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Italia: il Ministero ribadisce il “divieto di segnalazione” sanitaria degli irregolari

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Una protesta dei medici nei mesi scorsi - Foto: Gazzetta di Mantova

"Permane il divieto di segnalazione da parte di tutti gli operatori degli stranieri irregolari che si rechino presso le strutture sanitarie". Lo ribadisce una circolare del Ministero dell’Interno (in .pdf) che recepisce la richiesta di chiarimento avanzata nei mesi scorsi dalla campagna "Divieto di Segnalazione"

l Ministero dell’Interno ha infatti diramato il primo dicembre, una circolare firmata dal Capo Dipartimento per le Libertà Civili e l'Immigrazione Mario Morcone, che recepisce la richiesta di chiarimento avanzata da Medici Senza Frontiere (MSF), Società Italiana di Medicina delle Migrazioni (SIMM), Associazione Studi Giuridici sull'Immigrazione (ASGI) e Osservatorio Italiano di Salute Globale (OISG), nell’ambito della Campagna Divieto di Segnalazione.

La circolare ribadisce la permanenza del divieto di segnalazione da parte di tutti gli operatori, degli stranieri irregolari che si rechino presso le strutture sanitarie. Il cosiddetto "pacchetto sicurezza" (Disposizioni in materia di sicurezza pubblica" che è stato approvato con voto di fiducia dal Parlamento ai primi di luglio ed è entrato in vigore l'8 agosto scorso), infatti, nonostante l’introduzione del reato di ingresso e soggiorno irregolare ha mantenuto in vigore il dispositivo previsto dal comma 5 dell’articolo 35 del Testo Unico sull’immigrazione in cui si vieta espressamente la segnalazione dei cosiddetti migranti irregolari (si veda "l'analisi giuridica in .pdf fatta dalla campagna sul "pacchetto sicurezza").

"Questa circolare mette fine a quei dubbi interpretativi che avevano già spinto 14 Regioni ed una Provincia Autonoma ad emanare note di chiarimento sul divieto di segnalazione nei mesi scorsi" - commenta la campagna. MSF, SIMM,OISG, ASGI esprimono "soddisfazione" per la conclusione di una campagna iniziata dieci mesi fa dal titolo emblematico, “Siamo medici e infermieri non siamo spie”, che ha visto coinvolti gli ordini professionali degli operatori sanitari, sindacati, settori della società civile, organizzazioni no profit e semplici cittadini che si sono mobilitati più volte contro l’abrogazione del “divieto di segnalazione”.

"Sarà ora necessario - sottolineano le associazioni - che il contenuto della circolare venga reso noto in modo capillare presso tutte le strutture sanitarie, anche con la partecipazione degli ordini professionali e dei sindacati di categoria, nonché che ogni iniziativa opportuna venga assunta per ristabilire un clima di fiducia nell'accesso alle strutture sanitarie, con gli evidenti benefici sulla salute pubblica che ciò comporta".

Nel corso del 2009, infatti, sono state 14 sono le Regioni assieme ad alla Provincia Autonoma di Bolzano che hanno voluto chiarire come il divieto di segnalazione (e quindi di denuncia) di un immigrato senza permesso di soggiorno che utilizzi le strutture sanitarie, sia tuttora in vigore. Nei provvedimenti adottati hanno sostanzialmente indicato (in vari modi e forme) che il personale (medico, paramedico, professionale, amministrativo, tecnico, operatori sociali, mediatori culturali, nonchè personale di polizia presente presso la struttura sanitaria che non può procedere a controlli o all'acquisizione di informazioni sui pazienti stranieri relative alla regolarità del loro soggiorno in Italia) che opera nelle strutture sanitarie, pur rivestendo la qualifica di pubblico ufficiale o incaricato di pubblico servizio, è tuttora sottoposto all'obbligo del rispetto del divieto di segnalazione come previsto dall'art. 35, comma 5 del D. lgs n. 286/98. [GB]

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