Giornata della pace: iniziative per il controllo degli armamenti

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Oggi 21 settembre è la "Giornata internazionale della Pace". Indetta dall'Assemblea Generale dell'Onu nel 2001, la giornata invita tutte le nazioni e tutti i popoli di favorire la risoluzione pacifica dei conflitti e a deporre le armi cessando le ostilità per tutta la giornata.

Per l'occasione le fazioni in conflitto in Afghanistan si sono impegnate a rispettare la celebrazione deponendo le armi per consentire la vaccinazione antipolio di 1,3 milioni di bambini- informa l'Unicef che con l'Organizzazione mondiale della Sanità (Oms) e il Ministero della salute afghano ha promosso dal 19 al 21 settembre le Giornate nazionali di vaccinazione. "Oltre 10mila vaccinatori stanno visitando le aree del Sud e dell'Est del paese, per vaccinare i bambini contro la polio" - riporta l'Unicef. "Molte delle aree che i team di vaccinatori stanno raggiungendo in queste ore non erano state mai toccate dalle precedenti campagne di vaccinazione per mancanza di condizioni di sicurezza. Alcuni dei distretti non sono accessibili da due anni". Secondo alcune notizie diffuse, i Talebani hanno affermato che a tutti i ribelli è stato ordinato di proteggere il personale impegnato nella campagna di vaccinazione contro la polio. Oggi però un attentatore suicida ha colpito un convoglio che trasportava militari della Nato a Kabul uccidendo un soldato francese e ferendo diversi civili afghani.

In Svizzera una coalizione di 35 associazioni pacifiste ha presentato le 109mila firme necessarie per chiedere al governo di Berna una modifica della Costituzione federale per introdurre il "divieto di esportare materiale bellico" comprese le armi leggere. Il termine di consegna sarebbe scaduto alla fine dell'anno, ma la soglia delle centomila sottoscrizioni necessarie per la riuscita è stata superata molto prima. "Un successo che dimostra come molta gente nella Confederazione sia contraria alla partecipazione elvetica alla "guerra al terrorismo" - ha affermato il consigliere nazionale ecologista Josef Lang. Secondo i promotori, la maggior parte delle esportazioni svizzere di materiale bellico finiscono in mano a Paesi che partecipano alla guerra per accaparrarsi le fonti di materie prime in Iraq o in Afghanistan. Si tratta di un "commercio della morte" grazie al quale fabbricanti e fornitori in Svizzera realizzano profitti sulle spalle delle vittime di conflitti. Nel 2006, la Svizzera ha esportato armi per un totale di 400 milioni di franchi (quasi 245 milioni di euro).

In Italia è prossima al via la campagna "Un futuro senza atomiche" per la proposta di legge d'iniziativa popolare perché l'Italia si dichiari "zona libera da armi nucleari". Promossa da 54 associazioni pacifiste che il 25 luglio hanno depositato la proposta di legge in Cassazione, l'iniziativa partirà da Ghedi dove il sindaco locale e il suo omologo di Aviano, i due sindaci nei cui territori si trovano armi nucleari, firmeranno per primi la petizione popolare. L'iniziativa prosegue il 3 ottobre con il lancio della campagna nella Provincia di Monza-Brianza e il 4 in quella di Trento e quindi durante tutta la "Settimana della pace" (1-7 ottobre). Le adesioni sono aperte e l'invito è ora quello di creare comitati locali in più città possibili d'Italia.

E la campagna Control Arms sta mettendo a punto gli ultimi dettagli per presentare in ottobre alla 62ma Assemblea Generale dell'Onu la sintesi della "Consultazione popolare" svolta a partire dal gennaio 2007 dalla campagna in 50 nazioni a favore del "Trattato internazionale sul commercio di armi". Nei prossimi giorni i rappresentanti italiani della Campagna - promossa in Italia da Amnesty International e dalla Rete Disarmo - invieranno al Ministro degli Esteri, Massimo D'Alema, le oltre 10mila cartoline e petizioni raccolte in questi mesi che chiedono un sostegno più deciso dell'Italia al Trattato internazionale sul commercio di armi. [GB]

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