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FuturICT: Strumento per la Post-Democrazia

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Come reagiscono le élite degli imperi in declino? Una risposta è la demoralizzazione. Come i 26.000 atti di molestia sessuale all’anno nell’esercito USA, che lasciano poco tempo all’uccidere; e un soldato USA in servizio attivo che commette suicidio ogni 18 ore – più che le morti in combattimento – mentre per i veterani si è a uno ogni 80 minuti. O altrimenti, semplicemente lasciando perdere gli imperi – come le potenze coloniali fecero prima e dopo l’abolizione ufficiale del colonialismo (Carta ONU Art. 73). Come Mosca fuori e dentro l’Unione Sovietica, copiando l’ Inghilterra con una Comunità di Stati Indipendenti. Come stanno facendo in parte gli USA, attaccandosi agli ultimi paesi disposti a uccidere per conto loro, come Canada, Norvegia, Giappone, Georgia. E in parte no, agendo per roccaforti imperiali in Africa e nel Pacifico; provvedendo loro stessi alle uccisioni a lunga distanza.

Ma che cosa fanno tali dubbie élite per lo propria gente? Quelle sagge si lavano le mani dall’ imperialismo, lo dichiarano passé, uno sbaglio, riattrezzano le proprie economie per una minore dipendenza dalle risorse e dai mercati delle loro periferie che ormai lavorano essi stessi le risorse per sé e gli altri. La crescita economica diminuisce; i salti disperati dalle economie reali a quelle finanziarie peggiorano la situazione. Le élite sagge in un Occidente in declino coopererebbero fra loro, diversificherebbero le proprie economie —i settori primario, secondario, terziario e quaternario riproduttivo – e non farebbero stupidaggini come cercare di riconquistare l’Africa e il Medio Oriente. Ma la saggezza sembra essere stata lasciata ai paesi BRICS.

Governi saggi userebbero il capi-comunismo cinese per elevare le condizioni dei diseredati, soddisfacendone i bisogni fondamentali, rendendoli produttori e consumatori attivi nell’economia senza badare a età, genere, nazionalità. Non basta, come fanno economisti critici come Krugman e Stiglitz, argomentare in modo convincente contro l’austerità. Si offrano alternative, e non solo “posti di lavoro” – intesi come datori e prestatori di lavoro, intendendo un puro capitalismo – ma cooperative e auto-impiego; e non solo pompare denaro nella crescita economica, ma per le effettive necessità, a soddisfazione dei bisogni fondamentali. I due sono prodighi di critica valida, ma avari di costruttività umana.

Allora, che cosa fa la gente quando le élite sono lungi dall’essere sagge e l’economia reale non soddisfa i bisogni fondamentali ma offre ogni tipo d’assurdità?

Prima risposta: la gente mette alla prova la democrazia, oscillando fra destra e sinistra, trovandole entrambe a corto di rimedi a problemi ben aldilà del loro controllo e dei loro strumenti politici. Seconda risposta: ribellione. Terza risposta: emigrazione. Quarta risposta: bassa fertilità, meno figli per economie di declino, in caduta, in afflosciamento. Ne risulta un declino della popolazione; la Germania recentemente si è ritrovata con 1,5 milioni in meno del previsto.

La prima risposta, il gioco democratico continua in modo irrilevante come dirigere l’economia locale in un paese super-centralizzato. Una reazione è un ampio decentramento, soprattutto a livello economico, che mantenga i livelli locale, nazionale, regionale e globale ma inverta la tendenza. Come reagiscono le élite economiche e politiche nazionali, regionali, globali? Si proteggono dalla gente. La Commissione Europea ha devoluto 1 miliardo di dollari al FuturICT, e più ancora al Progetto Cervello Umano; il primo si può usare per manipolare le società, il secondo per manipolare gli individui – neuroscienza. Pablo Jensen, del CNRS-Centre National de la Recherche Scientifique di Parigi, ne parla in un articolo di Le Monde Diplomatique, aprile 2013. Sembrano entrambi ispirati da un fondamentale dogma di economicismo, “il nostro è il migliore dei mondi possibili”, mentre l’unico problema è farlo capire alla gente, che l’accettino, si comportino di conseguenza e si astengano da ogni ribellione, alternative comprese. Sono coinvolti enormità di dati e di computer.

La democrazia si basa sull’idea di adattare la società a ciò che vuole la gente – esprimendosi liberamente in oneste elezioni; l’anti-democrazia si basa sull’adattare la gente a ciò che vogliono le élite sociali. La dittatura è una blanda versione di tale anti-democrazia – la volontà singola di una persona in alternativa alla volontà popolare – sovrenfatizzata oggi per far sì che non si badi al ruolo della bancocrazia-corruttocrazia, ossia l’allettare disonestamente affinché si favorisca il Grande Capitale e la tecnocrazia. O non ci si preoccupi di passare il potere agli “esperti”, su cui si fa affidamento perché restituiscano una società che preservi le élite.

La scienza economica – leggasi capitalistica con critiche superficiali e nessuna alternativa – è all’opera nel gettare le basi per la post-democrazia.L’ Intelligence Advanced Research Projects Activity, IARPA USA [Attività progettuale di ricerca avanzata d’intelligence], finanzia un progetto con ricercatori universitari e delle multinazionali basato su dati internet dei paesi latino-americani “per sviluppare modelli matematici per metodi che possano prevedere e prevenire eventuali ribellioni”. Quasi parola per parola come il progetto avanzato Camelot del Pentagono per le operazioni speciali del 1965 “per escogitare come l’esercito USA possa aiutare gli eserciti di governi amici contro la ribellione”. Ma mentre Camelot era il volgare uso della sociologia per un imperialismo militare transfrontaliero, FutureICT va oltre, “per istituire e varare osservatorii di crisi e strumenti decisionali per i leader aziendali e politici”, presumibilmente a livello sia nazionale sia globale.

L’assunzione base è un’immagine degli individui come atomi sociali guidati dagli incentivi economici e dalle graduatorie sociali, utilizzati rispettivamente da economisti e sociologi; il che vuol dire una concezione meccanicista, fisicista, determinista, individualista della società. Alcuni salirebbero, alcuni resterebbero come sono, alcuni affonderebbero. Per questi ultimi, la neuroscienza e il progetto cerebrale possono offrire il rimedio: facendogli accettare, addirittura godersi, l’inevitabile. Brave New World (Il mondo nuovo, Mondadori, Milano 2000) di Huxley, 1984 di Orwell; dilettanteschi rispetto a questa gente con il suo totale disprezzo per gli umani nel proprio culto per il telecomando del sistema con se stessi in cima. E dietro i Grandi Dati c’è il Grande Fratello.

Contro-posizione: Non ci sono leggi sociali; che sono state inventate, non scoperte, e possono essere reinventate. Sono copioni di ordini sociali, e presuppongono che non ci sia consapevole sforzo di critica e soprattutto di costruzione, organizzazione, di ordini sociali alternativi. Questo vuol dire conflitto; l’ingegneria dei conflitti distrugge l’umanità degli ingegneri. I cittadini sono i massimi giudici delle alternative nelle democrazie, nel modo migliore quando si trattano i conflitti con empatia-nonviolenza-creatività. Le élite propongono. Ma la gente dispone. Meglio mantenere le cose così.

Johan Galtung

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