Gaza: Israele usa 'fosforo bianco', vittime con 'ferite mai riscontrate prima'

Stampa

'Fosforo bianco' su Gaza - Foto: P.Baz/AFP/Getty Images

"Israele sta usando fosforo bianco nell'offensiva nella Striscia di Gaza": lo riporta il quotidiano inglese 'Times' ripreso da diverse agenzie di stampa internazionale e nazionale (come i siti de L'Unità e 'Il Giornale'). "Nell’offensiva di terra nella Striscia di Gaza l’esercito israeliano starebbe usando i controversi proiettili al fosforo bianco per creare spesse cortine fumogene ma che possono anche causare terribili ustioni. Si tratta delle stesse munizioni impiegate dall'esercito Usa in Iraq nel novembre del 2004 a Falluja" - scrive il quotidiano conservatore britannico 'Times' ricordando che in base al Trattato di Ginevra del 1980 il fosforo bianco "non può essere usato come arma di guerra nelle aree popolate da civili, anche se non ne è vietato l'impiego come cortina fumogena o come bengala per illuminare le aree" dove operano le truppe.

Fonti sanitarie di Gaza contattate dall'agenzia Misna hanno confermato che "molte persone presentano ferite mai riscontrate prima nella Striscia". "Il personale medico straniero attivo nell’ospedale di Shifa (il maggiore della Striscia), che vanta anche esperienze in Afghanistan e in Iraq, ha detto che si tratta delle stesse ferite riscontrate in passato in questi paesi in seguito ad attacchi degli eserciti americano e inglese" - riporta la Misna. Israele ha riconosciuto di aver usato il fosforo bianco nel Libano meridionale durante la guerra dell’estate del 2006 contro le milizie sciite di Hezbollah.

In serata contattato dalla Misna, il professor Mads Gilbert, medico norvegese e membro della organizzazione umanitaria Norwac, ha riferito di "persone che vengono portate a pezzi in ospedale". "Non sono in grado di dire se gli israeliani stanno usando armi al fosforo bianco o all’uranio impoverito, ma stanno sicuramente ‘sperimentando’ sulla popolazione di Gaza nuovi ordigni chiamati Dime (Dense inerte metal explosive); si tratta di esplosivi di grande e controllata potenza che causano amputazioni e danni letali per chiunque venga colpito nel raggio di 10 metri" - ha detto il medico dall'ospedale di Shifa a Gaza. L’ultimo bilancio è di 512 morti e 2500 feriti circa; a questi bisogna aggiungere vittime indirette dei bombardamenti, come due bambini che hanno perso la vita a causa di infarti dovuti alle esplosioni.

Si susseguono intanto le manifestazioni di protesta e gli appelli per fermare l'offensiva israeliana a Gaza.

Le ong del Cocis chiedono una "una tregua immediata accettata dalle due parti". "Fermare Israele nel suo stesso interesse, nell'interesse della pace, è una priorità assoluta. Le incertezze e le accondiscendenze dell'Occidente verso questa azione militare lungi dal combattere il terrorismo ne giustificheranno la diffusione" - riporta il comunicato stampa del Cocis. "Solo una tregua immediata accettata dalle due parti, e poi il dialogo, le trattative nel rispetto e applicazione delle risoluzioni e dell'ONU da parte di tutti, possono costruire la pace duratura che tutti dichiarano di volere" - scrivono le Ong nell'appello rivolto al Governo italiano e alla Presidenza di turno dell'Unione Europea.

Nel rinnovare l'appello dei giorni scorsi a tutte le parti in conflitto a "fermarsi subito", Pax Christi Italia invita oggi a listare a lutto la 'stella cometa' e propone una preghiera di supplica per la pace. "Un gesto simbolico, che stimoli più profonde prese di coscienza e diffonda un ampio rifiuto della logica dell'annientamento e della morte. Nelle nostre case, nelle nostre chiese, lì dove splende il segno della stella cometa, annuncio di luce e speranza per ogni uomo e donna, proponiamo di listare a lutto la stella dei Magi, perché sia percepibile la nostra vicinanza a tutti coloro che stanno piangendo i loro cari, ed evidente il nostro fermo 'No' alla distruzione, ai bombardamenti, alle uccisioni di centinaia di persone innocenti" - scrive Pax Christi.

