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Droga: Afghanistan leader mondiale anche se sono arrivati 'i nostri'

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Coltivazioni illecite di papavero da oppio in Afghanistan - Foto: UnNews

"L'Afghanistan non ha mai avuto tanto oppio come da quando esistono gli eserciti occidentali o da quando sono arrivati i 'nostri'. Lo spaccio muove il mondo, muove le economie, e muove tantissimi interessi e le strategie messe in atto finora a livello internazionale si sono rivelate fallimentari" - ha dichiarato Massimo Barra, presidente della Croce Rossa Italiana in occasione della 'Giornata internazionale contro l'abuso e il traffico illecito di sostanze stupefacenti' che si celebra oggi, 26 giugno. "

Ritengo che la strategia dell'Onu riguardo alle cosiddette 'colture alternative' - prosegue Barra - somigli un po' alla storia del ragazzino di Sant'Agostino che voleva vuotare l'oceano con il suo secchiello. Noi avevamo proposto per l'Afghanistan - spiega Barra - l'idea, a livello sperimentale, che una parte di oppio, tenuto sotto controllo internazionale, potesse trasformarsi in morfina farmaceutica legale per la terapia del dolore, e venisse così sottratto ai mercanti di droga illegale. Ma ci sembra che non ci sia la volontà politica internazionale di procedere in questa direzione".

Dati confermati dal rapporto presentato oggi dall'Ufficio delle Nazioni Unite contro la Droga e il Crimine (Unodc) dal titolo"World Drug Report 2008" dal quale emerge che tuttoggi il maggior produttore mondiale di stupefacenti è l'Afghanistan che produce il 92% di eroina attraverso la coltivazione di papaveri d'oppio. "La coltivazione dell'oppio in Afghanistan vale un miliardo di dollari l'anno e 100 milioni finiscono nelle tasche dei ribelli talebani" - ha affermato Antonio Maria Costa, responsabile dell'Unodc.

Gli incassi provengono da una tassa del 10% sul raccolto che i talebani impongono ai contadini nelle aree da loro controllate. Ma a finanziare la guerriglia ci sono anche altre attività legate al commercio di droga. "Una di queste è la protezione dei laboratori e la protezione a coloro che trasportano l'oppio al di la' dei confini" - ha detto Costa. L'Afghanistan - secondo le Nazioni Unite - nel 2006 ha prodotto 8mila tonnellate di oppio, mentre la media della domanda degli ultimi anni è stata di circa 4mila tonnellate di oppio. Il surplus viene immagazzinato e protetto dalle organizzazioni criminali in attesa di poter essere successivamente rovesciato sul mercato. Circa il 70% di tutto l'oppio prodotto in Afghanistan, proviene dalle 5 province che confinano con il Pakistan e tra queste Hilmand e Kandahar sono le principali.

"Se ancora oggi la droga continua a distruggere vite, causa criminalità e minaccia lo sviluppo sostenibile, è però vero che esiste una maggiore consapevolezza su come affrontare l'abuso e il traffico di droga" - afferma il Segretario generale dell'Onu, Ban Ki-moon nel suo messaggio per la giornata. "C'è, però, ancora molto lavoro da fare per ridurre la nostra vulnerabilità alla droga. Stati caratterizzati da deboli sistemi di giustizia penale e limitati strumenti di attuazione legislativa hanno bisogno di assistenza per ridurre il livello di traffico illecito di droga, che diffonde criminalità, corruzione e instabilità, e che in ultima analisi, mette a repentaglio la realizzazione degli Obiettivi di sviluppo del Millennio.

Il Segretario generale dell'Onu ricorda inoltre a tutti gli Stati membri "la loro responsabilità a rispettare pienamente i diritti dei detenuti tossicodipendenti o autori di crimini connessi alla droga, in particolar modo il diritto alla vita e a un processo equo. Faccio inoltre appello agli Stati membri affinché venga garantito eguale accesso ai servizi sanitari e sociali a quanti stiano lottando contro la dipendenza dalla droga. Nessuno dovrebbe essere stigmatizzato o discriminato a causa della tossicodipendenza".

"Le droghe controllano la tua vita? La tua vita. La tua comunità. Nessun posto per le droghe". E' lo slogan lanciato lo scorso anno in occasione della 'Giornata internazionale contro l'abuso e il traffico illecito di sostanze stupefacenti' promossa dall'Ufficio delle Nazioni Unite contro la Droga e il Crimine (Unodc) che ricorre oggi. Uno slogan che dura tre anni affrontando diversi aspetti: il problema degli abusi nel 2007, della coltivazione e produzione di droga nel 2008 e del traffico illegale nel 2009. L'Ufficio, che ha assunto il suo nome attuale nel 2002, è chiamato a porre in atto il programma d'azione per ridurre sia l'offerta sia la domanda di droga definito dalla Sessione Speciale dell'Assemblea Generale dell'Onu tenutasi nel 1998. [GB]

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