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Freedom House: informazione sempre meno libera, Italia ultima in Europa

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Mappa della libertà di stampa nel mondo - Fonte: ©Freedom House

L'Italia è il fanalino di coda d'Europa nella libertà di stampa soprattutto a causa della "situazione anomala a livello mondiale" sul piano della proprietà dei media. Lo segnala " Freedom of the press", il rapporto annuale di Freedom House sulla libertà di stampa in 195 paesi del mondo presentato ieri a Washington. L'Italia è scesa dalla fascia alta dei "paesi liberi" alla fascia intermedia dei paesi "parzialmente liberi", l'unico paese dell'Europa occidentale ad essere stato declassato. La ricerca americana segnala con preoccupazione il ruolo del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. "Il suo ritorno nel 2008 al posto di premier ha risvegliato i timori sulla concentrazione di mezzi di comunicazione pubblici e privati sotto una sola guida" - ha spiegato Karin Karlekar, la ricercatrice che ha guidato lo studio in una dichiarazione all'Ansa.

"Le cause della nostra decisione - ha continuato la Karlekar - sono legate inoltre all'aumento del ricorso ai tribunali e alle denunce per diffamazione, e anche all'aumento di intimidazioni fisiche ed extralegali da parte sia del crimine organizzato, sia di gruppi di estrema destra". Più in dettaglio, Freedom House riconosce che, in generale, in Italia "la libertà di parola e di stampa sono costituzionalmente garantite e generalmente rispettate, nonostante la concentrazione della proprietà dei media". Freedom House, organizzazione non-profit indipendente fondata negli Stati Uniti nel 1941 per la difesa della democrazia e la libertà nel mondo, avalla inoltre le critiche alla legge Gasparri, secondo le quali sono state introdotte norme che favoriscono l'attuale presidente del Consiglio. Segnala inoltre una serie di processi per diffamazione a carico di giornalisti tra i quali quelli a carico di Alexander Stille e di Marco Travaglio.

Insieme con l'Italia anche Israele e Taiwan sono passati dallo status di "Paesi liberi" a quello di "Paesi parzialmente liberi", e questo peggioramento dimostra che "anche democrazie consolidate con media tradizionalmente aperti non sono immuni da restrizioni alla libertà" - ha commentato Arch Puddington, direttore di ricerca per Freedom House.

Tra i Paesi europei, anche la Grecia ha subito un significativo arretramento: precede infatti l'Italia di una sola postazione, e tuttavia mantiene la valutazione 'free', a differenza del nostro Paese. La quart'ultima posizione nell'Europa Occidentale è occupata dalla Grecia, preceduta, a parità di giudizio, da Malta, Francia e Cipro. Nella classifica generale l'Italia è al settantunesimo posto, a pari merito con Benin e Israele (tutti e tre primi "parzialmente liberi"della tabella).

I Paesi più liberi dell'Europa Occidentale sotto il profilo della libertà di stampa, sono, a giudizio di Freedom House, l'Islanda (primo), la Finlandia e la Norvegia (secondi), la Danimarca e la Svezia (quarti). Gli stessi Paesi sono anche in cima alla classifica generale. I primi Paese non europei nella classifica mondiale della libertà di stampa redatta da Freedom House sono la Nuova Zelanda e la Repubblica di Palau, all'undicesimo posto a pari merito con il Liechtenstein. Gli Stati Uniti arrivano solo al ventiquattresimo posto, a pari merito con la Repubblica Ceca e con la Lituania, ma rientrano ampiamente tra i Paesi che godono di una libera stampa.

Secondo i ricercatori americani, per il settimo anno consecutivo, la libertà dei giornalisti di fare il loro lavoro è diminuita nel mondo. Delle 195 nazioni prese in esame da Freedom House, 70 (vale a dire il 36 per cento, contro le 72 del 2008) sono giudicate "libere", 61 (31%, erano 59 lo scorso anno) sono "parzialmente libere" e 64 (33%) sono " non libere". La nuova ricerca sottolinea che solo il 17% della popolazione mondiale vive in Paesi dove vige la libertà di stampa. Le restrizioni più gravi sono state registrate nell'Europa Centro-Orientale e in Russia. Tuttavia, ci sono anche notevoli seppure rari miglioramenti, che ad esempio riguardano le Maldive (dove è stata adottata un nuova Costituzione che tutela la libertà di stampa) e la Guyana, dove sono sensibilmente diminuiti gli attacchi contro i giornalisti. I peggiori - secondo Freedom House - sono invece Corea del Nord (98), Turkmenistan, Birmania, Libia, Eritrea e Cuba.

Il rapporto è stato pubblicato in vista del giorno dedicato negli Stati Uniti alla libertà dell'informazione, il "World Press Freedom Day" di domani 3 maggio. Come tutte le classifiche, anche quella di Freedom House non è stata in questi anni esente da critiche metodologiche, soprattutto per la tendenza spesso a considerare 'liberi' paesi che semplicemente non hanno alcuna regolamentazione dei media. Non è per questo un caso che buona parte delle 72 posizioni che precedono l'Italia siano occupate da microscopici Stati-isola polinesiani e caraibici, dove la libertà è in buona parte legata all'assenza di regole. [GB]

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