Il 2017 che verrà

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Manca pochissimo ormai al countdown di fine anno. Spumante e panettone troneggiano a fianco dell’albero di Natale illuminato a intermittenza ma privo di regali, già portati in dono a familiari e amici. E se il bilancio di questo 2016 poggia ormai quasi esclusivamente sul vissuto personale, per il 2017 ci si affida ancora a quegli appuntamenti, anniversari, impegni fissati a livello nazionale e globale di cui si fornirà di seguito un rapido riepilogo.

Forte attesa c’è senz’altro per il 20 gennaio quando si terrà la cerimonia di avvio della presidenza di Donald Trump, eletto 45° presidente degli Stati Uniti d’America. La cosiddetta “inauguration” si preannuncia di tenore ben diverso rispetto a quella grandiosa di Barack Obama del 2009 e sta già dando alcune grane al neo-eletto presidente, non solo alle prese con uno scarso appoggio da parte delle stelle del panorama musicale e di Hollywood da coinvolgere nei consueti festeggiamenti di inizio mandato ma anche con numerosi manifestanti che si stanno dando appuntamento a Washington per continuare le proteste contro il magnate avviate già all’indomani dei risultati del voto.

Di scontri elettorali alla ricerca di consenso popolare sarà ricca anche l’Europa. Il 23 aprile si terrà il primo turno delle elezioni presidenziali francesi in un confronto tra Marine Le Pen del Fronte Nazionale, François Fillon per i Repubblicani e, probabilmente, Manuel Manuel Valls per i Socialisti; François Hollande, che non ha convinto affatto nel suo mandato, ha deciso di non ricandidarsi visto che i sondaggi lo accreditano come il presidente meno amato dai francesi. A settembre saranno invece i cittadini tedeschi a essere chiamati alle urne per eleggere il nuovo Cancelliere: Angela Merkel si candida al suo quarto mandato ma la proposta alternativa dei socialdemocratici con la candidatura dell’attuale presidente del Parlamento Europeo Martin Schultz potrebbe rendere ben più difficile che in passato il suo rinnovo nella carica. Seppur non è stata ancora determinata una chiara road map dopo la crisi di governo italiana a seguito delle dimissioni del premier Renzi rassegnate a fronte del netto risultato referendario del 4 dicembre, nel corso del 2017 si andrà senz’altro a votare per il nuovo parlamento: la riformulazione della legge elettorale resta il nodo cruciale delle decisioni che saranno prese in queste settimane da parte del nuovo governo guidato da Paolo Gentiloni.

Fuor da elezioni saranno inoltre determinanti alcuni processi innescati nel corso del 2016: in primis la Brexit, ossia il processo di uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea che dovrebbe concludersi in massimo 2 anni dalla manifestata dichiarazione popolare di secessione dall’UE. Le contraddizioni emerse nel fronte dell’“Exit” all’indomani del referendum del 24 giugno, l’intervento della Corte Costituzionale sulla consultazione popolare e le effettive difficoltà che incontrerebbe la Gran Bretagna sul piano finanziario, commerciale e anche demografico restano elementi di attenta valutazione ma sinora di nessun soluzione; tuttavia, nel corso del 2017, questi dovranno essere obiettivamente sciolti. Circostanza vuole che il 25 marzo di quest’anno ricorra il 60esimo anniversario dei Trattati di Roma, attraverso i quali nel 1957 sono state istituite la Comunità Economica Europea (CEE) e la Comunità Europea dell’Energia Atomica (CEEA), i primi mattoni dell’architettura che avrebbe condotto alla costruzione dell’Unione. A 60 anni dall’Europa unita lo scricchiolio che la Brexit conferisce così come gli agitati venti dell’euroscetticismo indurrebbero un severo piano di azione e di rinnovamento: purtroppo, come già detto, proprio i Paesi fondatori dell’UE nel corso del 2017 saranno più impegnati a guardare al voto nazionale che alle istanze di rinnovamento della vision europea, assenti da troppo tempo. L’accordo internazionale sul clima resta un tema di confronto e discussione mondiale: la coincidenza temporale della Conferenza mondiale sul clima di Marrakesh (COP22) e dell’elezione del presidente Trump, in campagna elettorale fautore di tesi negazioniste dell’esistenza di cambiamenti climatici mondiali, induce a prevedere un dietrofront dell’impegno preso dalla presidenza Obama a Parigi nel dicembre 2015 di una riduzione delle emissioni statunitensi di anidride carbonica. La 23° Conferenza ONU sul Clima si terrà a fine 2017 nelle Isole Fiji: per allora un chiarimento degli impegni presi dai principali Paesi industriali al mondo è d’obbligo.

Due anniversari storici di eccezione ci attendono inoltre il prossimo anno. Il 7 novembre ricorre il centesimo anniversario della Rivoluzione bolscevica, che ha segnato un cambiamento determinante nella storia politica-economica-sociale del mondo. Il mondo del protestantesimo si appresta invece a celebrare i 500 anni delle 95 tesi di Martin Lutero, secondo la tradizione affisse dal monaco alla porta della chiesta del Castello di Wittemberg il 31 ottobre 1517, e che segnarono la più profonda spaccatura all’interno della religione cristiana. A questi si può aggiungere il centenario della prima apparizione della Vergine a Fatima ai tre pastorelli, Lucia, Giacinta e Francesco: per l’occasione, il 13 maggio 2017 è già prevista la visita di Papa Francesco al santuario portoghese, meta ogni anno di milioni di fedeli in pellegrinaggio.

Nel 2017 non mancheranno inoltre eventi collegati al centenario della nascita del presidente John Fitzgerald Kennedy (29 maggio 1917), al 50enario della morte di Ernesto Che Guevara (9 ottobre 1967), e ai 25 anni dal tragico attentato in cui trovò la morte il giudice Giovanni Falcone (23 maggio 1992). A livello letterario, i 150 anni dalla nascita di Luigi Pirandello (28 giugno 1867) si uniranno ai 150 anni dalla morte di Charles Baudelaire (31 agosto 1867) e ai 200 anni dalla morte di Jane Austen (18 luglio 1817), e nel settore più propriamente artistico, ai 50 anni dalla morte di René Magritte (15 agosto 1967) e ai 100 anni dalla morte di Edgar Degas (27 settembre 1917). Nel corso dell’anno saranno di certo ricordati la scienziata Marie Curie a 150 anni dalla sua nascita (7 novembre 1867), don Lorenzo Milani a 50 anni dalla sua morte (26 giugno 1967) e il filosofo Leibniz nel terzo centenario dalla sua morte (14 novembre 1716).

Le occasioni per ricordare, riflettere e fare memoria come sempre sono numerose. Non resta dunque che attendere il nuovo anno con il consueto brindisi e tenere sott’occhio il calendario di questo 2017!

Miriam Rossi

Miriam Rossi (Viterbo, 1981). Dottoressa di ricerca in Storia delle Relazioni e delle Organizzazioni Internazionali, è esperta di diritti umani, ONU e politica internazionale e autrice di diversi saggi scientifici e di una monografia in materia. Attualmente impegnata nel campo della cooperazione internazionale, è referente per l’associazione COOPI Trentino e collabora con altre realtà del Terzo Settore a livello di formazione, progettazione e comunicazione.

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