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Elezioni Usa: coalizione chiede l'invio di osservatori Onu

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Il logo della coalizione

Un'ampia coalizione di associazioni statunitensi ha presentato nei giorni scorsi al 'Consiglio Economico e Sociale delle Nazioni Unite' (Ecosoc) una richiesta di invio di osservatori elettorali che possano sorvegliare la regolarità del voto negli Stati Uniti il prossimo 5 novembre. La coalizione si riunisce sotto lo slogan "No More Stolen Elections" (Mai più elezioni rubate!) e vi fanno parte alcuni dei maggiori coordinamenti di attivisti della società civile che negli ultimi anni hanno condotto le principali campagne contro le violazioni dei diritti umani e civili, contro le guerre e l'aumento delle spese militari.

L'istanza presentata ad alcuni Stati membri dell'ECOSOC (Brasile, Nuova Zelanda, Bolivia, Svezia, Regno Unito, Francia, Uruguay) è sostenuta da una petizione firmata da decine di migliaia cittadini statunitensi. "Mi ricordo della Florida nel 2001. Mi ricordo dell'Ohio nel 2004. Mi impegno ad agire a difesa dei diritti democratici dei cittadini nel 2008, se l'elezione ci verrà nuovamente rubata" - affermano.

Nella petizione presentata alle ambasciate degli 8 Paesi, i firmatari scrivono anche: "La comunità internazionale è venuta in aiuto ai cittadini statunitensi amanti della democrazia e dei diritti fondamentali in altre occasioni: per i diriti civili, per la libertà di parola, per l'indipendenza. Oggi vi chiediamo di inviare osservatori elettorali per vigilare sul nostro sistema elettorale antidemocratico e facile da truccare".

"Può sembrare paradossale ma non lo è!" - commenta Lisa Clark, cittadina statunitense e attivista di 'Beati i costruttori di pace'. "I paesi dell'Africa e dell'Asia che organizzano elezioni libere, democratiche e trasparenti dopo una guerra o dopo l'abbattimento di una dittatura si vedono imporre leggi elettorali e strettissima supervisione da parte di "esperti" in democrazia che, in grande misura, hanno conseguito lauree nelle università Usa. E poi sono questi stessi esperti che, paternalisticamente, si congratulano o meno con i cittadini del 'Terzo mondo' se passano la prove secondo le istruzioni ricevute".

Negli Usa nel 2004, solo per fare uno degli esempi citati da "No More Stolen Elections", i quartieri a prevalenza afro-americana dell'Ohio furono forniti di pochissime macchine (i computer per il voto): scoraggiati dalle file, fino a 10 ore e mezzo prima di entrare nella cabina di voto, molti afro-americani se ne tornarono a casa. Mentre, nei quartieri abitati prevalentemente da bianchi il numero dei computer era abbondante e le attese si riducevano a mezz'ora o poco più. Per non parlare dei brogli nello spoglio: nel 2000, in Florida, si dovette ricorrere alla fine ad una sentenza della Corte Suprema che decretò la sconfitta di Al Gore.

"Ci sentiamo di consigliare al Presidente che uscirà dalle urne del 5 novembre di accogliere l'appello dei cittadini ad elaborare una nuova legge elettorale. Come consulenti esperti, però, non gli consigliamo certo Calderoli. Sarebbe utile per la superpotenza poter beneficiare dell'esperienza elettorale positiva di qualche paese come la Repubblica Democratica del Congo o la Bolivia. [G.B.]

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