Iran: scontata vittoria dei conservatori

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Il presidente dell'Iran Khatami © Radio Netherlands

Violente contestazioni hanno accolto in Iran la pubblicazione dei risultati delle elezioni parlamentari di venerdì dove almeno otto persone sono morte. Ne danno notizia fonti locali e l'agenzia studentesca Isna. Il ministero dell'Interno conferma la partecipazione del 50,57%, la più bassa dopo la Rivoluzione islamica del 1979.

A partire da venerdì le autorità iraniane hanno iniziato a rendere noti i primi dati sulla tornata elettorale tenutasi in Iran. Scontata la vittoria dei conservatori dopo che il Consiglio dei Guardiani, istituzione non eletta a tutela del regime degli Ayatollah, aveva cancellato dalle liste molti candidati riformisti. Molti altri hanno chiamato al boicottaggio delle urne.

Cruciale in questo contesto è divenuta l'affluenza alle urne. Quattro anni fa i riformisti avevano vinto con una affluenza alle urne del 67%. Oggi indicando quel 50,57%, la più bassa dopo la Rivoluzione islamica del 1979, affermano che la maggior parte degli iraniani è con loro. Nonostante questo i conservatori festeggiano: l'astensionismo non è stato altissimo e loro hanno ottenuto una maggioranza netta in Parlamento.

Certo questa tornata elettorale è stata caratterizzata da grosse irregolarità. Denunciate sia dall'Unione Europea che dagli Stati Uniti. Radio Netherland ricorda come i conservatori abbiano giocato a proprio favore queste critiche. Le hanno definite "interferenze straniere" ed hanno invitato, recandosi alle urne a "schiaffeggiare gli Stati Uniti in viso".

"Certo è che i più pragmatici tra i conservatori sono ben consapevoli che molti iraniani non sono con loro" - ricordano sempre i giornalisti dell'emittente olandese. Intanto il Presidente riformista Khatami, il cui spettro d'azione era già fortemente limitato pur avendo la maggioranza in Parlamento, si prepara a 16 mesi che lo separano dal termine del suo mandato senza alcun spazio di manovra. [DS]

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