È nato l’Osservatorio nazionale per una ricostruzione di qualità

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Stando agli ultimi dati resi disponibili dal Dipartimento della Protezione Civile nelle zone del cratere del terremoto che nel 2016 ha sconvolto l’Italia centrale il 27% degli edifici scolastici risulta ancora parzialmente o temporaneamente inagibile e il 6% è ancora del tutto inagibile. Anche i dati relativi all’anagrafe scolastica del Ministero dell’istruzione non sono incoraggianti: “Su 537 edifici scolastici presenti in 122 comuni del cratere, ben 90 (il 16,8%) non presentano nessun dato rispetto all’anno di edificazione. Dei restanti 447 edifici scolastici, il 66,4% è stato realizzato prima della normativa antisismica del 1974, il 32,3% fra il 1975 e il 2009 e 1,3% dal 2010 in poi”. Gli interventi di messa sicurezza poi sembrano essere un miraggio e il 60,7% dei comuni del cratere dove sono presenti scuole risultano non aver effettuato, negli ultimi anni, interventi di messa in sicurezza. In particolare, stando ai dati di Legambiente “dei 537 edifici presenti nei Comuni del cratere solo l’1,5% ha beneficiato di interventi di adeguamento sismico; e solo l’1,3% di nuove edificazioni” per lo più in aree dove le amministrazioni, anche dopo il terremoto del 1997, pur ricevendo i finanziamenti per la ricostruzione previsti, non hanno avuto come priorità la messa in sicurezza delle scuole.

Per questo secondo Legambiente e Fillea Cgil è urgente cambiare passo e nella attuale partita della ricostruzione post sisma è importante partire dalla riqualificazione del patrimonio edilizio e “incentivare un nuovo sviluppo delle aree del cratere colpite dal sisma, attivando una ricostruzione di qualità, sostenibile, sicura e innovativa che riparta prima di tutto dalle scuole e dagli edifici pubblici, e che coinvolga i cittadini evitando gli errori commessi in passato”. Con questo obiettivo è stato inaugurato il 29 aprile a Muccia nel cuore della Marche, in uno dei tanti comuni della provincia di Macerata colpiti dal terremoto che nel 2016 ha devastato a più riprese il Centro Italia, l’Osservatorio nazionale per una ricostruzione di qualità, una realtà pensata per “aiutare i cittadini e monitorare l’andamento della ricostruzione di queste aree, mantenendo alta l’attenzione a partire dal tema della ricostruzione delle scuole e sulla necessità di una gestione virtuosa delle macerie finalizzata al recupero e al riutilizzo, nonché sul tema della qualità e la sicurezza del lavoro più in generale”. 

Secondo Rossella Muroni, presidente nazionale di Legambiente, “Il terremoto del Centro Italia ci ricorda drammaticamente quanto sia urgente lavorare per la messa in sicurezza del territorio e del patrimonio edilizio, a partire dalle scuole che possono diventare un grande cantiere di innovazione diffusa. L’Osservatorio, che abbiamo realizzato e pensato insieme alla Fillea Cgil vuole essere una sorta di sentinella del territorio per aiutare le comunità. Siamo convinti che una ricostruzione antisismica, energeticamente sostenibile e sicura si debba avvalere del coinvolgimento dei cittadini, deve essere capace di leggere le trasformazioni avvenute (ambientali, demografiche, tecnologiche, di bisogni), e intrecciarsi con politiche di sviluppo mirate capaci di favorire nuovi modelli produttivi ispirati all’economia circolare e all’efficienza energetica, in un rapporto positivo con il territorio, la propria storia, cultura, tradizioni”. 

Una prospettiva condivisa anche dal segretario generale della Fillea Cgil, Alessandro Genovesi, per il quale l’Osservatorio nazionale vuole anche essere un sostegno e un punto di riferimento per le amministrazioni pubbliche e la cittadinanza “incentivando e promuovendo specifiche campagne informative e di sensibilizzazione rivolte a cittadini, sindaci, ma anche a professionisti e imprese. Occorre promuovere possibili cantieri modello in cui sia condiviso l’uso delle migliori pratiche e tecniche disponibili”, evitando il lavoro nero e puntando su una formazione mirata per i singoli lavoratori sulla sicurezza, i nuovi materiali, la corretta gestione dei rifiuti e il loro trattamento. “Inoltre l’Osservatorio vuole anche favorire l’insediamento e la nascita di imprese in loco specializzate nella ricostruzione di qualità, nell’utilizzo di nuovi materiali a minor impatto ambientale e di riciclo” ha concluso Genovesi.

Per ora l’Osservatorio voluto dall’associazione ambientalista e dal principale sindacato delle costruzioni, ha voluto vuole essere un esempio di buona prassi a cominciare dalla sua sede, visto che “Le aree del cratere possono e devono diventare un esempio virtuoso di ricostruzione sostenibile e innovativa, garantendo legalità e trasparenza e tenendo conto della sfide legate anche all’economia circolare”. Una scommessa che è anche una sfida ad un modello nuovo di sviluppo che interessa tutta la Penisola e che qui nel cratere deve partire dalla messa in sicurezza delle scuole poste nelle zone a rischio sismico, fissando obiettivi chiari negli interventi dell’adeguamento sismico e dell’efficienza energetica, “per avere edifici più sicuri e adatti alle esigenze delle persone che li abiteranno”. Per questo l’Osservatorio sarà aperto ai contributi di tutte le forze sociali, del volontariato, della società civile, delle istituzioni che condividano le finalità di una ricostruzione pubblica e privata, residenziale e di impresa, sostenibile e di qualità

Alessandro Graziadei

Sono Alessandro, dal 1975 "sto" e "vado" come molti, ma attualmente "sto". Pubblicista, iscritto all'Ordine dei giornalisti dal 2009 e caporedattore per il portale Unimondo.org dal 2010, per anni andavo da Trento a Bologna, pendolare universitario, fino ad una laurea in storia contemporanea e da Trento a Rovereto, sempre a/r, dove imparavo la teoria della cooperazione allo sviluppo e della comunicazione con i corsi dell'Università della Pace e dei Popoli. Recidivo replicavo con un diploma in comunicazione e sviluppo del VIS tra Trento e Roma. In mezzo qualche esperienza di cooperazione internazionale e numerosi voli in America Latina. Ora a malincuore stanziale faccio viaggiare la mente aspettando le ferie per far muovere il resto di me. Sempre in lotta con la mia impronta ecologica, se posso vado a piedi (preferibilmente di corsa), vesto Patagonia, ”non mangio niente che abbia dei genitori", leggo e scrivo come molti soprattutto di ambiente, animali, diritti, doveri e “presunte sostenibilità”. Una mattina di maggio del 2015 mi hanno consegnato il premio giornalistico nazionale della Federazione Italiana Associazioni Donatori di Sangue “Isabella Sturvi” finalizzato alla promozione del giornalismo sociale.

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