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Finanziaria: Acli "spariti poveri e famiglie", la contro-manovra di Sbilanciamoci!
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"I poveri e le famiglie sono scomparsi dall'agenda del Governo"
"Siamo passati improvvisamente dall'ottimismo ostinato dei mesi scorsi al catastrofismo di queste ore". Così il presidente delle Acli, Andrea Olivero, commenta l'impianto della manovra economica annunciata dal Governo. "La nostra preoccupazione più grande è che alla fine di questo percorso, che si annuncia particolarmente severo e pesante, non vi sia una spinta per uscire davvero dalla crisi. I tagli da soli, senza riforme, rischiano di essere inefficaci oltre che insostenibili".
"L'impressione - continua Olivero - è che si proceda nell'ottica solo dei tagli e non degli investimenti. Con il timore che questi tagli generalizzati, in particolare quelli alle Regioni e agli enti locali, si traducano in soppressione di servizi e aumenti di imposte che andrebbero a ricadere sulle famiglie e sui cittadini più deboli. Tanto più che la voce poveri e famiglie sembra essere scomparsa dall'agenda dell'Esecutivo. I sacrifici si possono accettare se equamente distribuiti, se cadono cioè sulle spalle di coloro che più hanno e più hanno guadagnato in questi anni. E se insieme ai sacrifici ci sono delle riforme strategiche che permettano di guardare al futuro".
Intanto Sbilanciamoci! ha presentato ieri la "Contro-manovra 2011-12" (testo integrale in allegato a fondo pagina), alternativa a quella che il Governo sta varando. "In questa situazione di emergenza economica, ridurre la spesa pubblica è possibile, ma intervenendo sulle spese sbagliate come la spesa militare, le grandi opere, gli sprechi" - afferma Sbilanciamoci" che esprime un "giudizio negativo" sulla proposta governativa. "Il Governo italiano ha la pesante responsabilità di avere per tanti mesi sottovalutato la crisi; di avere diffuso inutile ottimismo; di essersi attardato in un immobilismo irresponsabile" - denuncia la nota dell'associazione.
"La manovra del Governo - prosegue Sbilanciamoci! - è inadeguata sia nel far fronte all’emergenza della spesa pubblica che la crisi delle ultime settimane ha evidenziato con forza, sia nel rilanciare l’economia e il lavoro, sia nel far fronte all’emergenza sociale (disoccupazione, redditi, consumi, eccetera) sempre più evidente e allarmante". Ma soprattutto "è una manovra iniqua, che colpisce i lavoratori e i cittadini e non colpisce la ricchezza e gli speculatori".
"Di fronte all’attacco speculativo che i mercati finanziari hanno portato all’euro e ai titoli del debito pubblico dei paesi europei più indebitati – come l’Italia – un intervento sui conti pubblici è necessario, con una riduzione della spesa e del debito. Ma questo non può essere l’unico strumento della politica economica italiana ed europea: servono nuove regole che ridimensionino la finanza e la speculazione; nuovi strumenti di politica fiscale europea che sostengano la domanda e l’occupazione; una politica per un’economia reale che orienti la produzione verso uno sviluppo sostenibile sul piano ambientale e sociale".
Nello specifico, Sbilanciamoci! propone tagli alla spesa pubblica in cinque direzioni: riduzione del 20% della spesa militare (risparmio di 4 miliardi); cancellazione dei sussidi alle scuole private (risparmio di 700 milioni a partire dal 2012); cancellazione dei finanziamenti al Ponte sullo Stretto e ad altre grandi opere (risparmio di 1 miliardo e 700 milioni); chiusura dei CIE (risparmio di 240 milioni); avvio del passaggio della Pubblica Amministrazione all’Open Source (risparmio di 1 miliardo dal 2011).
L'associazione propone inoltre di tassare i patrimoni e le rendite; mettere all’asta le frequenze liberate dal digitale terrestre; allargare le misure di protezione sociale già previste per i lavoratori a tempo indeterminato a tutti i lavoratori a tempo determinato e a tutti i precari; stanziare 4miliardi di euro fino al 2012 per sostenere le produzioni e i consumi legati all’"economia verde"; adeguare gli stanziamenti per gli asili nido pubblici e per la Scuola e l’Università; ridurre il debito pubblico colpendo i patrimoni e non i redditi.
"La manovra di Tremonti guarda al passato, salvaguarda i privilegi e impoverisce del paese" denuncia l'associazione che chiede infine al Governo italiano di impegnarsi nelle sedi internazionali, in Europa e presso il prossimo G20, a sostenere le proposte della Cancelliera Merkel nei confronti dei mercati finanziari e in particolare per l’adozione anche solo in area Euro di una Tassa sulle Transazioni Finanziarie che porterebbe all’UE introiti per oltre 130 miliardi di euro. L’attuale manovra, infatti, è in buona parte dovuta al timore di attacchi speculativi da parte di quegli stessi mercati finanziari che hanno generato l’attuale crisi economica globale. [GB]






