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I confini della libertà economica

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Il logo del Festival 2011

“I confini della libertà economica”. È l’affascinante e quanto mai attuale tema del Festival dell’economia di Trento, che quest’anno «si dilata nello spazio e nel tempo», sottolineano gli organizzatori. Ai quattro tradizionali giorni di incontri tra economisti, operatori dell’informazione, statistici, studiosi e studenti, a Trento dal 2 al 5 giugno, si aggiungono infatti due anteprime. Il 26 maggio sempre Trento avrà l’occasione di ascoltare una lectio del premio Nobel per l’economia Amartya Sen, un evento in collaborazione con la Federazione trentina della Cooperazione. Il 28 maggio il Festival si sposta per la prima volta a Napoli, con un appuntamento per discutere su “Il sommerso e l’economia da svelare”, presso le suggestive e significative “catacombe”, a cura della Fondazione Ahref e della Fondazione per il Sud. E durante il festival anche la città di Rovereto ospiterà alcuni appuntamenti, oltre a proporre una notte verde, fra il 4 e il 5 giugno dedicata alla sostenibilità ambientale.

Un cartellone ricco di stimoli e di appuntamenti quello del Festival, giunto alla sesta edizione: 40 incontri nel programma principale e 36 in quello partecipato. «Il nostro è un tempo di ridefinizione dei confini» ha detto Lucia Maestri, assessore alla cultura di Trento, durante la conferenza stampa di presentazione del Festival, il 20 aprile a Milano. «I confini delimitano uno spazio, segnano un’appartenenza. Ma quanto mai oggi le frontiere sono mobili, instabili».

«La crisi economico finanziaria ha rimesso in discussione i confini fra iniziativa privata a ruolo dello stato» afferma Tito Boeri, responsabile scientifico del Festival. «Alcuni temi finora considerati tabù, come l’intervento regolatore dello stato nell’economia, oggi sono oggetto di una vivace discussione». In Europa i governi stanno ridefinendo in modi diversi i confini fra pubblico e privato. «Alcuni governi, tra cui quello italiano» prosegue Boeri «si propongono di ridurre il ruolo dello Stato nell’assistenza sociale, coinvolgendo in prima persona il cosiddetto terzo settore, passando dal “Welfare State” alla cosiddetta “Welfare Society” o alla “Big Society”.

Viene invocato il ruolo della famiglia come ammortizzatore sociale, in grado di attutire i costi di una crisi tutt’altro che superata. Si ridiscutono e ridisegnano i confini tra pubblico e privato anche dove in passato c’era stata una avanzata pressoché inarrestabile dell’intervento pubblico, come nella scuola, nell’università e nella sanità. Ma nonostante queste scelte più o meno giustificate dallo stato dei conti pubblici sarebbe sbagliato concludere che è in atto ovunque un processo di arretramento del ruolo dell'intervento pubblico in economia. Al contrario, aumentano le aree regolamentate in cui vengono imposti limiti alla libera iniziativa privata».

Al festival se ne discuterà con grandi economisti tra i quali Bill Easterly, Zygmunt Bauman, Alan Krueger, Philippe Aghion, Dani Rodrik, Esther Duflo. Molti anche i protagonisti del dibattito politico ed economico, italiano e internazionale, da Enrico Bondi, artefice del risanamento della Parmalat, al presidente dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato Antonio Catricalà, il segretario della Cgil Susanna Camusso, il ministro dell'Interno Roberto Maroni, il presidente dell’Istat Enrico Giovannini, il procuratore Giancarlo Caselli, il primo presidente della Repubblica Ceca Vaclav Havel, Emma Bonino.

Nella sezione “Incontri con l'autore”, coordinata da Tonia Mastrobuoni, sono previsti dibattiti con Roger Abravanel, Lucio Caracciolo, Andrea Carandini, Maurizio Ferraris, Giovanni Floris, Paolo Legrenzi, Ivan Lo Bello, Corrado Passero, Marco Revelli, Bruno Tabacci. Una sezione del Festival è dedicata ai protagonisti dell'economia trentina, provincia che spicca non soltanto a livello italiano, ma anche tra le regioni europee. Vari gli eventi in piazza, la maggior parte di carattere scientifico, qualcuno dedicato ai bambini; previste una rassegna cinematografica e alcune mostre.

Anche quest’anno la giuria degli studenti verrà chiamata a pronunciarsi su alcuni temi caldi del momento, schierandosi “Pro o contro”. Si dibatterà della regolamentazione della prostituzione, della libertà degli atenei di aumentare le tasse d’iscrizione all’università e della liberalizzazione dell’acqua. Insomma, sui “confini della libertà economica”.

 

Il programma non è ricco. Ma ricchissimo. Segnaliamo, tra i molti eventi, alcuni molto interessanti:

Emanuela Citterio e Fabio Pipinato

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