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Ex-neofascisti e Popolo della Libertà: puntuali come un timer

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Nella storia politica nostrana vi sono degli interventi puntuali come un timer. Alcuni esempi. Il consigliere Savoi della Lega Nord ad ogni Festival dell'Economia denuncia lo spreco di risorse pubbliche per un evento ove il territorio incamera, in termini di moneta sonante, il doppio di quella investita mentre l'onorevole Santini si candida a guru dell'economia mondiale e ci si chiede come mai non abbia ancora ricevuto il Nobel.

Ma vorrei soffermarmi su un altro rendezvous a cadenza annuale, anch'esso puntuale come un timer, che riguarda il Senatore Cristiano De Eccher. L'ex insegnante di chimica, già responsabile Triveneto del Gruppo eversivo di Avanguardia Nazionale (matrice neofascista), già indagato dal giudice milanese Salvini in merito ai timer della strage di Piazza Fontana ed oggi, puntualmente, membro del Popolo della Libertà dall'alto del Suo ben remunerato scranno del Senato attacca frontalmente la Solidarietà internazionale trentina. Non lo fa direttamente ma attraverso i giovani del PdL che hanno volantinato in più occasioni vignette offensive sotto il Palazzo della Regione.

Nel sito internet di riferimento, sia dei giovani che del nostro Senatore, possiamo trovare tutti i fumetti di cui sopra, pronti a denigrare ogni solidarietà sia della porta accanto (immigrazione) che oltremare (cooperazione internazionale).

Ad onor del vero possiamo trovare anche due link inaspettati. Il primo va al sito ambientevita.it che parla di sviluppo sostenibile. Piuttosto interessante per un Senatore che ha disconosciuto il rapporto IPCC delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico.

Il secondo link segnalato è una onlus (http://www.comunitapopoli.org/ )che ha progetti di cooperazione internazionale dalla Birmania all'Afghanistan. Detta organizzazione coopera anche con la Palestina. A sostegno dei propri progetti necessita sia di fondi pubblici che privati utili a far fronte alla “questione morale del nostro tempo”, per dirla con Nelson Mandela, che vede imprigionate 1,5 milioni di persone nella striscia di Gaza.

Bene, quindi, che il Senatore dia risalto a questo tipo di "cooperazione internazionale" ma non per questo dobbiamo fare a meno di tutti gli altri progetti di solidarietà messi in campo più dal volontariato di centinaia di associazioni che dalla politica.

Certo. Potremmo far finta che i conflitti in casa nostra non esistano e potremmo far quindi a meno dell'Atas (Associazione Trentina Accoglienza Stranieri) ma non lamentiamoci, poi, se le nostre città diventano come Parigi nel 2005 quando è stata dichiarato lo “stato di emergenza”. Mentre la Capitale bruciava il neo presidente della repubblica Jacques Chirac fece il “ pubblico mea culpa” per non aver sovvenzionato le associazioni che favorivano il dialogo tra diversi.

Certo. Potremo fare a meno dei fondi a supporto delle 200 associazioni di solidarietà internazionale che motiva la nostra gente e creano sviluppo oltremare purché non ci lamentiamo, in futuro, di scarsa “coesione sociale”, unico antidoto alla “crisi di senso” che sottostà l'odierna crisi economica e di un'immigrazione incontenibile. Certo. Potremo non sussidiare la frequenza a scuola dei figli dell'unico popolo che non ha mai dichiarato guerra ad un altro popolo in Europa come i nomadi purché non ci lamentiamo se un domani l'eterno conflitto tra stanziali e nomadi imploda all'interno delle nostre comunità. Certo. Potremo fare addirittura a meno di un'assessore donna come Lia Giovanazzi Beltrami per dare forse più spazio all'infinito Io maschile che non trova limiti. Sempre pronto ad esplodere.

Fabio Pipinato
(direttore di Unimondo)

 

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