Costa Rica: 70 anni senza esercito

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L'Italia spende circa 64 milioni di euro al giorno per le sue Forze armate. Pur comprendendo la necessità di avere servizi segreti efficienti, delle forze armate sempre più integrate a livello europeo e a servizio dei peace-keeping dell'Onu, vediamo il caso studio del Costa Rica; paese prospero e felice, al contrario dei suoi vicini.

Guatemala, Honduras e El Salvador, infatti, sono afflitti da povertà e violenza croniche. Sono fucine di rifugiati per gli Stati Uniti. Panama, data la sua posizione strategica, ha purtroppo acquisito il titolo indesiderato di “capitale mondiale per riciclaggio di denaro sporco e corruzione”. E tutti assieme, compreso il Nicaragua paralizzato da paura e violenza, affrontano ricorrenti sconvolgimenti politici.

Eppure, in mezzo a questo caos, il Costa Rica rimane un'isola di stabilità politica e prosperità economica. Il segreto del paese è che non ha nessun esercito permanente. Ha utilizzato i risparmi della spesa per la difesa per migliorare l'istruzione, l'assistenza sanitaria e una rete di sicurezza sociale durevole.

In questo 2018, il Costa Rica segna il suo 70° anniversario dall' abolizione delle sue Forze Armate: di cielo, di mare e di terra, per dirla con chi si affacciava a Piazza Venezia. S'è classificato lo scorso anno primo in America Latina e dodicesimo al mondo in felicità, secondo il World Happiness 2017. Per l' Happy Planet Index addirittura al primo posto al mondo.

Questo paese tropicale, che ospita la più grande densità di specie al mondo, è orgoglioso delle sue politiche ecologicamente amichevoli che attraggono turisti nelle sue giungle lussureggianti. Gode anche di uno standard di vita doppio rispetto a quello di altre nazioni centroamericane, ad eccezione di Panama, che trae profitto dal Canale di Panama.

L'esperimento del Costa Rica senza militari iniziò nel 1948, quando il ministro della Difesa Edgar Cardona supportò l'idea dell'ex ministro dell'Interno Alvaro Ramos di spendere di più per istruzione e salute.

José Figueres, allora presidente provvisorio, presentò la proposta all'assemblea costituente, che l' approvò. Invece di una forza armata permanente l'assemblea creò una nuova forza di polizia civile per difendere la nazione soprattutto dalla microcriminalità. E' come se il governo italiano, tra le molte folli spese in ambito militare, decidesse di convertire i 13,5 miliardi per i bombardieri F35 in canadier e protezione civile a salvaguardia del suo paesaggio.

Ramos, 62 anni, disse che il cambiamento portò immediatamente a molti progressi per il Costa Rica, specialmente negli anni '50 e '60. Sue parole: "il tenore di vita degli ammalati, la società rurale salì, (e) costruimmo grandi ospedali, ma soprattutto, ci fu un massiccio incremento dell'istruzione".

Il Costa Rica, infatti, primeggia nella sanità e nell'istruzione primaria sia nella regione latinoamericana che caraibica. Ha il secondo tasso più basso di mortalità infantile dopo il Cile e un tasso di alfabetizzazione pari al 98%, secondo il rapporto sulla competitività globale 2016-17 del World Economic Forum.

Il paese fornisce anche assistenza sanitaria universale ai suoi cittadini e residenti permanenti, contrariamente agli USA che vorrebbero abolire l'Obamacare. L'Organizzazione Mondiale della Sanità classifica il Costa Rica come il miglior sistema sanitario in America Centrale e lo pone al 36° posto migliore al mondo.

Il paese del centroamerica ha una storia di sostegno presidenziale per la pace e la trasformazione nonviolenta dei conflitti. L'ex presidente e premio Nobel per la pace Oscar Arias, infatti, affermò che la negoziazione è il modo migliore per evitare lo scontro: "Le soluzioni militari ai conflitti dovrebbero essere l'ultima, l'ultima risorsa"; "qui, i conflitti sono risolti in un tavolo delle trattative".

Arias, 77 anni, ricevette l'attenzione internazionale durante il suo primo mandato presidenziale nel 1986 per i suoi sforzi volti a porre fine alle principali guerre civili e alle rivoluzioni pro-comuniste in diversi paesi centroamericani.

Egli affermò che l'amministrazione Reagan era "ossessionata" negli anni '80 nel sostenere i Contras del Nicaragua, il gruppo ribelle di destra che si opponeva al governo socialista sandinista. Arias respinse l'opzione militare del presidente Ronald Reagan e ricevette il Nobel nel 1987 per aver guidato un piano di pace con i capi di stato dell'America centrale per concordare la cooperazione economica e una risoluzione pacifica di quel conflitto.

"In ogni trattativa ottieni quello che puoi, non quello che vuoi", disse Arias. "Abbiamo nelle nostre mani il futuro dei giovani centroamericani e non possiamo fallire". Arias criticò gli Stati Uniti per essere un paese che ama la guerra e risolve i suoi conflitti con la violenza.

Il Costa Rica rimane una nazione pacifica nonostante le continue violenze nei paesi vicini. Il confine tra Costa Rica e Panama divenne l'unica frontiera non militarizzata al mondo dopo che anche Panama seguì l'esempio del Costa Rica e convertì le sue Forze Armate nel 1989.

Dimenticavo. 64 milioni di euro al giorno spesi in Italia per le Forze Armate sono pari a 23 miliardi di euro all'anno, come ripete Unimondo da una ventina d'anni. Non dico l'abolizione, per il rispetto dei patti internazionali, ma il dimezzamento sarebbe un coraggioso programma politico.

Fabio Pipinato

Sono un fisioterapista laureato in scienze politiche. Ho cooperato in Rwanda e Kenya. Rientrato ho curato la segreteria organizzativa dell'Unip di Rovereto. Come primo direttore di Unimondo ho seguito la comunicazione della campagna Sdebitarsi e coniato il marchio “World Social Forum”. Già presidente di Mandacarù sono oggi presidente di Ipsia del trentino (Istituto Pace Sviluppo Innovazione Acli) e CTA Trentino (Centro Turistico Acli) e nel direttivo di ATAS. Curo relazioni e piante. 

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