Energia verde, nel 2015 investimenti record

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Nel 2015 c’è stata un’impennata di investimenti di energia verde in Cina, Africa, Stati Uniti, America Latina e India, che ha portato a un ammontare mondiale mai raggiunto finora di 328.9 miliardi di dollari, un rialzo del 4% dai 315.9 miliardi di dollari del 2014 e battendo il precedente record del 3% stabilito nel 2011.

Gli ultimi dati del Bloomberg New Energy Finance mostrano che nel 2015 gli investimenti in dollari hanno raggiunto il nuovo record di un terzo di mille miliardi di dollari, nonostante si pensasse che quattro fattori avrebbero potuto frenarli.

I 4 fattori erano questi: la riduzione del costo dei pannelli solari fotovoltaici, che avrebbe consentito di installare più capacità allo stesso prezzo; la forza della valuta statunitense, che avrebbe potuto ridurre il valore in dollari di investimenti in altre valute; la debolezza continua dell’economia europea; e, forse il fattore più importante, la caduta dei prezzi dei combustibili fossili.

Nei 18 mesi fino alla fine del 2015, il prezzo del petrolio grezzo è crollato del 67% da 112.36$ a 37.28$ per barile, quello del carbone termico internazionale consegnato al mercato dell’Europa nord-occidentale è calato del 35% da 73.70$ a 47.60$ per tonnellata. Il prezzo del gas naturale negli Stati Uniti è sceso del 48% sull’indice Henry Hub da 4.42$ a 2.31$ per milioni di British Thermal Units.

Michael Liebreich, presidente del comitato consultivo al Bloomberg New Energy Finance, ha affermato: “queste cifre sono una risposta sorprendente per tutti coloro che prevedevano un arresto degli investimenti in seguito al crollo del prezzo del petrolio e del gas. Tali cifre evidenziano la crescente convenienza dell’energia solare ed eolica, dettata in parte dalla realizzazione di nuove capacità produttive in molti paesi piuttosto che dall’offerta di tariffe vantaggiose, un cambiamento che ha messo molti produttori sotto pressione in termini di ribasso continuo dei prezzi.

“Molti paesi in via di sviluppo stanno iniziando ad adottare energia eolica e solare come parte naturale e sostanziale del mix di produzione: possono produrre più economicamente rispetto ai prezzi elevati dell’energia all’ingrosso; riducono l’esposizione di un paese ai futuri prezzi attesi dei combustibili fossili; e soprattutto possono essere costruiti molto rapidamente per rispondere alla domanda insoddisfatta di elettricità. Inoltre, è molto difficile che si invertano questi trend, alla luce dell’Accordo di Parigi sul Clima dello scorso dicembre.

Guardando alle cifre più in dettaglio, la fetta più grossa dei 328.9 miliardi di dollari investiti in energia verde è stata impiegata in asset finance per il finanziamento di progetti su scala industriale come la costruzione di centrali eoliche, parchi solari, impianti alimentati a biomassa, termovalorizzatori e piccole centrali idroelettriche. Per un totale di 199 miliardi di dollari nel 2015, un rialzo del 6% rispetto all’anno precedente.

I progetti più grandi finanziati lo scorso anno comprendevano una vasta gamma di impianti eolici offshore nel Mare del Nord e vicino alla costa della Cina. Alcuni di questi impianti erano il Race Bank 580MW e il Galloper 336MW, entrambi di proprietà britannica, con costi stimati rispettivamente di 2.9 miliardi di dollari e 2.3 miliardi di dollari; il Veja Mate 402MW di proprietà tedesca con un costo 2.1 miliardi di dollari, e i cinesi Longyuan Haian Jiangjiasha e Datang & Jiangsu Binhai, ognuno di 300 MW e con un costo di 850 milioni di dollari.

Il più grande finanziamento in energia eolica terrestre è stato il portfolio messicano Nafin 1.6 GW, per un costo stimato di 2.2 miliardi di dollari. Per i pannelli solari fotovoltaici è stato il progetto del Silver State South a 294MW a un costo di circa 744 milioni di dollari. Per il solare termico o CSP, è stato il portfolio NOORo in Marocco a 350MW per 1.8 miliardi di dollari. Il più grande progetto di biomassa finanziato è stato l’impianto Kablin Ortiguera 330MW in Brasile, per un costo di 921 milioni di dollari, e quello geotermale è stato il Guris Efeler in Turchia, a 170 MW per 717 milioni di dollari.

Dopo l’asset finance, altri grandi investimenti di energia verde sono stati realizzati per la costruzione di tetti e per altri progetti solari su piccola scala, per un totale di 67.4 miliardi di dollari, con un rialzo del 12% rispetto all’anno precedente. Il mercato più grande è stato quello del Giappone, seguito da Stati Uniti e Cina.

Grazie a queste attività su piccola e grande scala, sia i pannelli solari fotovoltaici che gli impianti eolici nel 2015 hanno visto crescere, in tutto il mondo, la capacità installata di circa il 30% rispetto al 2014. Si stima che la capacità totale dell’energia eolica si sia aggirata intorno a 64GW lo scorso anno, mentre quella solare di poco dietro intorno a 57GW.

