi con indicazioni molto più ambiziose, dovranno fare un passo indietro senza poter, in alcun modo, intervenire in materia”.

“Questo Decreto, se non verrà cambiato, sarà un autentico schiaffo da parte di Romani nei confronti del Parlamento e della stessa Unione Europea – ha continuato Rossella Muroni. Dopo due mesi di audizioni e confronti in Parlamento, con l’approvazione di risoluzioni da parte di Camera e Senato che proponevano correttivi al primo testo presentato dal Governo, perché approvare un testo che non tiene in alcun conto queste proposte? Forse, allora, era questo l’obiettivo della campagna mediatica negativa condotta dal Governo in questi mesi contro le fonti rinnovabili? Per far partire il nucleare facendolo pagare ai cittadini in bolletta?”.

Analoghe preoccupazioni sono state espresse dal presidente del WWF Italia, Stefano Leoni. “Il decreto legislativo blocca-solare proposto dal dicastero dell’economia, che vuole porre un ‘tetto’ al fotovoltaico e bloccarne gli incentivi, fa’ andare l’Italia in controtendenza rispetto al mondo intero: così spegneremo il ‘nostro’ sole e tutta l’economia, ancora giovane, che ruota intorno alle rinnovabili. Secondo il “The Energy Report” recentemente presentato dal WWF “in quattro decenni potremmo avere delle economie floride e una società interamente alimentata da energia pulita, a basso costo e rinnovabile, nonché una qualità della vita decisamente migliore. Il rapporto è più che uno scenario – è un richiamo all’azione. Possiamo creare un futuro più pulito e rinnovabile, ma dobbiamo cominciare subito”. Il rapporto del WWF esclude la necessità del nucleare a livello globale e non considera tale tecnologia necessaria per fare a meno dei combustibili fossili.

Anche le associazioni per le energie rinnovabili hanno partecipato alla manifestazione contro il decreto governativo. Assosolare, Grid Parity Project e Asso Energie Future affermano che “E’ evidente che non vi sia alcuna intenzione da parte del Ministero dello Sviluppo Economico di sviluppare e sostenere in alcun modo le fonti rinnovabili, come richiesto dalla normativa europea. Si teme fortemente che tale impostazione sia data dall’aver recepito gli obiettivi comunitari di consumo di energia da fonti rinnovabili, come soglie invalicabili più che non come obiettivi da raggiungere e possibilmente superare in una logica di espansione del settore”.

“Con un tetto di impianti incentivabili fino al 2020 vicino alla soglia che si raggiungerà nell’arco di un anno, il fotovoltaico è destinato a chiudere i battenti - accusa Massimo Sapienza, presidente di Asso Energie Future. Sarebbe il secondo fallimento programmato dopo quello che ha messo in ginocchio l’industria e la ricerca italiane negli anni Ottanta. Dovremmo mandare a spasso 120 mila persone che lavorano, direttamente o indirettamente nel settore". Anche secondo Giovanni Battista Zorzoli, presidente di Ises Italia Paese “occorre prevedere nuovi e più avanzati target per il 2020 per non rallentare lo sviluppo di un settore che, al di là dei risultati conseguiti in termini energetici, rappresenta ormai una realtà economico-produttiva e occupazionale”. Secondo Zorzoli bisogna “sostituire l’ipotesi di adeguamento triennale degli incentivi con un meccanismo permanente per il loro adeguamento, correlato a parametri certi”.

Le associazioni intendo battersi per cambiare il provvedimento inviando al più presto le proprie osservazioni a Bruxelles, per denunciare come un Decreto che doveva attuare gli obiettivi di sviluppo delle rinnovabili, decisi dall’Unione Europea con una precisa Direttiva, ne blocchi invece lo sviluppo. “Una decisione – sostengono le associazioni – che costituirebbe la chiara smentita di quanto il Governo italiano si era impegnato a fare nel Piano Nazionale inviato solo pochi mesi fa a Bruxelles dove ben altri erano gli obiettivi e gli interventi previsti per attuare il target obbligatorio al 2020 del 17% di contributo delle fonti rinnovabili rispetto ai consumi finali”. [GB]

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