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Italia: il governo riapre i flussi per lavoratori extra-comunitari

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Lavoratori immigrati

Il 21 luglio il Consiglio dei Ministri ha deciso di avvalersi della possibilità di riaprire le quote dei flussi d'ingresso per lavoratori extra-comunitari per l'anno 2006, allo scopo di soddisfare le domande presentate dai datori di lavoro per l'impiego di cittadini extra-comunitari. Il ministro degli Interni, Giuliano Amato e della Solidarietà sociale Paolo Ferrero hanno illustrato in una conferenza stampa il provvedimento. Si è trattato di sanare la differenza tra le 520 mila domande presentate e i 170 mila permessi previsti dalla quota fissata dal governo precedente. Le persone che beneficeranno del decreto sono già in Italia e hanno tutti i requisiti, cioè un posto di lavoro e un alloggio, previsti dalla legge Bossi-Fini - comunica MIGRA, l'Osservatorio per le discriminazioni degli immigrati sul lavoro di Trento.

In merito il Copagri (confederazione produttori agricoli) ha chiesto di semplificare le procedure per non vanificare il provvedimento. "Servono procedure semplici per favorire l'attuazione del nuovo decreto flussi" - ha chiesto il Copagri, confederazione produttori agricoli, in seguito alla riunione di oggi al Ministero della solidarietà sociale inerente l'attuazione del provvedimento per l'ingresso in Italia di altri 350mila lavoratori extracomunitari.

Dall'incontro di oggi è emerso che è reale il rischio di un rallentamento per le procedure burocratiche che vanificherebbe il provvedimento. Per questo motivo, la confederazione, si legge in un comunicato, accoglie positivamente l'invito alla massima collaborazione da parte del ministro della Solidarietà sociale, Paolo Ferrero. Copagri sostiene inoltre l'urgenza di procedere con una regolarizzazione, cosa che "sottintende la presa d'atto, da parte del Governo, dei flussi di lavoratori presenti in Italia". La confederazione sottolinea, tuttavia, come anche questa iniziativa non risolverebbe il problema in assenza di un atto di coraggio del Governo per rimediare alle questioni del transito in entrata e uscita prima della regolarizzazione dei lavoratori immigrati e auspica "un impegno trasversale del mondo produttivo e sociale italiano.

E ieri a Roma si è tenuto un incontro tra il sottosegretario all'immigrazione Marcella Lucidi, la sen. Simonetta Rubinato e i rappresentanti delle associazioni trevigiane Anolf-Cisl e Fratelli d'Italia, rispettivamente Franco Marcuzzo e Gianni Rasera. Sul tavolo una proposta su cui stanno lavorando da tempo le due associazioni trevigiane per una nuova gestione delle pratiche burocratiche degli immigrati che assegni ai Comuni un ruolo da protagonisti. La proposta intende sgravare la Questura del carico burocratico relativo al rilascio/rinnovo dei permessi di soggiorno gestibile anche da altri uffici, in modo che la stessa possa svolgere con agio l'attività di controllo del territorio che le è propria.

L'ipotesi progettuale su cui si è avviato il confronto con il sottosegretario Lucidi - informa una nota - prevede la creazione in provincia di Treviso di quattro poli, che facciano capo a Comuni in convenzione o a consorzi di Comuni, a cui affidare la parte burocratico-amministrativa della gestione delle pratiche di rinnovo. Lucidi in questi giorni sta studiando la possibilità di concedere una proroga del permesso di soggiorno durante il periodo che va dalla presentazione della domanda di rinnovo al rinnovo stesso per evitare che in quel lasso di tempo, spesso lungo anche un anno, l'immigrato viva sospeso in un limbo senza diritti: su invito della sen. Rubinato si è detta disposta a recarsi a Treviso, in settembre, per sedere intorno a un tavolo con le istituzioni locali per verificare la possibilità di avviare concretamente la sperimentazione. [GB]

Fonte: MIGRA, Osservatorio per le discriminazioni degli immigrati sul lavoro.

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