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Ecuador: J. Sanchez, "solidarietà e cooperazione per il riscatto del nostro popolo"

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Jeannette Sanchez - Foto: ecuadorinmediato.com

Jeannette Sanchez, ministro della Partecipazione economica e sociale del governo progressista ecuadoregno, recentemente riconfermato nella tornata elettorale nazionale, è stata al centro di una tavola rotonda su “Economie solidali e cooperazione: il caso Ecuador”, promosso nell’ambito del Festival dell’Economia dalla Federazione trentina della Cooperazione. La ministra è stata invitata dalla cooperativa di solidarietà per lo sviluppo “Il Canale”, che in questi anni ha mantenuto i contatti con i progetti in Ecuador.

La ministra ha dimostrato orgoglio per la recente Costituzione dell'Ecuador improntata sul concetto del buen vivir, che rimette il cittadino e i suoi diritti al centro dello Stato. L’Ecuador, nonostante le difficoltà economiche, garantirà l’educazione e la sanità gratuite per tutti nonché l’accesso sicuro e permanente ad una alimentazione sana e sufficiente. L’acqua assurge a diritto umano inalienabile e si promuove la sicurezza alimentare. Tra l’altro si proibisce l’ingresso nel paese di rifiuti tossici e scorie nucleari, così come la produzione, commercializzazione e trasporto di armi chimiche, biologiche e nucleari, di contaminanti altamente tossici, di agrochimici proibiti a livello internazionale e di organismi geneticamente modificati.

Ma non finisce qui. L’Ecuador viene definito «territorio di pace» e si proibisce la costruzione di basi militari straniere o di installazioni straniere per fini militari; allo stesso modo, si proibisce la cessione a stranieri di basi o installazioni militari nazionali. Gli indigeni vedranno finalmente sancito il carattere plurinazionale dello Stato mentre kichwa e shuar, i due principali idiomi ancestrali, diventano lingue ufficiali in relazione di interculturalità con il castigliano.

Dopo la Costituzione tocca la legge sull’Economia sociale che porta la sua firma. Ecco ciò che ha detto: “L’Ecuador, potete ben immaginarlo, è un paese che, come i molti dell’America Latina, vive di grandi contraddizioni che producono enormi disuguaglianze. Quando il governo progressista è stato eletto dalla maggioranza della popolazione, come prima cosa ha subito pensato che bisognava introdurre nuove regole per equilibrare il mercato e, soprattutto, per far emergere quell’economia solidale e popolare che costituisce il punto di riferimento per circa la metà della nostra popolazione. Abbiamo chiesto alla Provincia autonoma di Trento, un aiuto in termini di supporti, di formazione e di sostegno a progetti di sviluppo”.

La collaborazione si è concretizzata nella fondazione, nove anni fa, di una prima Cassa Rurale nella capitale, a cui oggi si affiancano un’ottantina di “punti” di erogazione di credito e di microcredito attraverso il FEP di Bepi Tonello, la più grande ONG ecuadoregna.

L’intesa è sfociata in una nuova Costituzione della repubblica dell’Ecuador, approvata di recente, in cui si sancisce esplicitamente che, accanto all’economia pubblica e all’economia capitalistica, debba essere riconosciuta ufficialmente anche l’economia solidale. “Ed il concetto di economia popolare e solidale, in Ecuador – ha precisato la ministra, - include le imprese cooperative, quelle del commercio equo, la finanza etica, le organizzazioni di contadini, le minoranze etniche. E’ un mondo molto variegato, così come variegata è la realtà ecuadoregna. Noi però crediamo che la solidarietà e la cooperazione che abbiamo imparato potrà costituire per il nostro popolo un formidabile strumento di riscatto e di progresso. La crisi globale noi la sentiamo in modo drammatico, ma abbiamo capito che la partecipazione e la corresponsabilità possono aiutare i lavoratori ad unirsi per sviluppare ognuno le proprie potenzialità personali”.

Carlo Borzaga di Euricse, nella sua veste di economista, ha sottolineato come dalla Costituzione dell’Ecuador ci sia da imparare sia a livello italiano ed europeo. “L’aver equiparato le imprese pubbliche, quelle di capitale e quelle solidali è una vera e propria rivoluzione copernicana per un Paese come l’Italia ed un continente come l’Europa in cui, invece, è l’impresa di capitale ad essere ancor oggi portata come modello”. Nonostante la crisi dimostri chiaramente ove sta la sostenibilità.

Fabio Pipinato
(Unimondo)

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