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Come l'Agip contamina l'Equador

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José Proaño di Accion Ecologica

Si è chiusa la visita in regione di José Proa㱀o, giovane attivista ecuadoriano di Accion Ecologica, invitato a Trento e Bolzano dall'assessora provinciale Iva Berasi nell'ambito della assemblea "l'Onu dei Popoli", che ha anticipato la marcia della pace Perugia-Assisi. Proa㱀o ha una denuncia gravissima da portare in Italia, sulla terra dell'ammiraglio Cristoforo Colombo che nel 1492 sbarcò ad Haiti dando il via alla conquista dell'America e al genocidio più spaventoso della storia umana (70 milioni di indios immolati sull'altare della ragione moderna). Cinquecento anni dopo l'Italia continua ad essere un paese da cui si parte per conquistare e depredare le terre latinoamericane. Proa㱀o parla nel nome degli indios ammalati di tumore, defraudati della terra, repressi con i manganelli, oppressi e impoveriti.

Ecco in che cosa consiste la denuncia all'Italia: "Ogni volta che vedete una pubblicità dell'Eni/Agip, guardatela bene, leggete quello che sta dietro agli slogan, immaginatevi la vita che muore. Perché questo è il messaggio pubblicitario che arriva sulla nostra pelle: è un messaggio di morte e di distruzione. Le industrie petrolifere stanno dissanguando la foresta amazzonica, ammalando i contadini, uccidendo gli ecologisti. Tutto questo sotto lo sguardo inerte dei governi e delle istituzioni preposte alla salvaguarda dei diritti umani. Amici di Trento e di Bolzano che avete camminato insieme a me nella marcia per la pace Perugia-Assisi pensate alla foresta amazzonica e agli indios che muoiono di cancro prima di fare benzina alle vostre auto". Le cifre che ha in mano Proa㱀o sono agghiaccianti: "Alcuni scienziati hanno calcolato che in determinate zone della foresta il tasso di contaminazione è pari a quello di Hiroshima".

Accion Ecologica è una organizzazione non governativa fondata da Esperanza Martinez (premio Langer nel 2002) con lo scopo di difendere i diritti dei contadini e dell'ambiente. "L'Agip ha occupato 200 mila ettari di territorio nella foresta - ha detto Proa㱀o - e voi italiani dovete sapere quello che significa la presenza di questa multinazionale sul nostro territorio. È come un fungo atomico che uccide la vita. E se pensiamo che quattro milioni di ettari di foresta sono occupati dalle quattordici imprese petrolifere presenti in Ecuador, si comprende perfettamente la cifra della distruzione: circa un terzo della foresta appartiene alle multinazionali. Ma non si era detto che l'Amazzonia è il polmone dell'umanità?" Gli ambientalisti che denunciano questa situazione sono minacciati di morte: "Lo scorso anno - ha detto Proa㱀o - un nostro compagno è stato ammazzato brutalmente mentre stava lottando per la difesa dei campesinos e quest'anno la repressione è stata particolarmente violenta".

Durante un incontro a Bolzano nell'ambito del festival multietnico, José Proa㱀o, ha spiegato come le multinazionali del petrolio occupino la foresta al prezzo di qualche fischietto e di due palloni da calcio e poi cominciano a trivellare, a far scorrere i tubi in mezzo agli alberi e a tagliare piante, bruciare terre, contaminare la terra. Come cinquecento anni fa. Come i fischietti e i cappellini dell'ammiraglio scambiati con l'oro, il ferro, il rame delle miniere. Poveri indios: "Non posseggono armi - scrisse Colombo nel suo diario - non hanno spirito guerriero, vanno ignudi e indifesi e sono tanto vili che in mille non saprebbero attendere tre dei miei uomini". Oggi come allora. La conquista continua.

di Francesco Comina, tratto dal quotidiano "L'Adige"

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