In ricordo di Massimo Paolicelli: un saluto di pace

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Massimo nella foto della campagna "Taglia le ali alle armi"

Ci ha lasciato venerdì scorso, dopo una lunga malattia, Massimo Paolicelli. Un uomo di pace. Mite e buono. Tenace nel suo impegno per la pace, la nonviolenza, l’obiezione di coscienza contro le folli spese militari, per l’ambiente. Unimondo, di cui Massimo è stato collaboratore e protagonista in numerosi articoli, lo vuole ricordare con una foto e alcune significative parole.

La foto è una delle tante in cui indossa la nostra maglietta contro l’acquisto dei cacciabombardieri F-35. Gliela regalammo qualche anno fa a Firenze in occasione di Terra Futura: la indossò subito e la indossava ogni volta che c’era una manifestazione contro le spese militari. Le parole sono quelle con le quali lo ha salutato sua moglie Dora, gli amici di molte associazioni. E quelle con cui Massimo si è voluto congedare dalla famiglia a da tutti noi. Ci resterai nel cuore, Massimo, un forte abbraccio e… un saluto di pace!

 

Chi era Massimo?

Come scrive l’edizione romana de “la Repubblica”, Massimo è stato fin da giovanissimo – era nato nel 1965 a Monterotondo (Roma) – “uno dei protagonisti del movimento pacifista e ambientalista a Roma. Nato nel 1965 a Monterotondo, era sposato con due figli. Giornalista pubblicista, aveva lavorato all’ufficio legislativo del Gruppo dei Verdi alla Camera dei Deputati dove aveva seguito la politica estera e la difesa. Aveva svolto il servizio civile presso la Caritas Diocesana di Roma, dove poi ha lavorato per diversi anni.

Nella seconda metà degli anni’80 con la Lega Obiettori di Coscienza (LOC) – di cui è stato tesoriere e segretario nazionale - si impegnò nella campagna per ottenere una nuova legge che sottraesse gli obiettori alla giurisdizione del ministero della Difesa (gli obiettori erano sotto la legge militare) e che equiparasse la durata del servizio civile sostitutivo (allora di 20 mesi) alla durata della leva che era di 12 mesi. “Massimo a Roma teneva i contatti con i parlamentari e il suo lavoro fu molto importante per la riuscita della campagna” - scrive Vittorio Agnoletto.

E’ stato tra i fondatori dell’Associazione Obiettori Nonviolenti, della quale era presidente nazionale. Ha svolto due mandati nella Consulta nazionale per il servizio civile presso l’Ufficio per il servizio civile della Presidenza del Consiglio. Faceva parte del Comitato per la difesa civile non armata e nonviolenta presso il Ministero della Solidarietà Sociale. Ha collaborato come esperto sui temi delle spese militari alla campagna Sbilanciamoci! ed alla Rete Italiana per il Disarmo di cui è stato uno dei fondatori. Svolgeva attività di volontariato presso l’Associazione Gruppo Amico, che nella parrocchia di San Pio X alla Balduina si occupa di accoglienza e di socializzazione delle persone disabili, dove per diversi anni ha animato un laboratorio giornalistico ed uno di fotografia.

Tutta la sua vita è stata segnata dall’impegno pacifista, nonviolento e antimilitarista che si è concretizzata anche, come giornalista pubblicista, nella collaborazione con numerose testate per pubblicazioni sulla pace e sull’obiezione di coscienza tra cui l’agenda dei “Comportamenti di pace”.

 

Il saluto della moglie Dora

Massimo non c'è più. Mi ha detto di dirvi che è sereno e ringrazia tutti perchè la sua vita è stata bella, felice e ricca di affetti familiari e di amici. Ha combattuto le battaglie in cui credeva. Non vuole fiori, chi vuole può contribuire alle sue battaglie: un contributo ad ANTEA perchè la vita va vissuta fino all'ultima goccia, o un contributo a Sbilanciamoci! o Rete per il Disarmo.

Sarebbe bello dedicargli un F35 in meno.

Come diceva lui: Saluti di pace.

 

L’ultimo saluto di Massimo

Cari Dora, Damiano, Margherita, mamma, papà, Tania, Andrea e Margherita, parenti ed amici tutti,

essere cosciente che il passaggio dalla vita terrena a quella ….... da un lato porta alcune angosce, ma dall'altro offre alcune opportunità irripetibili.

Innanzitutto voglio ringraziare tutti per come mi siete stati vicini in questo periodo, qualsiasi gesto è stato fortemente apprezzato. In particolare Dora; una moglie eccezionale, sono orgoglioso di aver percorso con lei un bel pezzo di cammino della mia vita. Damiano e Margherita: i miei "cuccioli", luce della mia vita. Oggi questa catena deve stringersi ancora di più intorno a Dora, Damiano e Margherita...

Voglio lasciarvi non con la tristezza di un addio, ma con una speranza. Durante il periodo della malattia ho avuto l'opportunità di riflettere molto e sono arrivato alla conclusione che questo è un forte segnale venuto da Nostro Signore!

Viviamo il nostro quotidiano assecondando un assurdo sistema frenetico produttivo che non è nostro naturale, che dovrebbe dare migliore qualità della vita basato sull'affetto dei nostri cari e dei nostri amici ed una maggiore vicinanza a Dio. Dio ha voluto darmi uno stop: vivere intensamente questo ultimo periodo della mia vita riavvicinandomi con qualità al quotidiano, imparando ad apprezzare meglio ogni dono che viene dal Padre Nostro.

Per questo spero che tra i tanti semi di pace, solidarietà ed amore che ho vissuto che ho seminato in questa mia breve vita ci sia anche l'invito a non aspettare una malattia per capire le priorità della vita. Tante gocce possono scalfire la roccia, cerchiamo di scalfire la roccia dell'indifferenza e dell'egoismo e costruiamo, in nome di Dio, un mondo di giustizia, pace e solidarietà.
Ciao, Massimo

 

Il saluto a Massimo di alcune associazioni

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