Hillary è il candidato della Macchina da Guerra

Stampa

Hillary Clinton - Foto: Serenoregis.org

Non ci sono dubbi che Hillary sia la candidata di Wall Street. Tuttavia anche più pericoloso è che sia il candidato del complesso industriale-militare. Ed è sbagliato pensare che sia inadatta sulle questioni delle multinazionali ma abile per quanto riguarda la sicurezza nazionale. La sua cosiddetta “esperienza” in politica estera è stata quella di appoggiare tutte le guerre che sono state richieste dallo stato di sicurezza totale statunitense, gestito dall’apparato militare e dalla CIA.

Gli stretti rapporti di Hillary e Bill Clinton con Wall Street contribuirono ad alimentare due bolle finanziarie (1999-2000 e 2005-2008) e la Grande Recessione che seguì il tracollo di Lehman. Negli anni ’90 essi spinsero per la deregolamentazione della finanza in favore dei sostenitori della loro campagna elettorale, i quali a loro volta scatenarono i peggiori demoni della manipolazione finanziaria, delle attività finanziarie tossiche, della frode finanziaria e del collasso che infine ne seguì. Fu così che vinsero le elezioni e divennero straordinariamente ricchi.

Anche i legami di Hillary con il complesso militare-industriale sono inquietanti. Spesso si crede che i Repubblicani siano i neoconservatori e che i Democratici agiscano da deterrente contro i guerrafondai. Ma non è proprio così. In entrambi i partiti esiste una divisione tra falchi neoconservatori e realisti più cauti, che non vogliono che gli Stati Uniti si avventurino in uno stato di guerra senza fine. Hillary è una convinta neocon e si è sempre schierata in favore delle imprese di guerra degli Stati Uniti e questo ci spiega in buona misura perché oggi la nostra sicurezza sia in pericolo.

Proprio come l’ultima presidenza Clinton preparò le condizioni che portarono al collasso finanziario, così preparò anche le condizioni di uno stato di guerra permanente. Il Decreto per la Liberazione dell’Iraq firmato dal Presidente Clinton il 31 Ottobre 1998 rese ufficiale la strategia statunitense di sostenere un “cambiamento di regime” in Iraq. Questa strategia prevedeva che il programma politico degli Stati Uniti avrebbe dovuto aiutare i tentativi per rimuovere dal potere il regime guidato da Saddam Hussein in Iraq, e promuovere la nascita di un governo democratico in sostituzione di quel regime.

Così si posero le basi per la Guerra in Iraq del 2003. Ovviamente nel 2003 Hillary era Senatrice, e fu una convinta sostenitrice della Guerra in Iraq, che è costata agli Stati Uniti trilioni di dollari, migliaia di vite, ed è stata più efficace di ogni altra decisione in politica estera nel far nascere l’ISIS e nel creare l’instabilità in Medio Oriente. A motivazione del suo voto, Hillary ripeté meccanicamente la propaganda fasulla della CIA:

“Nei quattro anni, dopo che gli ispettori lasciarono il Paese, i rapporti dei nostri servizi di informazione mostrano che Saddam Hussein ha provveduto a ricostituire le sue riserve di armi chimiche, a rafforzare la sua capacità di far uso di missili e il suo programma nucleare. Ha anche aiutato e dato ospitalità a terroristi, inclusi membri di Al Qaeda”.

Dopo il Decreto per la Liberazione dell’Iraq, nel 1999 arrivò la Guerra in Kosovo, durante la quale Bill Clinton fece intervenire la NATO a bombardare Belgrado, nel cuore dell’Europa, dando inizio ad altri dieci anni di sconvolgimento nei Balcani. Mentre era in viaggio in Africa, Hillary telefonò a Bill: ”Lo esortai a bombardare”, disse alla giornalista Lucinda Frank.

Il periodo in cui Hillary è stata Segretario di Stato è stato il più militarista e disastroso della storia moderna degli Stati Uniti. Ad ogni occasione Hillary è stata una risoluta sostenitrice dell’apparato militare-industriale e dei servizi di informazione, e ha contribuito a diffondere il caos iracheno lungo un’ area che si estende dal Mali all’Afghanistan. E si profilano due catastrofi ancora più grandi: la Libia e la Siria.