La Vice-presidente del Parlamento Europeo, Luisa Morgantini ha inviato una lettera aperta ai politici italiani. "Dopo le manifestazioni di Milano dove sono state bruciate bandiere israeliane, voi dirigenti politici avete tutti manifestato indignazione, avete urlato la vostra condanna. Ne avete tutto il diritto. Io non brucio bandiere né israeliane né di altri paesi e penso che Israele abbia il diritto di esistere come uno Stato normale, uno stato per i suoi cittadini, con le frontiere del 1967, molto più ampie di quelle della partizione della Palestina decisa dalla Nazioni Unite del 1947" - scrive la Morgantini. "Avrei però voluto sentire la vostra indignazione e la vostra umanità e sentirvi urlare il dolore per tante morti e tanta distruzione, per tanta arroganza, per tanta disumanità, per tanta violazione del diritto internazionale e umanitario. Avrei voluto sentirvi dire ai governanti israeliani: Cessate il fuoco, cessate l’assedio a Gaza, fermate la costruzione delle colonie in Cisgiordania, finitela con l’occupazione militare, rispettate e applicate le risoluzioni delle Nazioni Unite, questo è il modo per togliere ogni spazio ai fondamentalismi e alle minaccie contro Israele".

Intanto sul fronte umanitario va registrato che ieri all'agenzia Misna il portavoce dell’Unrwa (l’organismo dell’Onu che distribuisce aiuti umanitari ai palestinesi) Christopher Gunness ha smentito le autorità israeliane che hanno continuato a negare le estreme condizioni di vita in cui si trovano gli abitanti della Striscia di Gaza e ha definito la "situazione disperata" e di emergenza umanitaria. "Gli ospedali sono al collasso - ha proseguito Gunness – mancano medicinali, attrezzature, personale; una situazione che esisteva da tempo, ma che le violenze dell’ultima settimana con il loro strascico di morti e feriti non hanno fatto altro che peggiorare. Donne e bambini sono in questo momento i più vulnerabili, la disperazione della gente richiede un intervento immediato della comunità internazionale".

Anche Medici Senza Frontiere denuncia che nella striscia di Gaza i servizi chirurgici sono al collasso e c'è urgente bisogno di medici specializzati in chirurgia vascolare per curare il numero sempre più elevato di feriti. "A Gaza, l'unità di terapia intensiva dell'ospedale di Shifa è al completo - riporta la nota di MSF. I rischi per la sicurezza impediscono ai pazienti e al personale sanitario di raggiungere gli ospedali". Lo staff locale di MSF si sta adoperando per raggiungere le persone bisognose di cure mediche che non riescono a lasciare le loro case per la paura di essere colpite dagli attacchi israeliani.

L'Ong britannica Oxfam ha rinnovato l'allarme sulla situazione umanitaria sottolineando come "la goccia di aiuti" che Israele ogni tanto autorizza è "totalmente inadeguata". Con l'attacco militare israeliano Oxfam e partner locali hanno dovuto sospendere le loro attività ad eccezione di quelle di emergenza. "La popolazione di 1,5 milioni di persone della Striscia di Gaza per l'80% dipende dagli aiuti" -sottolinea l'Ong. "Serve con urgenza un immediato cessate il fuoco per fare in modo che gli aiuti essenziali arrivino alle famiglie che ne hanno bisogno".

Oggi Israele avrebbe autorizzato l'ingresso nell'enclave palestinese di un convoglio carico di aiuti umanitari destinati alla stremata popolazione: lo ha reso noto un portavoce militare dello Stato ebraico, secondo cui l'auto-colonna è formata da "ottanta camion", transitati attraverso il valico di confine di Kerem Shalom. Gli aiuti comprendono farmaci e generi alimentari inviati da Egitto, Giordania, Grecia e dalle agenzie delle Nazioni Unite. Anche nel settore settentrionale dell'enclave è stato aperto un varco, quello di Nahal Oz, per consentire la fornitura di 200mila litri di carburante destinati alla centrale elettrica locale, sull'orlo del collasso, e di 120 tonnellate di gas per cucinare. [GB]

Ultime notizie

L’arte della manutenzione della motocicletta

30 Agosto 2016
Una motocicletta può contribuire all’incontro e alla rinascita personale e comunitaria. (Sara Bin)

Era etiope. Adesso è un rifugiato "d'argento"!

29 Agosto 2016
A Rio il maratoneta etiope Feyisa Lilesa è arrivato al traguardo mimando un gesto di protesta nei confronti del Governo etiope. (Alessandro Graziadei)

Terremoto, ricostruire le comunità

28 Agosto 2016
L’Italia è stata scossa dal sisma: solidarietà e polemiche si incrociano. Sapremo per una volta imparare dagli errori del passato? (Piergiorgio Cattani) 

Mondeggi: la Fattoria senza Padroni

27 Agosto 2016
Dopo un debito milionario della Provincia di Firenze, il comitato “Terra Bene Comune” recupera un antico podere e ne fa un luogo di socialità e agricoltura contadina. (Sofia Verza)

Tibet, Pechino inasprisce le leggi contro proteste e auto-immolazioni

26 Agosto 2016
Il governo dell’area prevede pene detentive “più lunghe” per chi si dà fuoco, manifesta per l’indipendenza o l’autonomia del Tibet, invia all’estero notizie sulla situazione della provincia. La rep...