Lo scorso anno, gli investimenti pubblici in aziende di energia verde sono stati di 14.4 miliardi, in ribasso del 27% rispetto al 2014 ma in linea con la media degli ultimi dieci anni. Gli affari migliori sono stati l’emissione di azioni secondarie (secondary share issues) di 750 milioni di dollari da parte del produttore di automobili elettriche Tesla Motors, e l’offerta pubblica iniziale (initial public offering) di 688 milioni di dollari da parte di TerraForm Global, una yieldco americana che ha progetti di energia rinnovabile in mercati emergenti.

Nel 2015, gli investitori di venture capital (VC) e di private equity (PE) hanno versato 5.6 miliardi di dollari alle aziende di energia verde, segnando un aumento del 17% rispetto al totale del 2014 ma ancora al di sotto del picco di 12.2 miliardi di dollari registrato nel 2008. Il più grande affare VC/PE dello scorso anno è stato di 500 milioni di dollari per la compagnia cinese di veicoli elettrici NextEV.

20 miliardi di dollari di asset finance sono stati investiti in tecnologie energetiche pulite, ad esempio in reti intelligenti (smart grid) e nello stoccaggio di batterie su scala industriale, registrando un incremento dell’11% rispetto al 2014, l’ultimo di una serie ininterrotta di aumenti nel corso degli ultimi nove anni. La categoria finale di investimenti in energia verde, ricerca pubblica e aziendale e spesa per lo sviluppo, ammonta a 28.3 miliardi di dollari nel 2015, un rialzo del solo 1%. Queste cifre rappresentano un benchmark per qualsiasi aumento dello spese alla luce delle dichiarazioni fatte alla COP 21 di Parigi da parte del consorzio dei governi e degli investitori privati, guidati da Bill Gates e Mark Zuckerberg.

Trend nazionali

Nel 2015, la Cina si riconferma di gran lunga il miglior investitore in energia verde, rafforzando il suo predominio con un incremento del 17% e raggiungendo 110.5 miliardi di dollari. Il suo governo incoraggia lo sviluppo dell’energia solare ed eolica a soddisfare la domanda di elettricità, limitare il ricorso a centrali a carbone inquinanti, e creare campioni internazionali.

Al secondo posto si collocano gli Stati Uniti, che hanno investito 56 miliardi di dollari, registrando un aumento dell’8% rispetto all’anno precedente e il risultato migliore dall’inizio dell’era delle politiche “green stimulus” nel 2011. Il guadagno da parte delle yieldcos, più la crescita consistente degli investimenti nei nuovi progetti solari ed eolici, hanno contribuito al risultato americano.

L’Europa ha registrato minori investimenti nel 2015, fermandosi a 58.5 miliardi di dollari, con una riduzione del 18% e il risultato peggiore dal 2006. Il Regno Unito è di gran lunga il mercato più forte, con investimenti che sono aumentati del 24% e hanno raggiunto 23.4 miliardi di dollari. La Germania ha investito 10.6 miliardi di dollari, con un ribasso del 42% dovuto a un sostegno meno generoso all’energia solare ed eolica e all’incertezza sul funzionamento del nuovo sistema delle aste nel 2017. La Francia ha registrato un crollo persino maggiore degli investimenti, del 53%, fermandosi a 2.9 miliardi di dollari.

In Brasile, gli investimenti in energia rinnovabile sono scesi del 10% a 7.5 miliardi di dollari, mentre l’India ha registrato un aumento del 23% investendo 10.9 miliardi di dollari, la somma più alta dal 2011 ma ancora molto lontana dalle cifre necessarie per attuare gli ambizioni programmi governativi. Il Giappone ha visto una crescita degli investimenti del 3%, totalizzando 43.6 miliardi di dollari, sulla scia di un costante aumento di pannelli fotovoltaici. In Canada, gli investimenti in energia verde sono crollati del 43% arrestandosi a 4.1 miliardi di dollari, mentre in Australia sono saliti del 16% a 2.9 miliardi di dollari.

Lo scorso anno, molti “nuovi mercati” hanno destinato decine di miliardi di dollari alle energie pulite. Tra questi, il Messico (4.2 miliardi di dollari, rialzo del 114%), il Cile (3.5 miliardi di dollari, aumento del 157%), il Sud Africa (4.5 miliardi di dollari, aumento del 329%) e il Marocco (2 miliardi di dollari da quasi zero nel 2014).

L’Africa e il Medio Oriente sono due regioni con un grande potenziale per l’energia verde, date le loro crescenti popolazioni, le abbondanti risorse solari ed eoliche e, in molti paesi africani, tariffe basse per accedere all’elettricità. Nel 2015, queste regioni hanno registrato una somma di investimenti pari a 13.4 miliardi di dollari, con un aumento del 54% rispetto all’anno precedente.

Da Sbilanciamoci.org

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