Hillary è stata molto criticata per la morte dei diplomatici statunitensi a Bengasi, ma il suo infaticabile incoraggiamento per deporre Muammar Gheddafi con i bombardamenti della NATO è un disastro di gran lunga più grave. Hillary favorì decisamente il cambio di regime in Libia guidato dalla NATO, non soltanto in violazione alla legge internazionale ma anche contro il più elementare buon senso. A seguito dei bombardamenti NATO, la Libia è scivolata in una guerra civile mentre forze paramilitari e grandi quantitativi di armi non messi in sicurezza dalla Libia si sono diffusi verso Ovest attraverso il Sahel africano e verso Est fino alla Siria. Il disastro libico ha generato la guerra in Mali, ha rifornito di armi Boko Haram in Nigeria e ha alimentato l’ISIS in Siria e in Iraq. Nel mentre Hillary trovava divertente dire di Gheddafi: “Siamo venuti, abbiamo visto, lui è morto.”

Forse il disastro supremo di questa lunga lista è stato l’incessante sostegno al cambio di regime in Siria, organizzato dalla CIA. Anche in questo caso Hillary ha accettato la versione della propaganda CIA, secondo la quale il cambio di regime per rimuovere Bashir al-Assad sarebbe stato rapido, privo di costi e coronato dal successo. Nell’Agosto 2011 Hillary condusse al disastro gli Stati Uniti con la dichiarazione che Assad doveva “togliersi di torno”, sostenuta dalle operazioni segrete della CIA.

Cinque anni dopo, non esiste luogo sulla terra che sia più devastato della Siria da una guerra interminabile, rappresentando costituisca una gravissima minaccia alla sicurezza degli Stati Uniti. Oltre 10 milioni di Siriani sono profughi, e i rifugiati muoiono affogati nel Mediterraneo, oppure indeboliscono la stabilità politica della Grecia, della Turchia e dell’Unione Europea. E in questa caotica situazione creata dalle operazioni segrete della CIA e dell’Arabia Saudita per rovesciare Assad, gli spazi vuoti sono stati riempiti dall’ISIS, che ha usato la Siria come base per sferrare attacchi terroristici su scala mondiale.

L’elenco delle sue scelte da incompetente e dell’attitudine belligerante si allunga. L’appoggio, in ogni occasione, di Hillary all’espansione della NATO, che comprende anche l’Ucraina e la Georgia contro ogni senso comune, ha comportato un dispiegamento di forze che è in violazione degli accordi presi nel 1991 in Europa alla fine della Guerra Fredda e ha provocato la violenta reazione della Russia sia in Georgia che in Ucraina. In qualità di Senatrice, Hillary nel 2008 ha approvato la Risoluzione 439 del Senato (2008-SR439) che prevede l’inclusione dell’Ucraina e della Georgia nella NATO. Quale Segretario di Stato è quindi stata responsabile della ripresa della Guerra Fredda con la Russia.

Difficile conoscere le cause profonde di questo record di disastri. E’ un errore cronico di valutazione? E’ la sua straordinaria fede nella macchina menzognera della CIA? E’ un ripetuto tentativo di dimostrare che, anche se Democratica, può essere più falco dei Repubblicani? E’ per soddisfare l’ala più intransigente dei finanziatori della sua campagna elettorale? Chi lo sa? Potrebbe essere un insieme di tutto questo. Ma qualsiasi siano le ragioni, ha collezionato un record di disastri. Forse più di chiunque altro, Hillary può asserire di avere alimentato la violenza che dall’Africa occidentale si estende all’Asia Centrale e che minaccia la sicurezza degli Stati Uniti.

Jeffrey Sachs  da Serenoregis.org

Ultime notizie

"Solo attraverso la comunità"

04 Dicembre 2016
Samuel Murage Kingori conferma che il motto del St. Martin CSA “solo attraverso la comunità” non è un semplice slogan, ma traduce l’essenza di una realtà. (Francesca Benciolini)

La FOCSIV premia il volontariato

03 Dicembre 2016
Vengono dall’Italia e dall’Africa i tre vincitori (più una menzione speciale) a cui è stato assegnato il premio FOCSIV giunto alla sua edizione numero 23. (Piergiorgio Cattani)

Alla rivoluzione in cabriolet!

02 Dicembre 2016
“C’è sicuramente di meglio e di peggio al mondo che vivere a Cuba. Ma niente che gli somigli”. (Alessandro Graziadei)

La giustizia climatica non può prescindere dall’attenzione sull’acqua

01 Dicembre 2016
Si è da poco chiusa la 22esima conferenza sul clima a Marrakech tra molte aspettative per i prossimi anni e il messaggio ribadito da scienziati dell’Ipcc, associazioni ambientaliste e società civil...

Di AIDS si muore ancora troppo

01 Dicembre 2016
Resta alta la mobilitazione nella Giornata mondiale contro l’AIDS. (Miriam Rossi)