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Gaza: crimini di guerra e munizioni amputanti 'Dime' di Israele

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Gaza: ragazzi in fuga dai bombardamenti israeliani

Amnesty International ha scritto ieri al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite per chiedere "che si individuino le responsabilità per i crimini commessi nel corso del conflitto a Gaza e che si dispieghino osservatori sui diritti umani". Nella lettera, Amnesty International ha fatto appello al Consiglio di sicurezza affinché "porti avanti un'azione decisa per accertare la totale responsabilità per i crimini di guerra e le altre gravi violazioni del diritto internazionale dei diritti umani e del diritto umanitario". "I combattimenti nella regione proseguono, con le forze israeliane che continuano a lanciare attacchi contro i civili o obiettivi civili nella Striscia di Gaza così come altri attacchi sproporzionati. I gruppi armati palestinesi continuano a lanciare razzi contro i centri popolati israeliani. Il numero delle vittime civili cresce in modo preoccupante" - scrive Amnesty.

La Risoluzione 1860 del Consiglio di sicurezza chiede "un cessate il fuoco immediato, duraturo e pienamente rispettato", la fornitura senza ostacoli di aiuti umanitario e la riapertura degli accessi a Gaza. La risoluzione è stata approvata con 14 voti a favore e l'astensione degli Stati Uniti. "Tuttavia, la risoluzione ha mancato di affermare che le parti devono porre fine alle violazioni del diritto internazionale umanitario e dei diritti umani"- ha affermato Malcolm Smart, direttore del Programma Nord Africa e Medio Oriente di Amnesty International. "La risoluzione non ha fatto alcun riferimento alle numerose prove di crimini di guerra e di altre gravi violazioni del diritto internazionale né ha previsto un'inchiesta o preso in considerazione la necessità di chiamare i responsabili a rispondere delle proprie azioni" - conclude il comunicato di Amnesty.

Amnesty ha inoltre promosso un appello online con cui chiede al governo israeliano e ai leader di Hamas di cessare immediatamente tutti gli attacchi sui civili e di rispettare le richieste del diritto umanitario e del diritto internazionale dei diritti umani. "Amnesty International è fortemente preoccupata per l'aumento delle violazioni dei diritti umani nella Striscia di Gaza a seguito degli attacchi condotti da Israele" - riporta la petizione. "Negli ultimi giorni il conflitto si è ulteriormente intensificato con vittime civili in aumento giorno per giorno. A Gaza, scuole e università sono state prese di mira, mentre alla stampa e alle organizzazioni come la Croce Rossa è stato negato il completo accesso". Amnesty International è inoltre preoccupata per il lancio di razzi nel sud di Israele da parte dei gruppi armati palestinesi.

Intanto all'agenzia Misna la docente universitaria di genetica Paola Manduca riporta che "le ferite che vediamo oggi a Gaza sono identiche a quelle in Libano quando Israele utilizzò armi 'Dime' (Dense inerte metal explosive) e fosforo bianco". "Siamo in contatto con medici che operano anche nella Striscia di Gaza, abbiamo visto immagini, già fatto studi approfonditi sulle armi utilizzate dagli israeliani in Libano nel 2006 e siamo arrivati alla conclusione che le ferite che vediamo oggi a Gaza sono identiche a quelle in Libano; e allora vennero utilizzate 'Dime' e fosforo bianco" - ha dichiarato la ocente universitaria e rappresentante del 'New weapons committee' di Genova, un gruppo di accademici, ricercatori e studiosi di tutto il mondo che studia gli effetti degli ultimi ritrovati dell'industria bellica sugli individui e sulle popolazioni.

"I Dime – riporta la Manduca – sono un prodotto dell'industria americana di cui si conosce l'esistenza dal 2004 ma che teoricamente non dovrebbero essere in commercio se ci si attiene alle dichiarazioni ufficiali; in realtà il loro impiego nel 2006 da parte degli israeliani in Libano è stato accertato". La rappresentante del 'New weapons committee' spiega che i 'Dime' sono ordigni studiati per la guerra urbana e considerati dai loro ideatori 'strumenti adeguati' per ridurre i danni collaterali perché hanno una potenza controllabile e una forza distruttiva che in genere varia tra i cinque e i 10 metri.

"I 'Dime' – continua la Manduca alla Misna – contengono nanoparticelle di materiale pesante che a seconda della foggia del contenitore vengono diffuse in maniera omogenea o secondo alcune particolari forme; i tanti casi di amputazione sono probabilmente dovuti a 'Dime' che rilasciano le particelle plasmandole come una lama che trancia di netto qualunque cosa trovi all'interno del suo raggio di azione; ecco perché tante persone, bambini e donne, vengono ritrovati con braccia e gambe amputate, ma senza nessun frammento nel resto del corpo; anche l'innesco può essere modificato in base alle necessità. Volendo paragonare i 'Dime' a qualcosa che ci è più familiare, provate a immaginare delle accette giganti lanciatevi contro a folle velocità". Sembra fantascienza, continua la docente genovese, ma sono armi reali che uccidono o lasciano con gravi disabilità chi viene colpito.

Alcune immagini visionate dai ricercatori del 'New weapons committee' confermerebbero anche l'uso da parte di Israele di ordigni contenenti fosforo bianco: "Su questo non abbiamo ancora sufficienti testimonianze - aggiunge la Manduca - ma alcune immagini televisive ne dimostrerebbero l'impiego. Contrariamente ai 'Dime', armi sperimentali per le quali non c'è ancora una posizione ufficiale della comunità internazionale anche se se ne auspica l'intervento quanto prima, l'uso del fosforo bianco in aree civili come Gaza è esplicitamente vietato da una convenzione di Ginevra perché causa la morte bruciando qualunque cosa contenga ossigeno come un corpo umano". Per la Manduca, infine, i gas asfissianti che fonti giornalistiche riferiscono essere stati usati in alcune zone della Striscia sono probabilmente 'gas Cs', sorta di lacrimogeni più intensi che rendono l'aria completamente irrespirabile. [GB]

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