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Corrompere è come spacciare
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Foto: Muirtv.com
Diecimila euro di tangente possono paragonarsi a 10 grammi di cocaina venduta? 100.00 euro di imposte evase possono confrontarsi con 100 grammi della stessa sostanza spacciata? Ed 1 milione di euro di somme sottratte ai risparmiatori da bancarottieri valgono un chilo di droga smerciata?
Mi è capitato di proporre una comparazione tra illeciti economici ed illeciti in materia di droga nel corso di un processo. Fu un argomento spontaneo, una reazione d'istinto ad una tesi della difesa di un imputato, che evidenziava come per i reati economici, dei colletti bianchi, i casi di detenzione in carcere degli imputati sono sporadici e, comunque, il carcere ha durata limitatissima. Per questo motivo si riteneva ingiusta la detenzione che proseguiva per l'imputato di quello specifico processo. Con la comparazione tra droga e reati economici non intendevo proporre l'utilità del carcere per gli illeciti economici al pari dei reati in materia di stupefacenti, ma di segnalare le potenzialità dannose della corruzione, dell'evasione fiscale e delle ruberie societarie che impoveriscono i risparmiatori.
La corruzione e l'evasione fiscale sono reati apparentemente senza vittime specifica; le vittime siamo tutti. Ciò rende meno grave quei illeciti? La corruzione e l'evasione fiscale uccidono. Uccidono fisicamente ed uccidono la democrazia. Nei pressi di Albertville, in Francia, l'emissione di diossina ad opera di imprese industriali proseguiva indisturbata per anni in considerazione dell'assenza di adeguata controlli pubblici che hanno determinato un abnorme aumento delle leucemie della popolazione nel territorio circostante. Uno studio dell'Università di Oxford ha collegato il numero di morti in occasione di terremoti al grado di corruzione del paese. Il terremoto di Haiti ha provocato migliaia di morti in più rispetto allo stesso terremoto, in termini di gravità, avvenuto in Nuova Zelanda. Solo il 17 per cento delle morti può attribuirsi al terremoto; il restante 83% dei morti è dovuto a condotte connesse alla gestione illecita dei poteri pubblici o per la presenza di connivenze irregolari tra amministratori pubblici ed imprese. E la memoria non può che portarsi ai mancati controlli sulla casa dello studente dell'Aquila, con le tragiche scomparse di giovani studenti a seguito del terribile terremoto.
La corruzione e gli illeciti economici orientano gli investimenti pubblici. Investire nella scuola è poco appetibile per politici ed amministratori corrotti e per imprese che vogliono ottenere lucrosi lavori pubblici. Meglio investire nelle grandi opere, nelle costruzioni per il G8, magari raddoppiate per lo spostamento della sede, nelle ricostruzioni post-terremoto, nella grande velocità. Qui i margine di accordi tra amministratori corrotti ed imprese corruttrici sono amplissimi e qui, non a caso, l'Italia spende moltissimo e non recede di un passo. Per la scuola, invece, i soldi scarseggiano, come per la giustizia. La corruzione incide sulla qualità della salute individuale e collettiva. Quando i dirigenti della sanità, i primari degli ospedali, gli acquisti delle attrezzature sanitarie vengono decisi considerando la fedeltà del nominato o la disponibilità delle aziende fornitrici a versare tangenti, la qualità della cura del paziente non è più la priorità e decresce inesorabilmente.
La metà dei fondi che vengono stanziati per il sostegno umanitario, secondo i dati Onu, vengono dispersi per la diffusione della corruzione nei paesi dove quegli interventi devono realizzarsi. La corruzione e l'evasione fiscale rendono inefficiente l'azione della pubblica amministrazione. Il pubblico ufficiale corrotto tende a dilatare i tempi della sua azione per stabilire un contatto con gli utenti del servizio pubblico, indurli a pagare per sbloccare la pratica. Vi è un rapporto direttamente proporzionale tra inefficienza e corruzione, mancanza di trasparenza e gestione illecita dei servizi pubblici. L'evasione fiscale fa mancare alla fonte le risorse per rendere la macchina pubblica funzionante. Il deficit di democrazia portato dalla corruzione è di evidenza immediata.
Salta il principio di eguaglianza poiché non è più il merito a dirigere le risorse pubbliche, ma la disponibilità a compiacere il potente di turno. Ed anche la competizione elettorale risulta alterata se con i soldi delle imprese si compra il consenso popolare, come è capitato di sentirmi riferire da imprenditori ed esponenti politici nel corso di alcune indagini giudiziarie, anche in Trentino Il nostro paese è gravemente esposto a questi rischi. Secondo i dati forniti dalla Corte dei conti la corruzione è la terza fonte di danno erariale del paese. Secondo le rilevazioni di Eurobarometro, il 17% degli italiani intervistati ha offerto o è stata richiesta di pagare tangenti, mentre la media europea è del 9%. Secondo le stesse rilevazioni, praticamente in tutti i settori pubblici la percezione della corruzione in Italia è più elevata della media europea. Il motivo? Il costo morale e sociale della corruzione e dell'evasione fiscale in Italia è bassissimo. La classe di governo non supporta l'opera culturale di contrasto di questi fenomeni; anzi la ostacola.
A livello europeo si censura l'Italia per i tempi troppi brevi della prescrizione dei reati di corruzione; noi reagiamo tentando di approvare la prescrizione breve ed il processo lungo. Dall'Europa ci chiedono strumenti investigativi speciali per combattere la corruzione; noi rispondiamo con la riforma che vuole penalizzare le intercettazione. La convenzione europea contro la corruzione del consiglio d'Europa vorrebbe introdurre anche il reato di corruzione tra privati; noi ci guardiamo bene dal darvi attuazione. Torniamo al paragone da cui sono partito tra droga e tangenti, tra cocaina ed evasione fiscale o truffa ai risparmiatori. Sarà forse inadeguato, ma certo non perché la droga sia più pericolosa di chi uccide il nostro futuro accaparrandosi le nostre risorse: le risorse della Repubblica.
Pasquale Profiti da l'Adige.it
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